Recensione di Il cerchio di Dave Eggers

Recensione di Il cerchio di Dave Eggers

Reading Time: 4 minutes
Il cerchio Book Cover Il cerchio
Dave Eggers
Distopico
Mondadori
2013
Cartaceo- Ebook
396

Mae Holland crede di aver fatto il colpo della vita quando viene assunta al Cerchio, la più influente azienda nella gestione di informazioni web (un incrocio tra Facebook e Google). Inizialmente Mae è eccitata dal nuovo lavoro: gli open space avveniristici, le palestre e le piscine distribuite ai piani, la zona riposo con i materassi per chi si trovasse a passare la notte al lavoro, le feste organizzate e le gare sportive, i club e perfino un acquario con rarissimi pesci tropicali... Mae continua a considerarsi fortunata anche quando la vita al di fuori del Cerchio non è più altro che un miraggio lontano, anche quando un ex collega cerca di farla riflettere su qualche operazione di cui le sfuggiva il senso, anche quando la sua stessa vita inizia a diventare sempre più pubblica, trasparente al mondo esterno. Presto quella che sembrava la storia delle idealiste ambizioni di una donna diventa una storia di suspense, un'indagine a tutto campo sulle questioni della memoria, della privacy, della democrazia e dei limiti (valicabili o meno) posti alla conoscenza umana.

Il cerchio è un romanzo distopico di Dave Eggers del 2013 che ha avuto un grande successo internazionale, anche grazie la film con Tom Hanks e Emma Watson. Appena lessi la trama anni fa seppi subito che volevo leggerlo assolutamente, ma ho aspettato solo quest’anno per farlo.

Di cosa parla Il cerchio?

Mae Holland è stata appena assunta al Cerchio, grandissima azienda tecnologica, grazie alla sua buona amica Annie che è nel direttivo decisionale. Seguiamo l’esperienza di Mae dentro questo sogno digitale per molti, neo assunta pronta a fare la miglior figura possibile. Il Cerchio è gestito da tre saggi, Eamon Bailes la carismatica faccia pubblica dell’azienda, Stenton il business man squalo che fa trattative commerciali e politiche, e Ty, chi ha programmato l’idea originale dell’azienda; la svolta del cerchio si ha quando infatti quest’ultimo ha creato TruYou, un’identità digitale che unifichi tutti gli account, con l’idea di semplificare la vita e non dover dimenticare tutte le password necessarie nel mondo d’Internet. Il Cerchio è un’azienda da sogno, con tutto all’interno di un campus: palestre, negozi, ristoranti, biblioteche, eventi interni e esclusivi per i dipendenti, i suoi interni social media, l’assicurazione sanitaria di livello hi-tec e completamente gratuita, e molto altro. Noi conosciamo questo mondo attraverso gli occhi della novellina Mae, impiegata talentuosa della costumer experience, che settimana dopo settimana vede aumentare gli schermi davanti a sé e aggiungere al lavoro di base una serie d’incombenze sociali del campus. Di parte, la vita di fuori dal Cerchio di Mae, la famiglia con il padre malato di sclerosi multipla e un ex fidanzato che odia la connessione social ma preferisce la vita autentica.
A una festa al Cerchio poi Mae incontrerà nel campus Kalden, misterioso ragazzo di cui non riuscirà a rintracciare l’identità, ma con il quale avrà degli incontri clandestini e molto strani.
Tutto proseguirà liscio fino al giorno che Mae, rubando una barca da kayak per andare in mare di notte, verrà beccata dalle telecamere SeeChange del cerchio e insieme a Eamon deciderà di diventare totalmente trasparente: la sua vita andrà in diretta 24 ore su 24 grazie a una telecamera che porta al collo.
Questa la premessa per un romanzo che con una positività apparente, inquieta e fa riflettere sulle possibilità di internet e sul concetto di privacy.

Dave Eggers scrive con Il cerchio un moderno 1984, con il quale è impossibile fare parallelismi se si è letti entrambi e in cui lo scrittore statunitense omaggia in maniera chiara Orwell, sette anni fa prima del boom degli influencer e all’inizio della nostra presenza costante su internet e i social media. La sua critica sociale è chiara, e non ho potuto far ameno di paragonare il cerchio con aziende come Google o Facebook, con i loro concetti di connessione e di condivisione costante di dati. Nonostante il mondo di Il cerchio quindi sia apparentemente molto positivo, entusiasta, il libro non assume mai toni cupi o ansiogeni, sin dalle prime pagine inquieta e spaventa per la vicinanza con il nostro mondo, in cui condividiamo su internet e sui social media gran parte dei nostri dati personali, ma anche della nostra vita.

Con degli slogan, che anche essi ricordano il capolavoro distopico di Orwell, come «Secrets are lies», «Sharing is caring» e «Privacy is theft» si installa questo meccanismo nella società immaginata da Eggers di condivisione totale e abbandono completo della privacy per un bene superiore. Infatti non c’è imposizione alcuna, né un evidente forzatura nella popolazione nel abbracciare completamente questa nuova filosofia di vita totalmente trasparente: anzi, chi si rifiuta è considerato asociale, sbagliato o bugiardo.
Interessante è proprio la chiave di lettura in questo senso: la mancanza di privacy che poi costringe ognuno a essere la versione migliore di sé stesso, a non commettere cattive azioni, a non dire bugie e fare cose sbagliate. E così una chiara dittatura di internet è accolta totalmente dalla popolazione, non vedendola come tale, e lasciando ambigui gli intenti del direttivo di questa società: nessuno di loro si comporta da cattivo o si percepisce un’aurea negativa, al contrario tutto è fatto sempre per il bene di tutti.
È questa la forza che porta con sé questo romanzo distopico: mostrare la faccia più oscura di questa totale condivisione di dati volontaria attraverso una costante e inquietante positività. Spaventa perché possibile, perché vicino a quello che facciamo ogni giorno sui social, e a molti meccanismi della nostra società moderna, tanto da farti venir voglia di chiudere ogni account social dopo averlo letto.

Oltre al mondo distopico costruito da Eggers, Il cerchio racconta lo sviluppo della sua protagonista, ragazza che si affaccia nel nuovo mondo scintillante dei Circles, con un po’ di resistenza iniziale a condividere ogni dettaglio della sua vita perché in fondo normale, assorbita dal lavoro, per poi trasformarsi nella regina mediatica da due milioni di visualizzazioni in diretta, per entrare completamente nella mentalità del cerchio. Riuscirà Mae a capire i retroscena della chiusura del Cerchio?

Per concludere, Il cerchio dunque è un romanzo distopico fin troppo vicino ai giorni d’oggi, dove l’autore crea un inquietante e luminoso mondo dove la perfezione del genere umano dipende dalla condivisone di tutta la propria vita su internet. Da leggere, per riflettere sulla nostra società e pure per spegnere il cellulare qualche volta.

Se volete leggere il libro, potete acquistarlo al link affiliato Amazon.

Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *