la città dei vivi recensione libri di nicola lagioia

Recensione di La città dei vivi di Nicola Lagioia

Reading Time: 3 minutes
La città dei vivi Book Cover La città dei vivi
Nicola Lagioia
True crime
Einaudi
2020
Cartaceo- Ebook
472

Nel marzo 2016, in un anonimo appartamento della periferia romana, due ragazzi di buona famiglia di nome Manuel Foffo e Marco Prato seviziano per ore un ragazzo piú giovane, Luca Varani, portandolo a una morte lenta e terribile. È un gesto inspiegabile, inimmaginabile anche per loro pochi giorni prima. La notizia calamita immediatamente l'attenzione, sconvolgendo nel profondo l'opinione pubblica. È la natura del delitto a sollevare le domande piú inquietanti. È un caso di violenza gratuita? Gli assassini sono dei depravati? Dei cocainomani? Dei disperati? Erano davvero consapevoli di ciò che stavano facendo? Qualcuno inizia a descrivere l'omicidio come un caso di possessione. Quel che è certo è che questo gesto enorme, insensato, segna oltre i colpevoli l'intero mondo che li circonda.
Nicola Lagioia segue questa storia sin dall'inizio: intervista i protagonisti della vicenda, raccoglie documenti e testimonianze, incontra i genitori di Luca Varani, intrattiene un carteggio con uno dei due colpevoli. Mettersi sulle tracce del delitto significa anche affrontare una discesa nella notte di Roma, una città invivibile eppure traboccante di vita, presa d'assalto da topi e animali selvatici, stravolta dalla corruzione, dalle droghe, ma al tempo stesso capace di far sentire libero chi ci vive come nessun altro posto al mondo. Una città che in quel momento non ha un sindaco, ma ben due papi.
Da questa indagine emerge un tempo fatto di aspettative tradite, confusione sessuale, difficoltà nel diventare adulti, disuguaglianze, vuoti di identità e smarrimento. Procedendo per cerchi concentrici, Nicola Lagioia spalanca le porte delle case, interroga i padri e i figli, cercando il punto di rottura a partire dal quale tutto può succedere.

Il 4 marzo 2016 Luca Varani viene ucciso in un appartamento della periferia di Roma a 23 anni, da due ragazzi poco più grandi di lui, Manuel Foffo e Marco Prato. È stato un omicidio molto efferato senza apparente movente, quasi fosse fatto per noia o per un macabro e sadico gusto della tortura, che ha scosso un po’ tutti e del quale si è parlato a lungo. Mi ricordo che all’epoca dei fatti mi colpì molto: ricordo gli articoli, l’indignazione del paese. Lo stesso caso colpì anche Nicola Lagioia, che all’epoca viveva proprio a Roma e faceva il giornalista: dopo un reportage sul caso ha continuato a documentarsi e ne ha fatto un libro: La città dei vivi edito Einaudi a novembre del 2020.

Il libro, partendo dal generale arrivando al particolare, racconta l’intero caso Varani, riportato dalla voce diretta di Lagioia. Un lavoro di ricerca monumentale fatto di articoli di giornale, interviste, incontri diretti con alcune persone vicine al caso di cronaca, documenti processuali, testimonianze, ricostruzioni.
Ci addentriamo attraverso la prospettiva dello scrittore a un fatto di cronaca nera che ha attirato l’attenzione di una città prima e del paese intero dopo, un delitto che tra speculazioni e verità ha interrogato tutti noi sul concetto di male e di cattiveria, rimanendo paralizzati davanti al fatto che due ragazzi di buona famiglia a cui apparentemente non mancava nulla hanno ucciso brutalemnte un’altra persona.

Parto da qui per la mia analisi di questo libro, anche perché e la cosa sul quale si focalizza l’autore: la ricostruzione dei fatti è accurata, che mette una lente d’ingrandimento su una vicenda giudiziaria che ha colpito molti. Lagioia approfondisce tutti gli attori in questa storia accaduta veramente: Manuel Foffo e i suoi problemi con il padre e il suo silenzio, Marco prato con l’assenza della madre e le sue luci e ombre, e Luca Varani, un bravo ragazzo di periferia con problemi di denaro e una fidanzata di cui è innamoratissimo sin dal liceo.
Ma più di tutto Lagioia ci scorta nella testa degli assassini, nelle loro vite, nelle loro turbe e psicosi, nella loro semplicità e complessità, per cercare di comprenderne le motivazioni se queste esistono, le pulsioni, e quello che è accaduto nelle loto teste quella fatidica notte.

Attorno a questi tre mondi ruota la vicenda, il loro incontro, i loro scheletri nell’armadio, i loro segreti più profondi. Una ricostruzione fattuale, corredata dalal la vita di Lagioia e il suo personale rapporto con il caso, anche dei suoi giudizi personali su di esso. Ci ritroviamo insieme all’autore a osservare la vicenda per cercare di capire, per dare una spiegazione, per scovare da dove tutto questo male venga fuori. Il male infatti è un po’ il centro di tutto: si nasce cattivi o lo si può anche diventare? Si può diventare assassini da un giorno all’altro? Da dove nasce il male, e soprattutto, può una persona normale diventare improvvisamente così malvagia?

Sullo sfondo una Roma decadente e arrabbiata, affascinante e bellissima come sempre ma raccontata da una voce interna, da coloro che la vivono. Una città che nasconde e dice bugie, con due facce e diverse vite segrete, una città che sbraita, una metropoli che è anche un paese. Roma respira e vive in questa storia, è una delle protagoniste con la sua vita e mitologia quotidiana.

Io da questo libri sono stata risucchiata, per la sua storia, per come viene raccontata, per come Lagioia mi ha trascinata nei suoi ragionamenti e indagini nel caso. Non so spiegare bene cosa è stato, ma è stato fatale. E nonostante la storia sia durissima e immaginare che queste cose siano accadute davvero è doloroso, allo stesso tempo io e il libro ci siamo incontrati per non poterci lasciare a vicenda. A volte con alcune storie si creano certi legami del genere, almeno a me capita ogni tanto, e questo è stato il caso di La città dei vivi. Non riuscivo a smettere di leggere perché dovevo sapere, anche se già sapevo cosa sarebbe accaduto.

La città dei vivi dunque racconta una storia torbida, incomprensibile, fatta di eccessi e di problemi psicologici amplificati dalla droga, l’alcol e la persona sbagliata incontrata nel momento sbagliato; questa terribile storia che porta all’omicio del povero Luca. Un libro che è di certo duro, e purtroppo che viene fuori dalla realtà e non dall’immaginazione, ma affascinante per come affronta il tema.
Consigliato assolutamente, il mio primo ufficiale amore letterario del 2021.

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Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

 

 

 

 

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