La Metamorfosi

Recensione di La Metamorfosi di Franz Kafka

Reading Time: 3 minutes
La metamorfosi Book Cover La metamorfosi
Franz Kafka
Racconto - Classico
Diverse edizioni sul mercato
1915
Cartaceo- Ebook
125

Nell'autunno del 1912, a Praga, tra 17 novembre e il 7 dicembre, Franz Kafka scrisse "La metamorfosi", l'incubo sotterraneo e letterale di Gregor Samsa, un commesso viaggiatore che si sveglia un mattino dopo sogni agitati e si ritrova mutato in un enorme insetto. La speranza di recuperare la condizione perduta, i tentativi di adattarsi al nuovo stato, i comportamenti familiari e sociali, l'oppressione della situazione, lo svanire del tempo sono gli ingredienti con i quali l'autore elabora la trama dell'uomo contemporaneo, un essere condannato al silenzio, alla solitudine e all'insignificanza.

«Come poteva essere proprio una bestia se la musica lo afferrava a tal punto?»

È da tempo che molti mi consigliano come lettura necessaria da fare nella vita almeno un libro di Franz Kafka.
Ho iniziato La Metamorfosi per questo motivo all’inizio dell’anno, curiosissima e con aspettative molto alte, che sono state ampiamente soddisfatte.
Il libro più celebre di Kafka è molto breve e si legge in un paio d’ore.

La Metamorfosi racconta di Gregor Samsa, commesso viaggiatore. Questo una mattina si sveglia tramutato in un gigante e orripilante insetto. Kafka ci racconta la storia proprio da questo punto di partenza, sviluppandola attraverso le conseguenze e la reazione al tragico evento. La famiglia Samsa, infatti, provata dall’accaduto, reclude il giovane nella sua camera terrorizzata da lui, cercando di nascondere l’orrenda trasformazione del caro figlio e fratello.

L’intera storia viene narrata dalla prospettiva di Gregor, che racconta quello che succede intorno a lui. Ho trovato impressionante e magistrale la descrizione della mutazione dell’uomo: in maniera molto naturale egli si sveglia e prende coscienza della sua nuova forma, preoccupandosi solo di come avvertire il proprio capo che quel giorno sarebbe arrivato tardi al lavoro.

Affascinante anche vedere come non venga mai menzionato, nel racconto, in che animale si sia trasformato Gregor: sembra, dalle descrizioni, uno scarafaggio o blatta, anche se la cosa non verrà specificata in tutto il libro. Anzi, la descrizione dell’essere che è diventato la coglieremo con il procedere della lettura; solo con l’avanzare del testo e del racconto il lettore si può fare un’idea della fisicità del nuovo Gregor.

Dopo la metamorfosi, il protagonista manterrà una straordinaria lucidità, rimanendo uomo dentro l’animale. Con il passare del tempo però, la trasformazione diventerà anche mentale, mutando le abitudini e i pensieri dell’uomo insetto, che inizierà ad agire più attraverso l’istinto piuttosto che seguire il cervello.

La famiglia Samsa non riesce proprio ad accettare la diversità di Gregor; l’autore userà questa allegoria per raccontare la paura del diverso, con la lunga metafora della metamorfosi: l’odio, l’angoscia e il ribrezzo saranno sentimenti che aleggeranno per tutto il testo.

La Metamorfosi

Tra le righe del libro leggiamo un personalissimo Kafka, che descrive attraverso le sue pagine il complicato rapporto con il padre e la famiglia. Gregor Samsa, alter ego dell’autore, evidentemente si sente parassita per la propria famiglia; per questo la scelta allegorica molto forte della mutazione sarà proprio in un insetto, parassita per natura, anche se poi i veri parassiti in questo caso sono i familiari del commesso.
Ne La Metamorfosi l’autore rappresenta una dura oppressione familiare, molto vicina al suo vissuto personale, con una figura paterna autoritaria e soverchiante, il cui giudizio condiziona la vita intera del protagonista, prima e dopo la trasformazione.

Si può dire anche che La Metamorfosi con la sua storia ci presenta una visione pessimista dell’intera realtà umana, mostrandoci la terribile condizione esistenziale del Novecento, tra cui la solitudine profonda, l’abbandono e l’emarginazione. Una allusione all’alienazione del suo tempo, di una vita banale e tante volte servile, che viene trasformata ancora in qualcosa di peggio: la nullità assoluta e il ribrezzo.

Ho divorato La metamorfosi in una mattina e sono rimasta estasiata dallo stile di Kafka: geniale. Geniale specialmente perché, nonostante la storia sia cupa, drammatica e in alcuni punti ti faccia venire letteralmente il disgusto, le parole dello scrittore scivolano così lisce che è difficile staccarsene. Distruggendo così in me il pregiudizio che un autore come Kafka debba necessariamente essere noioso e pesante; anzi, è stato uno dei libri più intensi e scorrevoli mai letti. Poi devo ammettere che ho una predilezione per i libri dai finali agrodolci, dunque ho amato il libro in toto.
Ovviamente leggendo e recensendo un classico come questo ci si sente sicuramente un po’ sotto pressione: sono stati scritti saggi e lunghi approfondimenti su questo capolavoro, e non pretendo di farne un analisi profonda, soprattutto perché aldilà della mia recensione e ci sarebbe ancora molto da dire su un libro tanto piccolo quanto immenso.

La Metamorfosi è dunque un capolavoro, un diamante della letteratura che almeno una volta nella vita va letto, un libro inquietante ma perfetto nella sua compiutezza. Da leggere per cercare di capire, attraverso il pessimismo di Kafka come accettare il diverso e la difficoltà dell’esistenza umana.

 

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Se volete altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

 

4 pensieri su “Recensione di La Metamorfosi di Franz Kafka

  1. È accompagnato dalla pagina di apertura de “La Metamorfosi” di Kafka il dipinto di Francesco D’Adamo, pittore e musicista membro della band Nero di Marte.

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