Ranocchio Salva Tokyo

Recensione di Ranocchio Salva Tokyo, di Murakami Haruki

Reading Time: 4 minutes
Ranocchio Salva Tokyo Book Cover Ranocchio Salva Tokyo
Haruki Murakami
Racconto surreale
Einaudi
2017
Cartaceo- Ebook
72

Uno dei racconti più surreali, delicati ed emozionanti di Murakami si anima grazie alle illustrazioni di Lorenzo Ceccotti.

Quando Katagiri rientrò nel suo appartamento, ad attenderlo c'era un ranocchio gigante. Eretto sulle zampe posteriori, superava i due metri. E aveva anche un fisico massiccio. Katagiri, alto appena uno e sessanta e mingherlino, si sentì sopraffatto dal suo aspetto imponente.
– Mi chiami Ranocchio, – disse il ranocchio.

«Le probabilità che io possa sconfiggerlo sarebbero comunque leggermente superiori a quelle che Anna Karenina possa battere la locomotiva che avanza verso di lei. Ha letto Anna Karenina, signor Katagiri?»

A natale ho voluto regalare un libro alla mia dolce metà. Primo perché legge poco. Durante un pomeriggio insieme in libreria per i regali di Natale la sua curiosità è stata catturata da tale libro, miracolosamente. Secondo perché era un racconto che volevo leggere da parecchio, dunque con azione un po’ meschina ho fatto anche un regalo a me.
Il libro di cui sto parlando è Ranocchio salva Tokyo, di uno dei miei autori preferiti: Murakami Haruki.
Il racconto, già presente nella raccolta Tutti i figli di dio Danzano, è molto breve e si presenta benissimo nella nuova edizione Einaudi uscita appena qualche mese fa (2017); specialmente per le bellissime illustrazioni di Lorenzo Ceccotti, il quale ci fa vivere la storia attraverso i suoi disegni che l’accompagnano.

Ranocchio Salva Tokyo
Ci troviamo a Tokyo, e Katagiti, come ogni sera, torna nella sua triste e minuta casa. Ad aspettarlo trova quella sera un ranocchio di proporzioni esorbitanti. Tale misteriosa creatura inizia a spiegare all’uomo che la città è in pericolo, e che ha bisogno di lui per salvarla dalla minaccia de il Gran Lombrico, che causerà un terremoto che presto distruggerà ogni cosa.

Una storia bizzarra che ha come protagonista un uomo qualunque: un bancario di mezz’età, non di certo avvenente e con la pancetta. L’uomo qualunque ha però un grandissimo pregio, è un buono, un puro di cuore: l’unico che il Ranocchio può avere come aiutante nella lotta con il loro nemico. Come può un uomo buono ma inetto aiutare una creatura fantastica nella lotta contro il male? Sarà proprio il suo candore, la sua vita data agli altri che non sono stati riconoscenti a fare in modo che lui sia per una volta l’eroe. È l’unica persona degna di poter farlo, proprio per la bontà che lo contraddistingue.

Ranocchio salva Tokyo parla proprio della rivincita della normalità. Un eroe che non ha abilità particolari, ne forza, ne super poteri può diventare una persona straordinaria. Un riscatto per la vita di un individuo, che ci ricorda che non è mai troppo tardi per non mollare e non lasciarsi andare.

La figura del Gran Lombrico incarna il male, il nemico da combattere. Vi propongo due riflessioni su questa figura, strettamente collegate tra loro: sull’odio e la natura.
La tradizione popolare giapponese nelle sue credenze sostiene che un terremoto sia causato da l’odio accumulato, che si sprigiona scatenando una terribile catastrofe. Il Giappone, come il mondo intero, è pieno d’odio e di rabbia; e l’umanità va pian piano perdendosi in quanto gli uomini pensano  sempre più solo a se stessi, disprezzando il loro prossimo. Il lombrico si nutre di tale odio e della rabbia, sfogandola nel tentativo di distruggere la città attraverso le scosse sismiche. L’odio porta distruzione e disperazione dunque, e il lombrico diventa un’allegoria su come l’umanità abbia il potenziale distruttivo per portare in rovina il mondo intero.
Il lombrico diventa anche un simbolo della forza della natura, implacabile che si ribella all’uomo e cerca di liberarsene, proprio per tale potenziale distruttivo che porta con sé.

Murakami in questa novella ci riporta nei suoi mondi onirici e allucinati, in cui la realtà e fantasia si fondono. I suoi personaggi fantastici in questa storia rimangono sul filo dell’illusione, confondendo il lettore, riempiendolo di domande a cui però non da nessuna risposta. Senza lasciare nulla incompiuto: il finale è perfetto così, portandoci a riflette più che sul come sul perché e sul vero significato delle parole dello scrittore.

Ranocchio Salva Tokyo

Ho divorato Ranocchio salva Tokyo, e l’ho trovato un piccolo brillante libretto. Ho preso a cuore quel pover’uomo tanto buono, quanto sfortunato e senza polso. Dirò una cosa che potrebbe sembrare banale, ma non mi piacciono le persone che si approfittano dei più deboli. Infatti mi ha fatto felice che sia stata data una seconda opportunità a Katagiri, di far qualcosa per riscattare la propria vita; perché ritengo sia giusto che tutti abbiano la possibilità di farlo, anche in maniera immaginaria.

Una delle cose che più mi ha colpito del racconto, è stata la cultura letteraria del ranocchio: chi si aspettava che una rana gigante potesse amare Anna Karenina? Come al solito, nonostante la brevità del racconto, Murakami ci racconta la sua passione per i grandi della letteratura, riempiendo di riferimenti letterari il testo.

Ranocchio Salva Tokyo racchiude la bravura e l’immaginazione del Maestro Murakami in poche pagine, e ci fa fare un viaggio tra le suggestioni e credenze popolari giapponesi. Da leggere per partecipare con il ranocchio alla missione salva Tokyo, e per sentirsi per un momento un eroe.

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Se volete altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

4 pensieri su “Recensione di Ranocchio Salva Tokyo, di Murakami Haruki

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