Recensione di Nevernight. Mai dimenticare di Jay Kristoff

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Nevernight. Mai dimenticare Book Cover Nevernight. Mai dimenticare
Nevernight
Jay Kristoff
Fantasy
Oscar Mondadori
3 settembre 2019
Cartaceo- Ebook
671

Destinata a distruggere imperi, Mia Corvere ha solo dieci anni quando riceve la sua prima lezione sulla morte. Sei anni dopo, la bambina cresciuta tra le ombre si avvia a mantenere la promessa che ha fatto il giorno in cui ha perso tutto. Ma le possibilità di sconfiggere nemici così potenti sono davvero esili, e Mia è costretta a trasformarsi in un'arma implacabile. Deve mettersi alla prova tra i nemici - e gli amici - più letali, e sopravvivere alla protezione di assassini, mentitori e demoni, nel cuore stesso di una setta dedita all'omicidio. La Chiesa Rossa non è una scuola come le altre, ma neanche Mia è una studentessa come le altre. Le ombre la amano. Si nutrono della sua paura.

Finalmente ne parlo anche io: mi riferisco di uno dei libri del momento, uno dei volumi più attesi in libreria in questo periodo che finalmente è approdato anche in Italia: signori e signore oggi parliamo di Nevernight. Mai dimenticare, fantasy firmato dalla penna di Jay Kristoff, disponibile in libreria dal 3 settembre scorso edito da Mondadori.

Di cosa parla Nevernight?

Mia è un’assassina che si nasconde nelle ombre e che è sempre affiancata dal suo gatto ombra Messer Cortese. La ragazza non è sempre stata così però: rimasta orfana da bambina, quando suo padre, nobile esponente politico, è stato giustiziato dai suoi colleghi politici per tradimento e la madre e il fratellino rinchiusi nelle carceri della pietra filosofale, a Godsgrave, è l’unica sopravvissuta che cerca vendetta per la sua famiglia. In un mondo dove non calano mai le tenebre assisteremo alle avventure della giovane mia, che cercherà di diventare allieva della Chiesa Rossa, devota alla dea della notte, per trasformarsi in una lama, ovvero una vera e propria assassina di professione per sferrare la sua ira contro quelli che le hanno portato via la famiglia.

Nevernight quindi racconta la storia di una giovane ragazza in cerca di vendetta, che in qualche modo scoprirà se stessa durante il suo cammino di iniziazione per diventare una efferata assassina; un fantasy non per bambini ma per adulti mi viene da dire, con un linguaggio popolano che sfocia anche nella parolaccia, in cui il sesso non viene trattato in maniera adolescenziale ma anzi molto esplicita in alcuni punti.

Jay Kristoff costruisce un suo universo con una dovizia di particolari e un ironia che è difficilmente propria di questo genere; assistiamo alle vicende di Mia sin da subito, e pian piano che la storia avanza scopriamo un po’ del suo mondo, della sua politica, della sua religione, dei movimenti dei suoi soli e del calare delle tenebre. Molte cose sono spiegate in argute note a pie di pagina che approfondiscono determinati argomenti e che a tratti risultano anche molto spassose, che a conti fatti sono una delle parti migliori del libro.

La società immaginata in Nevernight è dunque una società descritta in maniera perfetta anche grazie a queste note, con alla base un governo teocratico con il culto centrato sul dio Aa, dio della luce; società nuova, teocratica, vicina alla struttura romana e la sua evoluzione da repubblica a impero. L’immaginazione dello scrittore è stata molto brillante nel creare dettagliatamente un mondo nuovo, fatto di luci e ombre, fatto di dittature e ingistizie, ma soprattutto fatto di sole e mai notte.

Oltre l’ambientazione, il punto forte di questo libro è l’evoluzione della sua protagonista; un moderno romanzo di formazione che racconta la storia di una adolescente lasciata a crescere da sola, che nel suo cammino dovrà far i conti con se stessa. Possiamo descriver infatti questo come un romanzo di evoluzione, in cui la sua protagonista man mano prende forma e coscienza di sé, di chi è, di cosa vuole o non viole esser veramente.

Parallela ai conflitti interiori di Mia troviamo una lotta intrinseca bene contro male approcciata in maniera fuori dal comune: abbiamo infatti un’inversione del simbolismo di luce e tenebra, in cui per la prima volta la luce è il male e il buio è in qualche modo il bene. Ma questa separazione non è netta, ma bensì tratteggiata, mondo che infondo anche la luce ha il suo lato oscuro, e viceversa.

La vendetta è uno dei temi portanti del romanzo, e viene sviluppata in maniera quasi classica. Ci si pone infatti la domanda, non proprio nuova in letteratura, ovvero quella che se davvero la vendetta vale la pena, se poi non si diventi come i propri carnefici o peggio. Interessante è osservare queste domande nella testa di una ragazzina che è al contempo già un’assassina il cui unico scopo nella propria vita è stato sempre e solo quello di vendicare la sua famiglia.

Un punto che ho apprezzato moltissimo di Nevernight è il fatto che il suo personaggio principale è una donna, ma soprattutto è un’eroina non stereotipata: finalmente la nostra protagonista è femmina, e non la solita bellissima principessa, che cerca di riscattarsi o viene salvata dal principe; no Mia è una ragazza qualunque, non proprio avvenente, con un caratteraccio, che alla fine potrebbe essere ognuna di noi, non il solito idolo a cui ci spingono a somigliare, ma a cui sembriamo assomigliare davvero.

Considerazioni personali

Se devo essere onesta, ci ho messo un bel po’ a entrare nel libro; oltre a essere un po’ lungo, e come sapete ho sempre la paura dei volumi troppo voluminosi, mi ci è voluto un po’ a ingranare con la lettura.
Le prime parti sono state molto descrittive, e fose per me sono state un po’ noiose. Una volta superato lo scoglio delle prime cento pagine, però, sono entrata nel vivo della storia entrando molto in empatia con Mia nella seconda parte, di cui si riescono in quel momento a percepire paure, emozioni, sensazioni.
Ho trovato la storia molto accattivante, un modo nuovo di vivere il fantasy che ultimamente è stato sdoganato quasi in ogni sua forma, dove il mondo che viviamo in queste pagine è diverso da ognuno di quelli che conosciamo fino a ora, in cui la protagonista va in una scuola per assassini, dunque non proprio qualcosa di convenzionale.
Il contesto è reso molto bene, come resa bene è l’ironia di Kristoff che sdrammatizza un testo che ha una trama dura, in cui si parla di morte, di dittatura, di violenza.
Nel complesso un testo molto buono che finisce con un bel colpo di scena che fa ribaltare le aspettative che il lettore aveva fino a un certo punto. Bello e meritevole di lettura, non solo una moda del momento

Per concludere, Nevernight.Mai Dimenticare è un fantasy fresco che prende tematiche e situazioni già viste in precedenza, le trasforma e ne fa proprie creando una storia accattivante e diversa dal solito. Un libro da leggere per scoprire la lotta di Mia contro le tenebre che la avvolgono, insieme al fedele, esser cortese e i discepoli della Chiesa Rossa, per vedere ancora una volta ma in maniera diversa la lotta tra oscurità e luce.

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Se invece non vi bastano mai i consigli di lettura, ne trovate tanti tanti altri qui -> le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione ❤️.

Giorgia

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