recensione la camera azzurra libro simenon

Recensione di La camera azzurra di Georges Simenon

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La camera azzurra Book Cover La camera azzurra
Georges Simenon
Giallo
Adelphi Edizioni
1960
Cartaceo- Ebook
153

"Sei così bello" gli aveva detto un giorno Andrée "che mi piacerebbe fare l'amore con te davanti a tutti...". Quella volta Tony aveva avuto un sorriso da maschio soddisfatto: perché era ancora soltanto un gioco, perché mai nessuna donna gli aveva dato più piacere di lei. Solo quando il marito di Andrée era morto in circostanze non del tutto chiare, e Tony aveva ricevuto da lei il primo di quei brevi, sinistri biglietti anonimi, solo allora aveva capito, e aveva cominciato ad avere paura. Ancora una volta, nel suo stile asciutto e rapido Simenon racconta la storia di una passione divorante e assoluta, che non indietreggia nemmeno di fronte al crimine. Anzi, lo ripete.

Mi piacciono i gialli ma senza esagerare; li leggo volentieri ma non in maniera eccessiva, non chiedetemi perché. In media ne leggo un paio all’anno, anche se questo ne ho letto solo un riconosciuto tale; e che giallo! Ho preso coraggio e iniziato il mio primo Simenon, e non sono riuscita a finirlo fin quando non ho letto la parola fine: sto parlando del suo celeberrimo e meraviglioso La camera azzurra.

Di cosa parla La camera azzurra?

Il romanzo ha inizio il due agosto, in una camera di hotel, denominata la camera azzurra, due amanti parlano dopo aver consumato un adulterio. Un incipit non lasciato al caso, perché da quel giorno, da quella conversazione, cambierà l’esistenza dei due protagonisti. La narrazione si snocciola da quel momento da quell’ultimo incontro, ricordando quelle parole quasi morbosamente, mischiando passato e presente, vita reale e interrogatori, sbrongiando la matassa di un noir il cui delitto verrà svelato nelle ultime pagine dello stesso.

La camera azzurra è un giallo con un intreccio di certo inusuale; un giallo dal sapore diverso dal profumo di ossessione, che racconta la psicologia intera di un individuo, di una passione incontrollabile e malata, di una stalker come la chiameremmo ai giorni nostri, di una semplice relazione sessuale che ci dice sotto le righe molto altro. Infatti il primo mistero è scoprire che è successo, per poi interrogarsi sul vero colpevole, sull’innocenza del suo protagonista.

Un personaggio che è un antieroe, un uomo mediocre, che non riesce ad accettare la responsabilità delle sua azioni, che si rende conto dei propri errori finché questi non si rendono palesi e si mettono sulla sua strada come ostacoli. L’autore non descrive quest’uomo in modo da farcelo biasimare, ma ne mostra l’introspettività, i pensieri, l’inettitudine, il mal di vivere, le scelte discutibili.

Ci troviamo di fronte la storia triste di una persona incapace di lottare, passiva, che lascia scorrere gli eventi che arrivano inevitabili alla sua distruzione. Anche questa è una colpa? Il non reagire? O ci si trova davanti a una vittima indiscussa? Perché questo non confessa la sua innocenza, non lotta per la sua libertà? Domande come questa sono quelle che Simenon porta il lettore, mettendo in discussione non solo la vicenda ma un’intera categoria di uomini e donne che popolano il nostro mondo, facendoci riflettere sul potere delle scelte che uno compie, delle responsabilità, della parola.

Nel libro appunto troviamo un approfondimento psicologico profondo durante la costruzione dell’attore centrale di questa vicenda, un personaggio passivo, che si lascia scivolare la vita addosso ma anche il carcere e un processo; un risultato immenso delineato nei suoi contorni più oscuri e nascosti, dimostrando un’attenzione al lato introspettivo difficile da trovare in questa categoria di libri.

Tema centrale de La camera azzurra è anche l’amore ossessivo, una passione viscerale e unilaterale che porta gli individui a commettere azioni terribili per raggiungere il suo obbiettivo amoroso; inquietante e quanto mai realistico, il racconto parla di uno stalker che oltrepassa i confini con la sua follia. Interessante lo sviluppo della storia proprio anche per questa descrizione della pazzia legata a un sentimento che si associa all’amore.

Infine il racconto tutto è narrato con uno stile eccezionale, diretto, senza troppi fronzoli ma allo stesso tempo delicato e descrittivo, dove passato presente e futuro si intrecciano raccontando in maniera non convenzionale un genere di storia che difficilmente si veste di questi colori.

Come potete aver compreso dalle mia recensione, il libro non può che avermi colpito in positivo. Ho trovato sia la trama che la prosa eccezionale e posso considerare questo titolo uno dei più belli letti nell’anno, ma anche nella mia carriera da lettrice.

In chiusura, La camera azzurra è un romanzo portentoso che racconta di un mistero, un giallo, ma raccontato quasi a ritroso, con protagonista una coppia di amanti, ma anche la psicologia contorta dei due; da leggere per assistere all’escalation del processo dei folli concubini, Ma anche come tutto ebbe inizio in quella mattina del due agosto nella camera azzurra.

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Alla prossima con una nuova recensione ❤️.

Giorgia

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