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Recensione di I ragazzi di Leningrado. Memorie di uno studente italiano in URSS di Carlo Fredduzzi

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Carlo Fredduzzi
Momoir, Autobiografico
Sandro Teti Editore
2021
Cartaceo
135

Una Russia che era Unione Sovietica, una San Pietroburgo che si chiamava Leningrado. E uno studente italiano che vi approda nel 1962 con una borsa di studio del Partito comunista. Attraverso i corridoi dell’università e le vie della metropoli Carlo Fredduzzi ci svela la vita quotidiana dei cittadini sovietici. E i racconti e gli aneddoti di quegli anni aprono una pagina ignorata nella storia dei rapporti italorussi: l’esperienza unica degli oltre cento italiani che tra gli anni Cinquanta e Sessanta, in piena Guerra fredda, varcarono la Cortina di ferro per studiare in Unione Sovietica.

I ragazzi di Leningrado. Memorie di uno studente italiano in URSS  è un libro di Carlo Fredduzzi, pubblicato per Sandro Teti editore, una piccola casa editrice romana con un catalogo di estrema qualità, nella loro collana Historos. Hanno anche una collana specificatamente dedicata alla Russia dal titolo I russi e l’Italia.

I ragazzi di Leningrado grado è un racconto biografico in cui il suo autore, Carlo Fredduzzi, racconta i suoi anni da studente di filologia slava in Russia, all’epoca Unione Sovietica. Erano gli anni sessanta, e l’URSS garantiva agli studenti stranieri una formazione universitaria gratuita.
Fredduzzi oggi giornalista e traduttore, nonché direttore dell’Istituto di Cultura e Lingua russa di Roma, ci racconta gli anni di scuola, l’ambientamento in un nuovo così diverso mondo, ma anche attraverso i suoi occhi ci racconta l’Unione Sovietica degli anni di piombo e del comunismo. Non lo fa parlando di politica: io credevo fosse inevitabile, mentre l’autore riesce bene a raccontare la vita e i fatti senza tracce dogmi e ideologie. Ci racconta invece la cultura, la mentalità, le persone attorno a lui che come lui da stranieri affrontavano un nuovo mondo.

È interessante come l’autore ci racconta, grazie ad uno stile estremamente scorrevole e piacevole, i suoi anni da studente raccontando una storia sia personale che una più grande: attraverso i suoi ricordi di ragazzo percepiamo il contesto storico, la tensione portata dall cortina di ferro e la difficoltà rispetto al presente dei rapporti diplomatici tra stati.
Siamo abituati poi a leggere la storia di quegli anni generalmente sui libri di storia dove si pone il conflitto della Guerra Fredda centrale, con USA e URSS che si fanno la guerra, ma in una narrazione che conferisce all’Unione Sovietica sempre il ruolo d’antagonista, tanto che è rimasta questa cosa nella cultura pop e nel cinema; Fredduzzi però ci mostra un paese che sì, ha una rigidità e delle regole rigide, ma anche molto aperto sotto certi aspetti sociali, dove le donne hanno un’emancipazione davvero fuori dal comune per gli anni Sessanta e il matrimonio non era un’istituzione rigidissima come in Italia ma più libera e aperta.
Vediamo la burocrazia, come è tutto regolato nel regime sovietico, ma anche gli incontri tra le persone, i legami tra gli studenti le feste e le associazioni studentesche e gli incontri con gli intellettuali del tempo.

Tutto il racconto poi è corredato da interessanti scatti fotografici di Fredduzzi, all’università e nei dormitori, e delle città menzionate in questo libro, facendo venire voglia al lettore di visitare quel paese immenso e pieno di storia che è la Russia.

Fredduzzi con I ragazzi di Leningrado quindi ci mostra un’istantanea di un’epoca, un periodo che tra esperienze personali e avvenimenti storici ci racconta in maniera nitida, narrando la sua esperienza in Unione Sovietica. Assolutamente consigliato, per fare un viaggio nel tempo e vedere l’URSS dagli occhi di chi ne ha vissuto un pezzo.

Se volete leggere il libro, potete acquistarlo al link affiliato Amazon.

Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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