flatlandia recensione libro edwin abbott

Recensione di Flatlandia di Edwin A. Abbott

Reading Time: 3 minutes
Flatlandia Book Cover Flatlandia
Edwin A. Abbott
Fantascienza
Adelphi
1884
Cartaceo- Ebook
166

Un classico del fantastico, con un saggio di Giorgio Manganelli.

«Il mondo... è una superficie piana come quella di una carta geografica, sulla quale i flatlandesi scivolano senza sovrapporsi. La loro è una società rigidamente gerarchica: la casta più vile è quella delle donne, semplici righette con sulla punta un occhio, come aghi; viste dall’altro estremo, le donne diventano invisibili, così che a loro basta rivoltarsi per scomparire. Se un maschio per caso si imbatte nell’invisibile didietro di una donna, può rimanerne trafitto, per ciò la legge impone alle femmine l’obbligo di dimenarsi sinuosamente, senza sosta, per evitare incidenti».
– J. Rodolfo Wilcock

Questo di cui vi parlo oggi è uno dei libri più particolari che io abbia letto in vita mia. Un libro che fonde matematica e letteratura, che ho sentito nominare la prima volta in The big bang theory (episodio n. 12 della stagione 3, frase detta da Sheldon Cooper, ovviamente) e da allora la sua descrizione non è più uscita dalla mia mente. Il titolo in questione  Flatlandia di Edwin A. Abbott, a cui dedico la recensione di oggi.

Di cosa parla Flatlandia?

In un luogo immaginario popolato da poligoni, linee rette e cerchi un matematico ci spiega la sua società, le sue regole, la sua religione, i modo in cui le persone si riconoscono, le classi sociali; ovviamente solo a due dimensioni.

Non un romanzo dunque ma un saggio scritto da un fittizio scienziato di un universo inventato, che ne spiega usi e consumi come se noi, esseri dello spazio, potessimo leggerne e caprine veramente qualcosa del suo mondo.
La seconda metà del racconto ci spiegherà come lo stesso studioso è venuto in contatto con altri mondi a diversi piani dal suo: questo quadrato un giorno verrà scosso dalla visione di una realtà diversa dalla sua, fatto solo di linee; dopo poco, quello che a lui sembra un cerchio, gliene mostrerà una terza (la nostra) la Spacelandia, con altre regole geometriche e una nuova prospettiva, l’altezza, fino a quel momento a lui sconosciuti.

Flatlandia è un volume interessante, acculturato e spassoso che ci fa fare un viaggio in quel che si ricorda della geometria scolastica. Una sperimentazione letteraria decisamente ben riuscita in cui letteratura e geometria si uniscono creando qualcosa di unico nel suo genere.

Il testo, benché l’argomento di cui parla sia un po’ ostico (o almeno lo è per me), è scorrevole e divertente, e disegna su un piano una società immaginaria che a volte ricorda troppo la nostra. Infatti la religione, il maschilismo, la rigida divisone in caste, la mancanza di libertà di pensiero e opinione sembrano riferimenti velati di quel che era la società inglese di fine ottocento (e non solo), cose che possono portare a una serie di riflessioni più o meno approfondite. Davvero curioso però è di certo vedere satira sociale e politica accompagnata da figure geometriche!

Leggendo le note critiche che accompagnano il romanzo, scopro anche che Abbott era nel suo un visionario, nel senso migliore di questo termine; questo perchè già alla fine dell’800 immaginava una quarta dimensione, (poi scoperta dagli studi di Einstein). Anche se i suoi sono abbozzi fantasiosi, e legati a super cubi, le idee che aveva quest’uomo erano da pioniere.

Mi spiace in questo caso non ricordare molto di geometria, perché avrei capito di più questo testo. No, non sto dicendo che bisogna essere dei laureati in matematica per comprenderlo, ma sicuramente i contenuti che ci propone sono anche educativi e meritano più di una riflessione superficiale. Dunque consiglio di leggerlo e capirlo piano, come poi ho cercato di fare io, perché alla fine il tema non è semplicissimo.
E credo comunque che il libro in questione non sia alla portata di tutti: è difficile infatti cogliere cosa c’è dietro le parole quando c’è di mezzo la geometria, senza soffermarsi sulla noia che un argomento del genere può provocare su alcuni. Dunque io lo consiglio sì, ma leggetelo solo se lo volete fare veramente, e secondo me non ve ne pentirete.

Per concludere, Flatlandia è un esperimento letterario straordinario e unico nel suo genere, un volume che mischia il fantastico, la narrativa e matematica in maniera geniale e sagace, che tra rette, punti e triangoli fa una satira sottile alla sua società, e forse trova un modo diverso per insegnare la geometria agli studenti.

Se vi piacerebbe leggere il libro, potete acquistarlo al link affiliato Amazon.

Se volete altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con un nuova recensione!

Giorgia

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