Recensione di L’elefante scomparso e altri racconti di Murakami Haruki

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L’elefante scomparso e altri racconti Book Cover L’elefante scomparso e altri racconti
Murakami Haruki
Raccolta di racconti
Einaudi
1993
Cartaceo e digitale
316

In un giorno d'estate soffocante, un avvocato si mette alla ricerca del suo gatto e in un giardino abbandonato dietro casa incontra una strana ragazza. Una giovane coppia decide di fare uno spuntino notturno e assalta un McDonald's per avere trenta Big Mac, realizzando così un segreto desiderio adolescenziale del marito. Nel racconto che da il titolo al libro, un uomo è ossessionato dalla incredibile, misteriosa scomparsa di un elefante dallo zoo del paese. E poi ancora una curiosa digressione sui canguri, un uomo che incendia granai per il gusto di vederli bruciare e le introspezioni di una giovane madre afflitta da insonnia.

I racconti di Murakami non mi piacciono mai troppo; so che vi sembrerà strano perché è uno dei miei scrittori preferiti, ma nelle short stories invece in genere non mi fa impazzire particolarmente; sarà perché è ancora più criptico, più strano, e ti lascia con quel senso di irrisolto che mi ha creato diverse volte qualche perplessità.Per ogni regola però c’è la sua eccezione e la mia è stata L’elefante scomparso e altri racconti, che come raccolta di racconti mi ha colpito decisamente in positivo.

La raccolta è del 1993 ed è stata pubblicata la prima volta in inglese; in Italia è stata pubblicata per la prima volta da Baldini Castoldi nel 2001 includendo racconti anche successivi, e poi ristampata da Einaudi nel 2009 traduzione di Antonietta Pastore. Comprende 17 racconti, scritti tra il 1984 e il 1999.

Tra i protagonisti dì queste storie troviamo l’elefante scomparso del titolo, un ragazzo che da giovane saccheggiava panetterie, un nano ballerino, due fratelli dal rapporto molto stretto alle prese con dei cambiamenti, piccoli mostri verdi, e tante altre assurdità. Ogni racconto è contraddistinto dall’avere sempre una spiccata tendenza all’introspezione e all’analisi, con quel cinismo e quel realismo marcato tipico dì Haruki Murakami. In alcuni dì questi racconti la dimensione magica, il paranormale e la stranezza si fondono alla parte più realista, creando quel contrasto così netto che si vede spesso in Murakami, dove lo straordinario e il fortemente ordinario si fondono e convivono pacificamente.

I temi ripercorsi da Murakami in L’elefante scomparso e altri racconti sono differenti, e tipici della sua opera generale. Si parla dì solitudine, si analizzano alcune controversie della società giapponese attraverso caratteristiche dei personaggi, si parla di morte e di suicidio, di amore e sesso, di sogno e identità.

Interessante vedere, specie per chi ha letto qualche libro dell’autore come me, scene già viste, personaggi già incontrati, nomi che si ripetono; sicuramente credo che Murakami abbia alcune cose che ama riusare nelle sue storie, mi piace pensare che voglia creare come una sorta di filo conduttore, ma anche penso che molti dì questi racconti poi con gli anni abbiamo dato vita a storie più lunghe, come per esempio si può chiaramente capire in L’uccello-giraviti e le donne del martedì o anche nel racconto su  Gli uomini TV.

Qui ho trovato anche il mio racconto preferito dì Murakami per il momento, Granai incendiati, da cui mi hanno detto è stato tratto il film coreano intitolato Burning e che sicuramente proverò a vedere.

L’elefante scomparso e altri racconti è come avete potuto capire una raccolta che mi ha colpito particolarmente perché, oltre a riprendere tematiche care all’autore come la solitudine, il nichilismo della società, l’onirico e il soprannaturale, ogni racconto sembra portare a una sorta dì conclusione, senza però snaturare l’ambiguità classica murakamiana.

Finali aperti dunque, ma che finiscono, danno un punto alla narrazione. E racconti sicuramente con diverse sfumature dì stranezza, ma non la stranezza che non fa comprendere il punto della narrazione oppure lascia più domande che risposte. Chi ama Murakami e lo conosce bene come me capirà quello che intendo.
Per i neofiti invece consiglio assolutamente questa raccolta come un approccio iniziale e “soft” a Murakami, libro esemplare secondo me per capire se fa per voi e prenderlo a piccole dosi con questi racconti che sono un esempio perfetto per descriverne lo stile. Assolutamente consigliato dunque in tutti e due i casi.

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Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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