Recensione di Ristorante al termine dell’universo di Douglas Adams

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Ristorante al termine dell'universo Book Cover Ristorante al termine dell'universo
Guida Galattica per autostoppisti
Douglas Adams
Fantascienza umoica
Mondadori
prima edizione 1980
Cartaceo - Digitale
244

Una gigantesca autostrada cosmica sta per essere costruita nei pressi del sistema solare. Un'uscita secondaria è prevista nei pressi di un piccolo pianeta azzurro-verde, abitato da primitive forme di vita intelligenti, discendenti dalle scimmie. Un pianeta vecchio e inutile, insomma, che va rimosso. Viene a saperlo Ford Prefect, un alieno in incognito sulla Terra. Che fare? Abbandonare al più presto il pianeta in demolizione alla ricerca di lidi più sicuri. E così, in compagnia dell'amico umano Arthur Dent, dell'ex presidente della galassia Zaphod Beeblebrox, del lunatico androide Marvin e della sensuale profuga Trillian, Ford inizia le sue peregrinazioni attraverso l'universo.

Avete mai sentito parlare de La guida galattica per autostoppisti?

Se la risposta è no vi aggiorno io: La guidal galattica per autostoppisti è il primo di una serie di libri firmato dalla penna di Douglas Adams, scrittore e sceneggiatore famoso anche per essere autore primissimo dottor Who. La storia racconta le avventure di Arthur Dent e del suo amico Ford Perfect che scappano dal pianeta terra perché distrutto a causa del passaggio in quell’angolo della galassia di un’autostrada intergalattica. Questo è l’inizio di un’avventura che li porterà a interrogarsi sulla <<La risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto>> grazie anche all’aiuto della fidata Guida galattica per autostoppisti, volume che aiuta i viaggiatori interstellari un po’ in tutto.

Dopo un’infarinatura generale sull’inizio di questa storia però oggi vi volevo parlare del secondo volume di questa strampalata e divertente saga, Ristorante al termine dell’universo. Per leggere la mia recensione del primo libro per Art special Day però venite qui.

Di cosa parla Ristorante al termine dell’universo?

Dove eravamo rimasti con il primo libro? I nostri protagonisti Artur Dent, ultimo terrestre uomo rimasto nell’universo, Ford Perfect, originato di beedlegiuse, Trillian, anche lei terreste scampata al disastro, e l’ex presidente della galassia Zaphod Beeblebrox, sono ancora a bordo dell’astronave a motore a improbabilità, cuore d’oro e assieme a Marvin il robot depresso, stanno andando al ristorante al termine dell’universo per mangiarsi un boccone e andare ad assistere alla fine di tutto.
Dopo un attacco vogon e un improvvisata seduta spiritica Zaphod Beeblebrox si ricorderà che il suo scopo originario è di trovare l’uomo che governa tutte le galassie esistenti, ma come ogni strampalato viaggio spaziale del gruppo non ci saranno pochi problemi prima di arrivare alla fine dell’universo.

Ristorante al termine dell’universo è un volume breve, che eccelle sempre in quanto a stile e scorrevolezza, portando avanti alcune tematiche e punti chiave trattati nel suo predecessore.

La cosa che di certo colpisce di più anche in questo volume è l’arguzia di Douglas, che mischia una conoscenza di fisica non da sottovalutare a un’ironia pungente e non troppo velata, creando ancora una volta qualcosa di unico nel suo genere. Come non notare la dovizia del racconto del termine dell’universo, dei viaggi nel tempo e del meccanismo che permette le persone di entrare in un posto tanto pericoloso e non morire assieme a tutto quello che li circonda? Trovo sempre brillante dunque quest’uomo, sia per la sua penna che per le sue idee.

Ritorna il tema chiave della domanda esistenziale, questa volta concentrandosi un po di più sulla domanda e su come fare a riaverla, sottolineando sempre che non è importante molte volte avere una risposta, ma fare le domande giuste.

Anche in questo romanzo troviamo una buona dose di satira politica, legata al governo della galassia e a chi effettivamente prende veramente le decisioni. E dunque qui, con la solita leggerezza che lo contraddistingue, Adams parla dei governanti, e di coloro che dovrebbero farlo sono quelli con non vogliono farlo, mentre chi desidera il potere non dovrebbe avervi accesso, con chiari riferimenti alla nostra società.

“Il maggior problema, ossia uno dei maggiori problemi (ce ne sono tanti) che l’idea di governo fa sorgere è questo: chi è giusto che governi? O meglio, chi è così bravo da indurre la gente a farsi governare da lui? A ben analizzare, si vedrà che: a) chi più di ogni altra cosa desidera governare la gente è, proprio per questo motivo, il meno adatto a governarla; b) di conseguenza, a chiunque riesca di farsi eleggere Presidente dovrebbe essere proibito di svolgere le funzioni proprie della sua carica, per cui: c) la gente e il suo bisogno di essere governata sono una gran rogna.”

La mia opinione

Questa volta devo essere sincera: la lettura di questo volume è stata piacevole ma secondo me per nulla all’altezza del primo libro.

Ho trovato la storia di Ristorante al termine dell’universo un po’ sottotono, con alcuni picchi di divertimento si, ma non bello come il primo li. Ho letto il volume in pochissime ore, lo stile di Douglas sempre frizzante e divertente mi piace, ma io da questo secondo romanzo mi Aspettavo di più, ecco. Non che non lo consiglierei, ma ho amato tanto il primo libro che mi aspettavo qualcosa di simile dal secodo, mentre secondo me è stato più banale e ripetitivo rispetto al predecessore. Non mollo il colpo però: finirò l’intera saga con la speranza di una risalita generale!

Per concludere, Ristorante al termine dell’universo è il seguito di Guida galattica per autostoppisti che ci riporta in quelle avventure fuori dal comune e piene di un fattore di improbabilità con protagonisti Arthur Dent e Ford Perfect, ma non solo. Da legger per tornare nell’universo, assieme agli autostoppisti interstellari più divertenti di tutte le galassie.

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Se invece non vi bastano mai i consigli di lettura, ne trovate tanti tanti altri qui -> le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione ❤️.

Giorgia

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