circe recensione libro madeline miller

Recensione di Circe di Madeline Miller

Reading Time: 3 minutes
Circe
Madeline Miller
Narrativa, Mito
Marsilio
2018
Cartaceo, Ebook
411

Ci sembra di sapere tutto della storia di Circe, la maga raccontata da Omero, che ama Odisseo e trasforma i suoi compagni in maiali. Eppure esistono un prima e un dopo nella vita di questa figura, che ne fanno uno dei personaggi femminili più fascinosi e complessi della tradizione classica. Circe è figlia di Elios, dio del sole, e della ninfa Perseide, ma è tanto diversa dai genitori e dai fratelli divini: ha un aspetto fosco, un carattere difficile, un temperamento indipendente; è perfino sensibile al dolore del mondo e preferisce la compagnia dei mortali a quella degli dèi. Quando, a causa di queste sue eccentricità, finisce esiliata sull'isola di Eea, non si perde d'animo, studia le virtù delle piante, impara a addomesticare le bestie selvatiche, affina le arti magiche. Ma Circe è soprattutto una donna di passioni: amore, amicizia, rivalità, paura, rabbia, nostalgia accompagnano gli incontri che le riserva il destino – con l'ingegnoso Dedalo, con il mostruoso Minotauro, con la feroce Scilla, con la tragica Medea, con l'astuto Odisseo, naturalmente, e infine con la misteriosa Penelope. Finché – non più solo maga, ma anche amante e madre – dovrà armarsi contro le ostilità dell'Olimpo e scegliere, una volta per tutte, se appartenere al mondo degli dèi, dov'è nata, o a quello dei mortali, che ha imparato ad amare. Poggiando su una solida conoscenza delle fonti e su una profonda comprensione dello spirito greco, Madeline Miller fa rivivere una delle figure più conturbanti del mito e ci regala uno sguardo originale sulle grandi storie dell'antichità.

Non sono mai stata molto appassionata di mitologia greca dopo la fine della scuola; come molte persone della mia generazione però conosco a grandi linee le storie sia per gli approfondimenti scolastici ma anche per via di cartoni e serie televisive dedicate (vi ricordate Xena principessa guerriera o Hercules? Pollon combina guai?).
Nonostante mi sia dunque interessata poco alla Grecia classica e le sue storie senza tempo, ho sentito moltissimi pareri positivi su Circe, romanzo di Madeline Miller del 2018, ch io ho letto nell’edizione Marsilio/Feltrinelli del 2021, tradotta da Marinella Magrì.

Di cosa parla Circe?

Attingendo al mito greco, Miller ci racconta la storia della Maga Circe come se fosse una autobiografia raccontata dalla voce della sua protagonista: la vediamo nella sua infanzia nel palazzo del padre Elios, titano che guida il carro del sole, per scoprire cosa la ha portata a diventare la maga che conosciamo noi grazie ai racconti omerici, incrociando la sua storia ma molte altre della mitologia greca. Incontriamo infatti in questo cammino che facciamo assieme a Circe, Prometeo, assistiamo alla nascita della temibile Scilla e a quella del Minotauro di Creta, incontriamo Dedalo, Medea, Ermes, ovviamente Odisseo e quello che è rimasto della sua ciurma, e molti altri personaggi presi dai classici greci.

Circe infatti è un libro che non racconta una storia sola ma contiene dentro sé tante narrazioni, con molta fedeltà verso l’accuratezza del mito come viene studiato dai classicisti. Sia chiaro: la storia è pur sempre un romanzo e come tale unisce fantasia a mitologia, ma l’autrice, visto anche la sua formazione e conoscenza del tema, ci tiene a rendere il più fedele possibile i personaggi della storia ai retaggi antichi. Leggendo questo testo la curiosità mi ha portata a fare ricerche su ognuno dei nomi citati nel testo che non conoscevo, un po’ anche per verificare quanto di “vero” ci fosse in questa storia, e ho potuto riscontrare proprio questa cosa.

Interessante poi è sicuramente il punto di vista di questa storia: Circe, non proprio un’eroina, anzi la malvagia maga che trasforma i poveri naufraghi in maiali, che racconta la sua versione della storia, il come la vita l’ha condotta su Eea, di come hanno tirato fuori quella cattiveria da lei. A me piacciono le storie riscritte e raccontate con una voce nuova, e questa particolare voce da un’accezione unica e originale a questa storia.
Parlando del personaggio di Circe è una dea ma ci viene mostrata come reietta, dal mondo e dalla sua stessa famiglia, una donna lasciata da sola che combatte contro il mondo intero per essere amata e accettata in qualche modo; ma lotta anche con se stessa e con le ombre del suo passato e i rimorsi che si porta dietro. Miller riesce perfettamente dunque nel mostrarci la dualità in questo personaggio: divinità, immortale, superiore sotto moltissimi punti di vista ai comuni umani ma allo stesso con le stesse fragilità, con le insicurezze e i dolori di quei mortali che da sempre hanno attirato la sua curiosità. Il tema divino/umano è centrale nella storia sin dall’inizio, una contrapposizione che spesso viene accentuata in questa mitologia che qui prende forma nel conflitto esistenziale della stessa Circe.

Ho trovato stimolante anche la chiave di lettura femminista di questo testo, quella che ha messo al centro della narrazione una donna ai margini che in qualche modo si rialza da sola e riesce a forgiare se stessa e il carattere per ritagliarsi il suo spazio nel mondo: questo romanzo ci racconta un viaggio dell’eroina in quasi tutte le sue tappe, senza però cadere nella trappola della donna forte, cliché letterario e non solo, ma anzi mostrando un personaggio complesso pieno di contraddizioni, di sentimenti contrastanti e anche debolezze, compensate da una forza che la stessa protagonista scopre col tempo di avere.

Lo stile di Miller poi è molto attraente, e nonostante le tematiche possano non essere familiari a tutti, riesce a far appassionare anche i meno ferrati (come per esempio la sottoscritta) alla mitologia greca, dandogli una nuova forma attraente e piena di intrigo, non rinunciando allo stesso tempo alla semplicità e alla fluidità; Circe è infatti un libro scorrevolissimo, che si legge facilmente e se dovessi consigliarlo in una stagione specifica sceglierei proprio l’estate.

Circe quindi è un romanzo che unisce mitologia greca alla fiction e racconta una storia vecchia di secoli sotto una prospettiva nuova e affascinante, mettendo al centro della narrazione una maga che noi conoscevamo solo per trasformare gli uomini in porci, ma dietro la cui figura c’è molto di più. Consigliato, assolutamente, sia agli amanti della Grecia ma anche ai neofiti,

 

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Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

 

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