Un anno in Australia

Diario letterario di un’italiana Australia: Un anno in Australia

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Un anno in Australia

É passato già un anno. Si, un lungo, intenso, pieno anno da quando il 21 settembre 2018 ho preso un aereo da Roma per poi arrivare dopo quasi 26 ore qui, nel nuovo paese delle opportunità, l’Australia. Pensate un po’: sono da un anno in Australia, wow!

É stato un anno che difficilmente dimenticherò, un’esperienza che come mi aspettavo si sta rivelando unica, in maniera diversa da come l’avevo immaginata, ma allo stesso modo speciale; ma non vorrei fare di questo brano ne una smielata romanticheria, ne una lista della spesa, ne una serie di suggerimenti per chi vuole venire anche lui nella terra dei canguri e dei koala a fare un’esperienza all’estero. Vorrei parlarvi solo, brevemente, per quanto mi sarà possibile, di questo mio primo anno in Australia e di cosa è stato per me.

Le cose brutte

Sono dall’altra parte del mondo e come mi immaginavo la vita è un po’ diversa qui, soprattutto per un’immigrato.

Le cose sono diverse, dalla più piccola alla più grande. È diverso il modo in cui chiudono le porte perché le maniglie girano in senso orario, si guida nel verso inverso, si mangia in maniera diversa e perfino l’acqua del rubinetto ha un sapore strano. Ci sono molte persone disponibili e gentili, ma molti altri sono diffidenti con i backpackers, così chiamano noi ragazzi con lo zaino sulla spalla in giro per questo immenso paese; e talvolta le discriminazioni si vedono e si sentono. Ho addirittura subito per la prima volta del razzismo in vita mia in questo paese.

Gli australiani si svegliano all’alba e vanno a letto alle 9 al massimo, e questa è una cosa a cui mai potrei abituarmi a vivere. La spesa è mediamente costosa, soprattutto se si parla di frutta e verdura che costano di più del cibo spazzatura, come il tabacco e l’alcol: chiedono anche 20 dollari per un cocktail qui, la mia vita sociale per il primo periodo qui è stata per questo molto molto ridotta.

Ritornando al cibo è più facile trovare un Mac Donald e un KFC che un ristorante, e al ristorante poi è difficile andare comunque perché costa tutto una fucilata.

In campagna non c’è niente di niente, ma vivere in città a volte è pericoloso (a Perth soprattutto): una volta mi hanno rubato dei soldi dal portafoglio, un’altra cercato di scipparmi un altra volta e una mia collega è stata addirittura aggredita sotto casa.

Come potete intuire, in tutte le cose insomma ci sono gli aspetti negativi, ma soprattutto alcune cose a cui io personalmente non mi abituerò mai. Ma al contempo questo enorme stato ha tanto da dare, e tanto mi ha dato.

Le cose belle

Gli australiani che ho incontrato fino ad ora sono persone d’oro e disponibili, aperte e abituate ad avere a che fare con gente da tutto il mondo. Se possono ti aiutano senza volere niente in cambio. Durante la mia prima ora in Australia, ad esempio, un uomo ci ha fermato per strada e chiesto se avevamo bisogno di una mano ad orientarci; e questo è stato solo l’inizio: in un solo anno ho incontato tantissime persone non solo disponibili, ma meravigliose, australiane e non, giovani e non, che in qualche modo mi sono state vicino, supportato, aiutato nelle cose più semplici e nei momenti di difficoltà, confortato, spronato, o anche solo mi sono state vicino.

Gli australiani, oltre a essere un popolo gentile, sono anche alquanto bizzarri: vanno in giro per tutto l’anno in calzoncini corti e scalzi, chiamano amico sia il giovane che l’anziano, non ti mandano a dire niente, anzi molte volte sono persone senza mezzi termini ma vere e di cuore.

Altre cose belle ne abbiamo? Possiamo parlare dei panorami che hanno in questo paese: qui la natura ancora ha il sopravvento sull’uomo e le città sono circondate da deserti, foreste tropicali, spiagge mozzafiato, la barriera corallina, promontori verdi e rigogliosi, fattorie e campi; alcuni dei posti più belli del mondo per me sono qui, anche se di mondo ne ho visto ancora troppo poco.

