il giovane holden recensione libro salinger

La recensione di Il giovane Holden di Salinger

Reading Time: 3 minutes
Il giovane Holden
J.D. Salinger
Romanzo di formazione
Einaudi
1951
Cartaceo- Ebook solo nella versione originale
248

"Non ho nessuna voglia di mettermi a raccontare tutta la mia dannata autobiografia e compagnia bella. Vi racconterò soltanto le cose da matti che mi sono capitate verso Natale, prima di ridurmi così a terra da dovermene venire qui a grattarmi la pancia. Niente di più di quel che ho raccontato a D.B., con tutto che lui è mio fartello e quel che segue. Sta a Hollywood, lui. Non è poi tanto lontano da questo lurido buco, e viene qui a trovarmi praticamente ogni fine settimana. Mi accompagnerà a casa in macchina quando ci andrò il mese prossimo, chi sa. Ha appena preso una Jaguar. Uno di quei gingilli inglesi che arrivano sui trecento all'ora. Gli è costata uno scherzetto come quattromila sacchi o giù di lì. È pieno di soldi, adesso. Mica come prima. Era soltanto uno scrittore in piena regola, quando stava a casa". 
 

Leggo in inglese, ormai lo sapete. Poco tempo fa mi sono dedicata alla lettura in lingua originale di un classico della letteratura contemporanea statunitense: oggi nella mia recensione vi parlo di Il giovane Holden di J.D. Salinger.

Di cosa parla Il giovane Holden?

Holden Caulfield è un ricco rampollo newyorchese che si è fatto cacciare di nuovo da una diversa scuola. Lo seguiremo e impareremo a conoscerlo nelle sue bravate, per i giorni successivi all’espulsione, in cui non vuole ancora far sapere alla sua famiglia che è stato espulso di nuovo.
Holden è un facoltoso ragazzino viziato che crede di sapere tutto e odia tutti; sfacciato e senza filtri si fa cacciare da un prestigioso istituto all’altro, e noi lo conosciamo appena dopo esser stato buttato fuori dall’ultimo, e passiamo un paio di notti con lui a New York tra eccessi e stramberie che solo un diciassettenne intelligente ma noncurante potrebbe fare.

Il giovane Holden lo si ama e lo si odia: non tanto il romanzo che è formalmente e stilisticamente eccellente, ma il personaggio di questa narrazione. Holden è sagace e brillante, e ce lo fa notare sin da subito. I suoi appunti sul mondo e la vita hanno un che di saggio e cinico, ma allo stesso tempo si mostra agli altri sfacciato, arrogante e brutalmente sincero, mentre le sue azioni sono da immaturo, e qualche volta da vero idiota. Un adolescente vero, che è dipinto in maniera eccezionale; un ragazzo come lo siamo stati anche noi, o i nostri figli, o come molti che camminano le strade intorno a noi.

Le sue brevi avventure vengono raccontate da lui in prima persona, in una sorta di diario/cronaca di quel che ci vuole raccontare: l’incipit di questa opera è molto famoso, ed è un “non inizio”, espediente arguto di Salinger che conferisce subito personalità al suo romanzo e al suo protagonista:

«Se davvero avete voglia di sentire questa storia, magari vorrete sapere prima di tutto dove sono nato e com’è stata la mia infanzia schifa e che cosa facevano i miei genitori e compagnia bella prima che arrivassi io, e tutte quelle baggianate alla David Copperfield, ma a me non mi va proprio di parlarne.»

La vicenda dalla prospettiva di Holden è ricca di termini da “ragazzi”: colma di parlato, di modi di dire, di imprecazioni, di uno stile adolescenziale che ricorda molto come parlano i giovani, anche di ora: e come se egli in prima persona si racconti a qualcuno, ovviamente in quel che vuole o interessa lui raccontare. Un romanzo affascinante dunque anche per come è stato scritto: un esperimento letterario ben riuscito di Salinger, oltre che per la trama che può raccontare l’esperienza di molti altri adolescenti di ieri e di oggi come Holden.

Ne Il giovane Holden, ci viene raccontato dunque un ragazzo con una facciata spocchiosa, ma che in fin dei conti ha dei grossi vuoti interiori; la solitudine e l’insoddisfazione popolano la sua mente, e le comprendiamo grazie alle proprie riflessioni di questo diciassettenne.
E così, dopo un po’ inizia a uscire tra le righe qualcosa di nascosto e represso, il lato più profondo di Holden, i suoi dubbi, la sua dolcezza, la sua insoddisfazione, la sua solitudine, la sua paura del futuro. Solo in questo modo che il personaggio non può essere che rivalutato in una luce diversa: si comprende sa questa sua confessione che in fondo non è solo che un ragazzo che nasconde i propri pensieri al mondo mostrando appositamente il peggio di sé, in cerca di attenzioni, a cui è morto il fratello a cui era tanto legato, a cui quando piace veramente una ragazza non riesce a dirglielo, ma che la maggior parte della volte non capisce quello che fa e perché lo fa.

Devo ammettere un mio limite: credo di non avere apprezzato abbastanza questo libro perché troppo adulta, ma sono allo stesso tempo convinta che se lo avessi letto dieci anni fa, o pure di più, avrebbe fato un effetto diverso su di me. Non perché io e Holden fossimo particolarmente simili allora, ma avrei potuto provare più empatia per i sentimenti di ribellione, insoddisfazione, paura del futuro che prova Holden Caulfield.
Questa mia riflessione personale non toglie che il libro è sì un grande Bildungsroman, uno dei classici moderni americani che rimarrà nella storia della letteratura. Il suo stile personalissimo mi ha fatta sorridere e appassionare alle vicissitudini di Holden, ma non ho potuto capirlo al cento per cento come avrei voluto.

Per concludere, Il giovane Holden è un romanzo di formazione che ci fa tornare tutti un po’ ragazzi, una storia di un adolescente come molti altri che, cercando di mostrare la facciata più ribelle di sé, racconta ai suoi lettori invece quello che nasconde dietro la sua faccia di bronzo.

Se volete leggere il libro, potete acquistarlo al link affiliato Amazon.

Se volete altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con un nuova recensione!

Giorgia

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