Recensione di Vita annotata di Daniel Walker di Stefano Scanu

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Vita annotata di Daniel Walker Book Cover Vita annotata di Daniel Walker
Stefano Scanu
Narrativa
Giulio Perrone Editore
2021
Cartaceo
131

È il 1755, Daniel Walker è un ragazzo di Dartford, un villaggio a poche miglia da Londra in cui i fumi della cartiera Spilman diffondono un fetore di cenci marci e calce a cui non tutti hanno fatto il naso. Il padre Ted è il mastro cartaio, una figura che in città gode della stessa considerazione che si ha per il farmacista o il parrocco. Quando arriva il momento in cui anche Daniel può cominciare a lavorare al fianco del padre, questo decide di iscriverlo all’accademia militare di Woolwich. Nel frattempo, gli scontri per espandere le colonie dell’impero arriveranno fino al Nuovo Mondo dando inizio alla cosiddetta guerra dei sette anni, e proprio nella Terra dei Grandi Laghi verrà spedito Daniel per combattere la propria battaglia. Quello che tornerà in Europa sarà un uomo diverso che, prendendo il posto del padre nella cartiera, verrà consumato velocemente da un’ossessiva ricerca della carta perfetta. Più di tutto a logorare Daniel sarà il sospetto di essere spiato e derubato da un avversario invisibile, un doppio che lo seguirà lungo tutto il racconto trascinandolo in una disputa legale per un brevetto, tormentandolo fino alla fine. La vita di Daniel Walker resisterà tanto quanto le pagine su cui è annotata, invecchierà e si consumerà come la carta sopra cui è scritta.

Fare la carta è uno dei mestieri più antichi del mondo, perché dacché l’uomo ha imparato a parlare dopo poco ha sentito il bisogno di fissare in qualche modo queste sue parole. Stefano Scanu ha preso questo concetto, lo ha ambientato in un periodo storico affascinante e ne ha scritto una storia: Vita annotata di Daniel Walker.

Questo è il primo romanzo dello scrittore e libraio Stefano Scanu e pubblicata nella collana Fiamme di Giulio Perrone editore. È uscito in libreria a fine ottobre.

Di cosa parla Vita annotata di Daniel Walker?

In questo breve volume si racconta la storia di Daniel Walker, figlio di un cartaio che, dopo una breve parentesi al fronte in America, torna a perseguire il suo unico scopo di vita: trovare la formula della carta perfetta. È il 1755 in Inghilterra, il mondo sta subendo diversi cambiamenti e assistiamo quindi alle gesta di un cartaio e che della carta ha fatto il suo scopo di vita, che per molti poterebbe sembrare qualcosa di noioso, ma che invece si trasformano in una storia di passioni lunghe una vita intera.

La narrazione prende quasi toni epici, con uno stile perfetto per la storia che si racconta. La scrittura di Scanu è ricercata, sembra quasi uscita dal tempo che racconto; in genere questo tipo di scrittura non mi fa impazzire ma in questo caso l’ho trovata perfetta. Il testo, nella bellissima veste grafica delle copertine di Giulio Perrone, ha un vezzo che mi è piaciuto molto e credo fornisca molta personalità al testo: i titoli per ogni capitolo sono lunghi e complessi, ma come vi dicevo sono un tocco che rendono ancora di più questo libro peculiare.

Vita annotata di Daniel Walker è un libro che sin da subito porta con sé un non so che di malinconico, anche se non evidente o palesato, ma una malinconia percepita tra le sue pagine. Il libro racconta la storia di una vita fatta di ossessione, di amore per il mestiere; non per il denaro o per la gloria, ma come scopo di realizzazione personale e di amore per le cose fatte bene. Daniel ha un’ossessione morbosa per la sua carta, quasi romantica, figlia di un tempo lontano e di alcuni valori che sembrano perduti nella nostra società. Il protagonista è una persona che trova la sua strada e non per essere il migliore ma per creare la migliore carta possibile.

Poi la carta diventa metafora di molte cose: la carta per difendere le idee, la carta come perfezione estetica, la carta come qualcosa di semplice ma allo stesso tempo d’incomprensibile ai più, la carta come battaglia per i propri ideali e il proprio lavoro.

Il contesto storico è molto presente e fa da contorno di questa vicenda; che però non inquadrerei tanto come romanzo storico ma più come romanzo di formazione, proprio perché seguiamo sempre il punto di vista del protagonista e lo seguiamo nella sua evoluzione personale e il raggiungimento dei suoi obiettivi.

In un mondo tecnologico come il nostro dove la carta sembra qualcosa che pian piano sta andando in disuso, dove si è persa la cura e l’amore per l’artigianato, Vita annotata di Daniel Walker è un romanzo breve che ci ricorda questo tipo di valori. Perché  racconta una storia di passione e amore per la carta, con uno stile e una voce che immerge il lettore in un contorno storico affascinante in una storia fatta di passione, ossessione e creazione della carta perfetta.

 

Ringrazio l’editore per avermi mandato una copia del romanzo.

Se volete leggere il libro, potete acquistarlo al link affiliato Amazon.

Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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