Gli animali che poi si vedono in Australia sono qualcosa di spettacolare, dai canguri ai koala, dai Wombat ai dingo, passando per pipistrelli giganti, uccelli tropicali e pappagalli. Una meraviglia per gli occhi e per il cuore.

Poi la cosa più dire che ho incontrato persone da tutto il mondo, persino da quello stato che non avevo mai sentito nominare; ho parlato con persone da ogni parte il mondo; sto imparando a vivere i miei pregiudizi e non giudicare a prescindere dalla nazionalità, perché infondo siamo un po’ tutti diversi e speciali a modo nostro. Ho sentito le storie di migliaia di persone, tutte simili e tutte diverse; ho stretto amicizie, incontrato persone meravigliose che rimarranno per sempre nel mio cuore.

Loro sono stati la mia Australia, quella vera e vissuta, alcune persone difficilmente usciranno dal mio cuore anche se probabilmente non li rivedrò mai più in vita mia.

Sto imparando l’inglese bene, ma è stato e sarà ancora difficile. Ho lavorato e sto lavorando parlando una lingua che non è la mia e facendo lavori che non ho mai immaginato di fare. Non nego che è stata dura eh, anzi, certi momenti mi veniva da urlare chi me lo sta facendo fare, ma la fatica dopo un anno vale tutta. Non solo economicamente parlando, che con tutto rispetto non è nemmeno comparabile al nostro bel paese, ma anche a livello di soddisfazione personale. Infatti, da che non sapevo fare nulla con le mie manine da impiegata mi ritrovo ad essere brava nel mio lavoro manuale, sono stata addirittura promossa bartender e il mio capo insiste perché non me ne vada. Vi sembrerà qualcosa da poco, ma sono piccoli orgogli personali che mi aiutano a sopravvivere felice ogni giorno.

Poi, Io personalmente sono stata felice, ma anche triste. Sono stata sia ricca e che povera, sono stata bistrattata perché sono un’immigrata e trattata a pesci in faccia per la mia nazionalità, ma anche aiutata da perfetti sconosciuti che da me non hanno chiesto niente in cambio, e quindi le belle persone che hanno popolato questso mio scorso anno sono tante tante di più.

Ho amato e odiato questo paese, mi è mancata casa da morire e anche i miei amici, e affetti. Ma, potessi tornare indietro, rifarei proprio tutto, perché infondo è stato un anno meraviglioso, durante il quale ho fatto cose che non ho immaginato di fare mai nella mia vita, ho viaggiato a lungo, ho visto cose magnifiche come la barriera corallina e animali leggendari come i koala, parlo finalmente fluentemente una nuova lingua, ho aperto la mia mente in maniera eccezionale e sono una persona nuova e credo migliore.

Cosa penso dell’Australia dunque?

Questo è un paese incredibile pieno di opportunità, ma sono certa che non sarà il posto in cui vivrò il resto della mia vita.

Ci sono ancora tantissimi posti in cui mi voglio fermare, e se devo essere onesta, mi manca così tanto la mia terra natia che probabilmente sarà quello il posto dove continuerò a vivere la mia vita.

Come sostiene mio padre la scelta non è delle più sagge, ma d’altro canto io dopo la fine del secondo visto ho intenzione di tornare a casa perché credo che a quel punto questo immenso paese avrà finito di darmi tutto quel che io ho bisogno da lui.

È una visione un po’ opportunistica me ne rendo conto, ma d’altro canto si fa un viaggio del genere per cercare qualcosa, o no? E io già dopo un anno credo di aver trovato quel qualcosa e già ora sono sicura.

Nel prossimo anno che farò?

Ah già non ve l’ho detto, ho il visto per altri 12 mesi e mi fermerò qui fino alla prossima estate, con idee non molto chiare di quel che farò fino a quel momento. Ma questo è il bello: ho imparato a programmare poco e vivere di più, ed è più un bene che un male sotto certi punti di vista, perché non avrei mai immaginato di poter ragionare così in vita mia.

Dunque, Grazie Australia per questo incredibile anno, a buon rendere ❤️

Per leggere tutto il mio anno quasi dettagliato, andate a leggere i diari precedenti qui

Giorgia

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