recensione il ggg di roald dahl

Recensione di Il GGG di Roald Dahl

Reading Time: 2 minutes
il GGG Book Cover il GGG
Roald Dahl
Letteratura per l'infanzia
Salani editore
1982
Cartaceo, digitale
222

Sofia non sta sognando quando vede oltre la finestra la sagoma di un gigante avvolto in un lungo mantello nero. È l'Ora delle Ombre e una mano enorme la strappa dal letto e la trasporta nel Paese dei Giganti. Come la mangeranno, cruda, bollita o fritta? Per fortuna il Grande Gigante Gentile, il GGG, è vegetariano e mangia solo cetrionzoli; non come i suoi terribili colleghi, l'Inghiotticicciaviva o il Ciuccia-budella, che ogni notte s'ingozzano di popolli, cioè di esseri umani. Per fermarli, Sofia e il GGG inventano un piano straordinario, in cui sarà coinvolta nientemeno che la Regina d'Inghilterra.

Mi piace leggere libri per bambini a volte, perché così mi sembra di tornare di nuovo bimba un po’ anche io. E mi aiuta a dimenticare i pensieri da adulta e vedere il mondo attraverso le lenti colorate dell’infanzia.
Un autore che mi piace particolarmente (come molti) quando cerco questo tipo di letture è Roald Dahl, e per coccolarmi un po’ ad aprile ho letto il GGG, romanzo molto amato da grandi e piccini.

La storia del Il GGG è semplice, ed ha come protagonista Sofia, bambina che vive in orfanotrofio perché sola al mondo. Una sera viene svegliata da uno strano rumore e rimane pietrificata quando vede fuori dalla finestra un gigante di sette metri. Questo, accortosi della bimbetta che lo ha visto, la rapisce e la porta con sé. Fortunatamente Sofia è stata rapita dal Grande Gigante Gentile, e non da uno dei suoi simili mangiatori di bambini, e conoscerà assieme a lui il mirabolante mondo dei sogni e anche il terrificante mondo dei giganti che divorano persone.

La fantasia sconfinata di Dahl inventa un mondo di giganti dove c’è ne è solo uno buono, che rapisce una bambina, ma poi scopriamo che è orfana e quindi quasi gli salva la vita è le regala grandi avventure; l’autore ci insegna che non bisogna lasciarsi influenzare dalle apparenze, infatti il GGG sembra alto, cattivo e pericoloso nonché sgrammaticato, ma ha un cuore d’oro. Altre volte le apparenza invece non vanno sottovalutate, perché alla fine gli altri giganti tanto buoni non sono.

Con questa avventura de Il GGG e di Sofia che salvano il mondo ci godiamo una favola leggera divertente, dove Dahl riempie la storia con divertenti gag sgrammaticate del GGG in cui Dahl dimostra la sua genialità (e anche il traduttore secondo), ma anche racconta il divertente mondo dei sogni, con una affascinante approfondimento su come il gigante doni sogni a tutti i bambini. Sul linguaggio sgrammaticato del GGG mi è piaciuto il voler sottolineare di non beffarsi di chi non parla bene, con una morale latente dalla dolcezza incredibile: non tutti hanno avuto la possibilità di studiare.

Credo che Roald Dahl abbia il talento di scrivere storie per bambini che davvero piacciano ai bambini, senza pretendere d’insegnare per forza qualcosa. Che poi d’insegnamenti nei suoi libri se ne trovano molti, ma sono tutti impliciti, non inseriti a forza per far capire qualcosa un ragazzino o a una ragazzina.
Anche in Il GGG infatti la peculiarità è che chi legge si diverte, senza aspettarsi nessuna morale. In questa storia ritroviamo quel modo in cui Dahl insegna ai bambini a essere bambini, tra qualche marachella e insegnamenti importati, e tanto divertimento.

Il GGG è dunque una storia piena di bontà, di coraggio e di avventura, dove ci viene mostrato che il buon vince sempre anche grazie a un po’ di astuzia, che ci fa vedere le cose con un filtro magico dell’infanzia, tra sogni e incubi, giganti buoni e giganti gentili.

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Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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