Aida

VersInMusica – Aida, Rino Gaetano e l’amore per la sua Italia

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Eccovi anche questo mese la rubrica musicale, VersInMusica, quella che vi parla di quelle canzoni tanto belle da essere paragonate a delle poesie.

Oggi è il turno di un altro menestrello italiano; un cantante che forse è stato consacrato a idolo più dopo la sua morte che in vita, che ha raccontato nelle sue canzoni la nostra Italia, in maniera cinica e disincantata. Vi parlo di Rino Gaetano, il cantautore dalla voce roca, le cui parole sono sempre attuali.
La canzone che ho scelto per voi è la splendida Aida.

Eccovi il testo:

Lei sfogliava i suoi ricordi
le sue istantanee
i suoi tabù
le sue madonne i suoi rosari
e mille mari
e alalà
i suoi vestiti di lino e seta
le calze a rete
Marlene e Charlot
e dopo giugno il gran conflitto
e poi l’Egitto
un’altra età
marce svastiche e federali
sotto i fanali
l’oscurità
e poi il ritorno in un paese diviso
nero nel viso
più rosso d’amore
Aida come sei bella
Aida le tue battaglie
i compromessi
la povertà
i salari bassi
la fame bussa
il terrore russo
Cristo e Stalin
Aida la costituente
la democrazia
e chi ce l’ha
e poi trent’anni di safari
fra antilopi e giaguari
sciacalli e lapin
Aida come sei bella

La bella Aida di Rino Gaetano è inconfutabilmente la sua e nostra patria: l’Italia.
Una canzone evocativa che attraverso una serie di allegorie, dipinge la storia del nostro bel paese, dal dopoguerra fino agli anni ’70.
Un nome iconico scelto dal cantautore: Aida; che ricorda prima di tutto l’Aida di verdi. Ma non solo: Aida è un po’ tutte le anziane del nostro paese con cui la canzone condivide il nome, l’insieme di tutte le donne di quell’epoca che hanno assistito alla storia moderna dell’Italia. Aida è così un simbolo di tutte le donne che hanno vissuto un paese e sofferto con lui nei momenti più bui. Aida è una anziana che sfoglia il suo personale album di ricordi, lungo quasi un secolo.

In un concerto del 1977, Rino anticipa con queste parole la sua Aida:

“Ultimamente, qualche mese fa, io ho visto un film molto importante, che è “Novecento” di Bertolucci. Questo film era un po’ la storia dell’Italia, raccontata proprio in due parti. Io ho cercato di scrivere, di portare in canzonetta, la storia dell’Italia, degli ultimi 70 anni italiani, partendo un po’ dalle guerre coloniali fino ad oggi. E allora mi sono servito, per fare questa canzone qui, di una donna, che ha vissuto, attraverso i suoi amori e i suoi umori e la sua cultura, la politica italiana. Questa donna si chiama Aida.”.

Partendo analizzando il testo dal suo inizio, Aida è una classica donna fedele alla tradizione cattolica del nostro paese, con le sue madonne e i suoi rosari. Allo stesso tempo è figlia comunque di un’Italia con una storia millenaria, da conquistatrice dei “mille mari”. Questa inizia a raccontare i suoi ricordi e ci racconta le sue memorie.

Le parole di Gaetano continuano elencando la nostra storia attraverso simboli di ogni epoca. Il giugno della canzone, è il 10 giugno in cui Mussolini annunciò l’entrata in guerra dell’Italia, per “poi l’Egitto”, che diventa allegoria delle campagne d’Africa e la breve parentesi coloniale del nostro paese.
Dopo i richiami all’epoca più buia della nostra storia, il cantautore si perde in un grido quasi disperato, che è una dichiarazione d’amore per il nostro bel paese: Aida come sei bella.
Finita la guerra, il cantante ci descrive un paese povero e devastato, con i salari basse e dove la fame bussa, con l’ombra del terrore russo, la minaccia del comunismo che sarebbe potuto arrivare anche in Italia.
Ma Aida racconta anche della costituente e della neonata democrazia, satiricamente messa in dubbio dalle parole dell’autore. E poi trentanni di safari, l’immagine delle guerre politiche e imprenditoriali dei primi anni repubblicani.

In pochi minuti la canzone racconta più di mezzo secolo di un paese; un periodo duro, pieno di cambiamenti, cantati dalla roca voce di Gaetano, con versi brevi ma pieni di significato. Aida è una denuncia si, ma anche specialmente un grido immenso di amore verso questo nostro Incoerente ma stupendo paese.

Giorgia

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