Harry Potter e i doni della morte

Leggere Harry Potter e i doni della morte a 30 anni, in inglese

Reading Time: 9 minutes

Tutte le cose belle prima o poi finiscono; sarà un grandissimo luogo comune, ma è quello che ho provato quando ho chiuso l’ultimo capitolo della saga di Harry Potter, con un pelo di commozione e un po’ di malinconia a lasciare i miei amici maghetti.

E così la mia rilettura della saga in inglese è finita con l’ultima pagina di Harry Potter e i doni della morte. E già non so, onestamente, come farò dal prossimo mese senza tutto quel mondo magico.

La trama in breve

Silente è morto, il mondo magico è un posto poco sicuro in cui non ci si può più fidare di nessuno, e Harry è quasi pronto per la sua missione. Dopo aver salutato i Dudley, Harry viene trasportato da una squadra di vecchi amici e auror verso un luogo sicuro, ma qualcosa va storto e vengono attaccati a sorpresa da i Mangiamorte e Voldemort in persona. Arrivati alla Tana, i ragazzi si rifugiano a casa Weasley per il matrimonio di Bill e Fleur, ma un improvviso ulteriore attacco dei mangiamorte e la caduta del ministero fa scappare Harry Ron e Hermione, che si danno alla macchia.

E da questa premessa inizia il settimo epico capitolo di questa serie di romanzi, alla ricerca degli horcrux tra le difficoltà della fuga, i segreti di Silente, i misteriosi doni della morte, irruzioni al ministero, draghi e banche magiche, per finire con la più grande battaglia magica di tutti i tempi, la finale lotta contro il male e un indimenticabile sempre.

La mia opinione e recensione di Harry Potter e i doni della morte.

Come i libri precedenti della saga, anche questo mi ha stupito ancora di più durante la rilettura. Come forse già sapete, io ho una pessima memoria, ed essendo passati dieci anni dalla prima lettura di questo romanzo anche qui avevo grossi buchi, ricordavo molti dettagli ma molti altri li avevo dimenticati, offuscata dalle troppe visioni dei film. Quindi inutile negare che ho apprezzato la lettura come se fosse la prima volta, perdendomi in una storia creata alla perfezione secondo me.

Da dove iniziare? Prima della mia analisi della storia, trama e significati, vorrei dirvi la mia opinione sul libro: Harry Potter e i doni della morte è uno dei libri che mi ha più emozionato in vita mia, ho avuto il magone dall’inizio alla fine. Ho pianto le prime lacrime a poche pagine dall’inizio e le ultime a poche dalla fine. La Rowling, che ha dedicato questo libro anche a noi fan, con il suo dolcissimo <<E a te che sei rimasto con Harry fin proprio alla fine>>, ha scritto uno dei romanzi fantasy più famosi di sempre, un finale epico, con molte morti e molte emozioni. Ecco, chapeau cara Joanne, hai conquistato più di una generazione di giovani e non con la tua immaginazione, facendoci sentire parte di questo mondo magico che hai inventato, riuscendo a emozionarci ogni volta che ci immergiamo nella tua storia.

Dopo la mia commozione eccessiva per questo romanzo, parliamo della storia.

Inizierei col parlare della trama: in Harry Potter e i doni della morte la storia di sei romanzi confluisce in un finale, corposo, che all’inizio non è così chiaro, ma con il passare delle pagine riesce a mettere tutto in ordine. Con una trama non certo facile da intuire alla prima lettura, i tasselli prendono forma, Harry capisce il suo destino, comprende chi è stato la persona a cui deve di più nella sua vita, capisce le debolezze di colui che è stato il suo mentore, distrugge con tutto il coraggio che può avere un ragazzino di 17 anni il mago più pericoloso di tutti i tempi.

Con una serie di sotto trame che si uniscono magistralmente in uno dei miei lieto fine preferiti di sempre, vediamo molte delle cose che abbiamo imparato nei libri precedenti avere un ruolo ben preciso in questo romanzo. E così la ricerca disperata degli Horcrux sembra quasi un tributo ai primi romanzi della saga, rivedendo insieme ai nostri protagonisti, luoghi, personaggi, dettagli magari sfuggiti a un occhio senza la visione d’insieme, che magari sembravano insignificanti ma che assumono un’importanza rilevante per la vittoria finale.

Parte fondamentale di questa storia sono le vite di due grandi maghi all’interno dell’intera saga, tutti e due molto criptici e molto diversi a modo loro, che sembrano quasi l’incarnazione del bene e del male, smontando queste apparenze in maniera brillante: sto parlando di Silente e Piton.

Il primo, il grande e buono preside di Hogwarts, colui che sembrava votato al bene supremo, il mago più giusto e forte di tutti i tempi viene svestito da quell’aurea sovrumana del quale viene investito per tutta la saga, riacquistando la sua umanità, facendoci conoscere la sua storia e le sue debolezze, i suoi errori, la sua redenzione. È una delle parti più belle del libro, la più vera, secondo me.

