L'ombra del vento

Recensione di L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafón

Reading Time: 5 minutes
L'ombra del vento Book Cover L'ombra del vento
Carlos Ruiz Zafón
Narrativa
Oscar Mondadori
2001
Cartaceo- Ebook
441

Una mattina del 1945 il proprietario di un modesto negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, nel cuore della città vecchia di Barcellona al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo in cui migliaia di libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo, vengono sottratti all'oblio. Qui Daniel entra in possesso del libro "maledetto" che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di intrighi legati alla figura del suo autore e da tempo sepolti nell'anima oscura della città. Un romanzo in cui i bagliori di un passato inquietante si riverberano sul presente del giovane protagonista, in una Barcellona dalla duplice identità: quella ricca ed elegante degli ultimi splendori del Modernismo e quella cupa del dopoguerra.

Anni fa vivevo con una coinquilina che per molti mesi ha avuto un libro sul comodino; lo leggeva a spizzichi e bocconi anche se ai tempi a me non interessava particolarmente (erano quegli anni in cui io e i libri ci eravamo presi una piccola pausa di riflessione). Molto tempo dopo, quando ho aperto il blog, sono iniziata a entrare un po’ più in contatto con altri lettori e vedo lo stesso titolo ovunque, dappertutto, idolatrato, amato. Prima credetti che fosse solo una moda del momento, visto anche il grande gruppo editoriale che lo aveva pubblicato; ma poi leggendo recensioni sempre più entusiaste da colleghi blogger con gusti simili al mio, gusto il mio che rifugge volte le cose troppo popolari e commerciali, ho iniziato a farci un pensierino. Con i miei tempi, un bel giorno mentre ero in vacanza in Thailandia ho deciso finalmente di leggere questo famosissimo bestseller: oggi vi parlo di L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafón.

Di cosa parla L’ombra del vento?

Il protagonista di questa storia è il figlio di un libraio, Daniel; una notte, dopo aver sognato la defunta madre, il bambino viene accompagnato dal padre al cimitero dei libri dimenticati, misterioso e segretissimo posto dopo tutti i tomi abbandonati trovano riposo e un nascondiglio sicuro; qui incontrerà L’ombra del vento, titolo firmato da un tale Julián Carax, libro che gli cambierà la vita in maniera indelebile.

Daniel, che dopo aver letto in una notte quel romanzo che cosi gli è entrato dentro, comincia a cercare informazioni su quello scrittore che lo ha fatto così invaghire, ma di cui nessuno pare sapere niente, dando il via in questo modo a un’avventura sulle strade di Barcellona per risolvere il mistero di Carax.

Due storie che scorrono in maniera parallela, tra ricerche, domande, case abbandonate e spiritate, amicizie distrutte, misteriosi assassini, cuori spezzati e molto altro.

L’ombra del vento è un volume ricco di avvenimenti: Zafón nella sua opera più celebre costruisce una trama intricata e fittissima, una serie di eventi che si sbrogliano pian piano, come se fosse un giallo. Misteri che si ingigantiscono, cambiano prospettiva, introducono nuovi personaggi o rendono alcuni di essi che sembravano secondari parte di questo grande destino comune, ovvero quello della Barcellona che ruota intorno a Carax e ai suoi misteriosi libri quasi tutti scomparsi.

La bravura dello scrittore sta nel tenere alta l’attenzione di noi lettori con una serie di colpi di scena che alzano l’apprensione per la storia, senza forzare la mano o render tutto innaturale, ma portandoci a seguire questa complicata vicenda che non sembra avere la soluzione. Infatti noi lettori, come il giovane Daniel smaniamo dalla curiosità di capire cosa sia successo a quell’autore maledetto, come lui empatizziamo con Carax e crediamo che intorno alla sua criptica vita ci sia molto di più da dire. Allo stesso tempo però la narrazione diventa completamente imprevedibile, senza lasciar presagire dove precisamente voglia andare a parare, anche se, come si può capire verso il finale, in essa nulla è lascito al caso.

