carte in tavola recensione libro agatha christie

Recensione di Carte in tavola di Agatha Christie

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Carte in tavola Book Cover Carte in tavola
Agatha Christie
Giallo
Mondadori
1936
Cartaceo- Ebook
228

Decisamente uno strano invito a cena quello che ha ricevuto Poirot. Il suo anfitrione, il mefistofelico Schaitana, ha infatti promesso al celebre investigatore di mostrargli la più strana delle sue collezioni: quella di criminali che hanno commesso un delitto e non sono mai stati scoperti. Poirot, incuriosito, si reca al ricevimento con un funesto presentimento e ben presto scopre che la sua sensazione era ben motivata. Infatti, mentre gli invitati, tra i quali altri tre celebri cacciatori di delitti, sono impegnati in una partita a bridge, qualcuno pugnala a morte l'eccentrico padrone di casa. Il caso si presenta subito difficile da risolvere, il colpevole senza dubbio si nasconde tra gli ospiti, ma tutti sembrano al di sopra di ogni sospetto, eppure almeno uno di loro, in passato, ha già ucciso. Apparso per la prima volta nel 1936, carte in tavola, è una delle più celebri storie del "periodo d'oro" del giallo classico.

Ho comprato in un negozio dell’usato un grande volume che contiene una serie di racconti sul celebre Hercule Poirot, il mio investigatore letterario preferito, del quale ho già letto Assassinio sull’Oriente Express. Il secondo titolo di questa raccolta è Carte in tavola, del 1938.

Di cosa parla Carte in tavola?

Poirot viene invitato da Mr Schaitana a una cena dove promette di mostrargli una strana collezione: quella di criminali rimasti impuniti. Alla cena, sarà presente anche un ufficiale di Scotland Yard. Si decide di fare una partita a bridge e durante un pisolino di Schaitana questo viene trovato morto su una poltrona, assassinato. Chi sarà stato dei tre invitati a uccidere l’ospite sotto gli occhi di un celebre investigatore e di un agente di polizia?

Le indagini questa volta saranno seguite ufficialmente da Battle di Scotland Yard, ma chi cercherà di risolvere il mistero in maniera ufficiosa sarà Poirot, che studia i suoi commensali e le motivazioni per i quali avrebbero potuto uccidere il padrone di casa.

E così ci immergiamo ancora una volta nelle investigazioni del detective più conosciuto della letteratura, e nel suo intuito geniale.

Il giallo come al solito è ben costruito e dove le indagini di Poirot vengono seguite con metodo e aiutate da un intuito straordinario. In questo romanzo notiamo anche dei riferimenti ben chiari ad Assassinio sull’oriete express e ad altre indagini di Poirot.
La storia è sviluppata in maniera lineare, con tanti dettagli disseminati dall’autrice per cercare di carpire informazioni preziose alla risoluzione del caso. Gli indizi disseminati nel testo che in generale nei suoi romanzi sono decisivi per la comprensione del colpevole, qui sono fondamentali oserei dire per cercare di cogliere l’assassino di questo delitto commesso di fronte a due investigatori, quasi beffardo e fatto sotto il naso di questi.

Ancora una volta troviamo interessanti riferimenti di Agatha Christie a un concetto di giustizia molto allargata, riproponendo il tema dei colpevoli non puniti (ricorrente nelle sue pubblicazioni, come ad esempio in Dieci piccoli indiani e Assassinio sull’Oriente Express) della giustizia non efficace ma anche del farsi da soli la propria di giustizia.

Vediamo un Poirot in Carte in tavola non totalmente protagonista, ma sempre brillante. Qui è ferito nell’orgoglio, sul come lui sia capace di risolvere ogni caso, ma quello no: è troppo complicato, lo hanno fatto sotto il suo naso. Cosa che lo spronerà a dare il meglio di sé in questa particolarmente ardua indagine e a svelare le carte giuste al momento giusto.

Devo dire che personalmente ho trovato questo specifico racconto molto meno entusiasmante di ciò che ho letto fino a ora di Christie; non mi ha catturata da subito, le indagini sono proseguite abbastanza lente e senza troppa emozione: insomma, l’ho trovato un po’ piatto rispetto ad altri scritti di Christie che amo. Sia chiaro, capisco perché può piacere poiché è un libro godibile, con un mistero studiato e diversi colpi di scena, ma non è tra i miei preferiti, ecco.

Carte in tavola a prescindere dal mio parere personale è un buon romanzo giallo, che ci fa assistere a una partita a bridge lunga un libro intero, tra colpi di scena e sospetti che cambiano in continuazione, per capire chi alla fine si sia aggiudicato la partita.

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Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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