Per quanto riguarda il secondo, Piton, abbiamo un percorso un po’ opposto ma simile. Anche di questo gigantesco personaggio scopriamo la vita e le debolezze, ma abbiamo un modo di scoprirlo inverso: da traditore e codardo si rivela il più valoroso di tutta questa storia, da sempre odiato, bistrattato, immaginato come uno dei più terribili cattivi della saga che diventa forse l’eroe più grande. Questo è forse il personaggio più riuscito alla Rowling, quello su cui deve aver puntato tutto sin dall’inizio, la cui evoluzione, le cui scelte e azioni all’interno della saga sono votate tutte a salavate Harry, e ad aiutare a vincere la battaglia più difficile del mondo.

Harry in questo libro invece diventa l’eroe, l’uomo cui era destinato diventare. Un eroe insicuro, forse troppo impulsivo a volte che grazie alla sua solita fortuna, ma anche agli amici che lo hanno sempre aiutato riesce a compiere il suo destino è a disfarsi del grande fardello che è Voldemort nella sua vita. Lo fa distruggendo ogni sua convinzione, incarnando quei valori di giustizia e sacrificio che appartengono allo stereotipo dell’eroe stesso; lo fa attraversando un percorso difficile, ma non dimenticando quasi mai che in fondo lui è nato per questo motivo, votando completamente la sua vita per salvare il mondo.

La storia dei doni della morte, introdotta in questo ultimo romanzo, di primo acchito ci fa pensare che sia stato un escamotage finale per far vincere la guerra ad Harry, anche se, andando ad analizzare i libri precedenti, si riescono a trovare molti indizi che vanno in questa direzione, sin dal primissimo volume. È bello vedere come la Rowling abbia avuto già tutto in mente dall’inizio e abbia collegato in questo libro davvero molti dettagli passati inosservati nei precedenti volumi della saga.

Differenze tra libro e film

Nonostante di Harry Potter e i doni della morte abbiamo fatto addirittura due film, anche stavolta le differenze tra la versione cinematografica e quella letteraria non si sono sprecate. Per questo stavolta vi segnalerò solo i buchi di trama più importanti (almeno per il mio modesto parere) tralasciando i dettagli raccontati diversamente nel film.

Iniziamo allora dal principio: nel film manca la parte dei saluti con i Dursley, ma soprattutto la riappacificazione con Dudley (che so per certo era una delle scene tagliate dal montaggio finale): peccato, è stata molto commuovente, meritavamo di vederla al cinema.

Harry e Bill si presentano solo ora. Ma di cosa stiamo parlando? Ma veramente? Harry e Bill si conoscono da anni, da anni! Idem per Mundungus Fletcher, visto rivisto a stravisto.

La morte di Edvige è diversa nella trasposizione, ma sempre terribile: Che pena, povera civetta. Ci mancherai sempre.

Premettendo che capisco la difficoltà per quanto riguarda la realizzazione degli effetti speciali per alcune scene, c’è da dire che nell’imboscata iniziale la scena è un po’ diversa: Harry si stacca dalla sidecar e vola via lontano da Hagrid per un pezzo, Stan Picchetto é un mangiamorte e riconosce Harry per il suo expelliarmus.

In più, prima di raggiungere la Tana Harry e Hagrid si fermano a casa dei genitori di Tonks.

Un’altra parte tristissima nel libro è la morte di Malocchio, che viene celebrata in maniera diversa che nel film (in cui non viene celebrata, ci viene detto è morto Malocchio e stop) con un brindisi molto commuovente in un momento di cordoglio generale.

Nel libro non esiste la scena della cancellazione della memoria dei genitori si Hermione (anche se devo ammettere che è bellissima e straziante nei film), ma sappiamo che ha obliviato a scopo protettivo la sua famiglia perché lo dice lei stessa ai ragazzi qualche giorno prima del matrimonio.

Il compleanno di Harry è la sera prima del matrimonio, non il giorno stesso, così che viene anche fatta festa, dato l’importanza di quel compleanno (Harry diventa Maggiorenne nel magico).

Al matrimonio di Fleur e Bill Harry prende la pozione polisucco nel romanzo perché il clima è di terrore è molto sentito in quel momento, anche se nel film non è contemplata la cosa.

Al matrimonio c’e anche Krum e spiega a quello che non crede esser Harry che la celebre collana del signor Lovegood é il simbolo di Grindelwald.

Un altro dettaglio (grande, enorme, gigantesco) che manca nel film è il matrimonio di Lupin e Tonks, e il loro futuro bambino, quindi nel film Remus non va a Grimmould place da Harry Ron e Hermione mentre nel libro si.

