La storia recensione libro Elsa Morante

Recensione di La Storia di Elsa Morante

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La Storia Book Cover La Storia
Elsa Morante
Narrativa
Einaudi
1974
Cartaceo- Ebook
704

A questo romanzo (pensato e scritto in tre anni, dal 1971 al 1974) Elsa Morante consegna la massima esperienza della sua vita "dentro la Storia" quasi a spiegamento totale di tutte le sue precedenti esperienze narrative: da "L'isola di Arturo" a "Menzogna e sortilegio". La Storia, che si svolge a Roma durante e dopo la seconda guerra mondiale, vorrebbe parlare in un linguaggio comune e accessibile a tutti.

Oggi vi parlo di un libro meraviglioso, uno di quelli che si assaporano piano, lentamente perché sono pieni di tutte quelle storie di cui si fanno carico ma allo stesso tempo ti entrano dentro in maniera indelebile. Il libro a cui mi riferisco nello specifico è La Storia di Elsa Morante, una lettura strabiliante e intensa.

Di cosa parla La Storia?

Iduzza, figlia di un padre anarchico e di una mamma ebrea che nasconde da sempre questa sua origine, una notte viene avvicinata da un giovane militare tedesco, che la violenta quando questa lo porta in casa sua per aiutarlo in qualche modo.
La donna, semplice insegnante rimasta vedova e con già un figlio adolescente che porta il nome di Nino, da quella notte porterà con sé un terribile segreto: un bastardo che le cresce in grembo. Vergognosa di quel fardello peccaminoso che cresce dentro di lei, nasconde a tutti quella gravidanza che pare aiutarla nel compito, e una notte di fine estate verrà al mondo il piccolo Useppe, adorabile morettino dai grandi occhi azzurri, marchio di quel padre che mai conoscerà.

E così ci si avventura nella vita di Ida, Ninuzzu, e il piccolo Useppe in una Roma marchiata indelebilmente dalla guerra che corre selvaggia per le strade della città eterna, portando solo disperazione e povertà.

La Storia è un romanzo in un certo senso storico, ma sarebbe davvero riduttivo ricondurlo solo a questo genere.
Come tratto peculiare che lo distingue è l’alternare la storia vissuta dai suoi protagonisti, le loro vite, le loro difficoltà quotidiane al racconto della storia vera, quella che si legge nei manuali e nei saggi, quella che ci viene raccontata a scuola; e così vediamo quel che si ricorda di quell’anno, quel periodo storico, ma anche la sua controparte reale, la vita come la si viveva nei quartieri poveri e degradati dalla guerra e dalla politica terribile del tempo.
Per esempio, quando vediamo citare da manuale che Roma è una città aperta, vediamo la sua corrispondente reale che di aperto ha ben poco, e si trascina ancora verso la sopravvivenza proprio come quando la guerra si diceva in corso e la città occupata.

Prendiamo parte dunque in questo gigantesco romanzo di storia vissuta, con un occhio puntato non sui soldati o sui fronti, ma sulla gente comune che lotta per un pezzo di pane, che cerca riparo dai bombardamenti, che perde case, lavoro e persone care, che si trasforma in derelitta e mendicante delle volte. Vediamo il tutto dagli occhi un po’ semplici di queste persone, sentendole parlare con il loro linguaggio volgare, con il loro italiano “burino” e non corretto, con l’ingenuità di chi non capisce a pieno quello che gli accade intorno.

Quella che la Morante con abilità straordinaria ci dipinge è la fotografia di un’epoca dura e difficile, che non risparmia niente e nessuno, che segna la vita persino dei bambini.
E sono gli occhi di un bambino speciale a raccontare parte di questa storia: occhi azzurri pieni di gioia e di vita, che vedono la poesia e il bello anche dove il bello non esiste più, occhioni che scorgono dio nelle piccole cose e le pronunciano in maniera sgrammaticata, infantile e dolce.

Dentro questo romanzo si possono trovare molti sensi e significati, perché esso parla dell’orridità della vita e della storia, discorrendo di politica molte volte tramite le bocche dei suoi personaggi, raccontandoci abomini che ogni tanto vorremmo dimenticare con la semplicità in cui certe cose sono state scoperte dalle persone che quel tempo lo vivevano.

Un libro denso, carico di vita e di morte, che difficilmente può lasciare indifferenti alle sue parole; una testimonianza di una storia che è tante assieme, di molte persone che quei momenti li hanno vissuti e sono sopravvissuti, ma anche quella di quelle altre che una voce non la hanno più.

La Storia è un libro doloroso ma bellissimo, che parla d’ingiustizia, della vita e della storia tutta come un grande orrore, mostrando allo stesso tempo una dolcezza infinita proiettata attraverso gli occhi dell’infanzia.
Un libro necessario, che consiglio a tutti per conoscere un pezzo di storia del nostro paese e del mondo, quella scritta nei libri, ma anche quella taciuta nei testi e rimasta nelle case, nelle strade, nei volti di quelle persone dimenticate.

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Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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