L’ombra del vento è popolato da una serie molto lunga di personaggi secondari, tutti dipinti come in un quadro, tutti con una personalità molto spiccata, tutti con qualcosa da raccontare; il lavoro di caratterizzazione che Zafón fa sugli abitanti del suo mondo immaginario è magistrale, dando vita ad un piccolo universo che noi lettori possiamo vivere, quasi osservare con i nostri occhi. Il miglior personaggio riuscito però è senza dubbio Fermín Romero De Torres, assistente strampalato del nostro giovane detective, che è sì la sotto trama comica del romanzo, ma anche caratterizzato a tutto tondo, divertente e sfacciato, ma con una profondità percepibile osservandolo durante il suo sviluppo all’interno della trama,  rendendolo uno degli attori più realistici di questa vicenda.

Le tematiche raccontate questo testo sono molteplici: nonostante la popolarità, infatti, questo testo porta una serie di spunti di riflessioni molto profondi e intensi.

Nell’ombra del vento, di certo, l’amore è uno di essi: si parla in più occasioni di amore, quello tra due persone costrette a essere separate, amori impossibili e ossessioni amorose. L’amore che viene raccontato qui prende diverse forme, e difficilmente è puro e limpido, ma molte volte nasce da sentimenti forti come l’ossessione, l’illusione o dal tradimento. I legami in generale sviluppati in questo volume sono complicati, difficili da portare avanti, che nascondono ogni volta qualcosa sotto l’apparenza, portando molte volte a complicazioni che non sempre possono essere sanate.

Per finire un altro filone impiotante che viene portato avanti da Zafón è quello della vita sprecata, del donare tutta la propria esistenza a un qualcosa, a un progetto, a un obiettivo che non porta da nessuna parte. Tema centrale dunque diventa il tempo che scorre e noi che rimaniamo indietro rispetto ad esso, trasposto in alcuni di questi personaggi che arrivano addirittura a pensare di non contare niente, tanto da voler eliminare ogni traccia del proprio passaggio nel mondo.

Ho apprezzato molto che in un volume in cui c’è come protagonista il figlio di un libraio, ma anche un romanzo nel romanzo che fa da motore per l’intera vicenda, ci siano stati molteplici e svariati riferimenti alla letteratura: grandi autori e classici vengono spesso nominati durante lo sviluppo della narrazione, facendo presagire nell’aria sempre uno spiccato amore per quei bellissimi oggetti capaci di trasportati in altri mondi e dimensioni.

Per finire, sullo sfondo di tutte le avventure vissute in L’ombra del vento una Barcellona meravigliosa, magica e quasi esoterica, fatta di viuzze, di barri, di rambla, ma anche di fantasmi e di demoni che la vivono, dove noi osserviamo le strade di questa città spagnola dipinta come se fosse incantata attraverso gli occhi di questi protagonisti.

La mia opinione

Il libro mi è piaciuto tanti, troppo sin da subito. Questa storia strana, l’aurea di mistero, la scrittura limpida e romantica di Zafón mi hanno fatto incollare alle pagine di questo volume; una narrazione magnetica che mi ha incantato, come altri milioni di lettori, in questa trama complessa ma affascinante, ambientata per le vie di una Barcellona lontana nel tempo. Inutile dire che lo ho amato molto e intensamente, tanto che, leggendolo in vacanza, ho preferito delle volte quasi rifugiarmi tra le sue pagine che visitare quello che avevo attorno: non riuscivo a smettere di leggerlo!

Per concludere, L’ombra del vento è un romanzo che toglie il fiato, intricato, contorto, con una storia che può lasciar ognuno a bocca aperta. Da leggere per fare un viaggio a Barcellona, con Daniel sulle orme di Julián Carax.

 

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Giorgia

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