Harry diventa l’indesiderabile numero uno sia nel libro che nel film, ma nel romanzo il dominio di Voldemort è abbastanza camuffato e non una “dittatura” pubblica, pertanto Harry viene anche accusato morte di Silente come pretesto per catturarlo.

I ragazzi durante la loro fuga nella pellicola non vedono nemmeno Dean, Ted Tonks e il Goblin e dunque non si viene a scoprire spada rubata da Ginny, Luna e Neville; ne tanto meno delle loro chiacchierate con il quadro rubato di Phineas Nigellus Black.

Una delle cose che mi è sempre piaciuta meno della trasposizione cinematografica dell’ultimo romanzo è che la vita di Silente viene vagamente accennata, mentre nel volume della saga è spiegata molto bene, parlando del rapporto con Grindelwald e la morte di Ariana, aspetto su cui ci si sofferma molto nelle pagine, con tutto il bagaglio emozionale che provoca a Harry e i dubbi su chi sia stato veramente il suo mentore.

Altra differenza tra romanzo e film è che inizialmente Ron e Hermione non credono ai doni della morte, leggenda e favola per bambini secondo loro, e solo Harry pensa che siano importanti; e in più nel romanzo Harry aveva già immaginato che nel boccino che Silente gli ha lasciato in eredità ci fosse la pietra della risurrezione.

Una morte importante manca nel film: Codaliscia muore per sua stessa mano/quella che Voldemort gli ha dato.

Altro aspetto che manca per tutta la pellicola è tutto il terrore e la paura per la salvezza dell’ordine e dei Weasley, e conseguente protezione: non c’è il finto Ron ammalato a letto, non c’è la parte in cui Ginny viene ritirata da scuola, la radio segreta e i patronus per comunicare in maniera sicura.

Per la serie la vita di Silente passata in sordina, Aberforh spiega a Harry come è morta Ariana, come è andata veramente.

In più ne Luna ne Ginny sono mai tornare a scuola. Nel film non si spiega specialmente come abbia fatto Luna dopo essere stata rapita, salvata, e quant’altro da Harry, Ron e Hermione sia potuta arrivare a scuola prima di loro.

Nel libro, al contrario della pellicola, il diadema viene distrutto dal fuoco di Goyle non dalla zanna di basilisco. E anche il bacio tra Ron e Hermione è completamente diverso: davanti ad Harry non nella camera dei segreti, dopo che Ron proporne di andare a salvare gli elfi in cucina: quanta dolcezza❤️❤️.

Nei ricordi di Piton, una delle scene più belle ed emozionanti del film, non si vede però la parte in cui Petunia invidia la sorella Lily perché è una strega, e scrive a Silente per pregarlo di poter andare anche lei a questa scuola magica chiamata Hogwarts.

Un’altra parte tagliata dal film è quella in cui Silente spiega tutto, ma proprio tutto a Harry quando “muore” la prima volta.

E in più per la serie spiegazioni dimenticate, Harry spiega tutto a Voldemort dalla bacchetta di Sambuco che risponde a lui a Piton che non è mai stato dalla parte del male.

Una delle grandi differenze tra libro e film però è proprio la fine della battaglia: Voldemort quando spira nel romanzo lo fa in maniera “mortale”, cade a terra e lascia questo mondo come una persona qualunque; nel grande schermo invece evapora come se fosse un’entità sovrumana, scomparendo per sempre.

Infine, Harry ripara la sua bacchetta con quella di sambuco e lascia la bacchetta dei doni della morte a Silente, senza buttarla e distruggerla come fa nel film.

E queste erano le ultime, lunghissime, differenze principali tra libro e i due film creati dalla Worner bros.

Curiosità su Harry Potter e i doni della morte

Non mancano nemmeno le curiosità riguardanti l’ultimo libro della saga.

Harry Potter e i doni della morte è stato tradotto in 77 lingue, tra cui anche latino e greco antico (ma poi, esattamente perché?) ed ha avuto la tiratura iniziale più alta della storia: ben 12 milioni di copie vennero rilasciate il 21 luglio 2007, ha venduto 20 milioni di copie nelle prime ore dal suo rilascio, diventate poi 72 milioni in qualche giorno.

J.K. Rowling aveva dei dubbi sul titolo inizialmente: ha pensato infatti di chiamare il suo ultimo romanzo
“Harry Potter e la Bacchetta di Sambuco” e poi “Harry Potter e la Ricerca dei Peverell”, ma, dato che questi due non la convincevano, cambiò fino ad arrivare a Harry Potter e i Doni Della Morte, titolo che portava con sé il giusto mistero che doveva avere il volume finale della sua saga.

L’autrice ha dichiarato in un’intervista di aver provato un misto di euforia e di disperazione dopo aver finito di scrivere il settimo libro.

Un’altra delle cose che la Rowling ha raccontato su questo suo romanzo è stata che il capitolo più bello e piacevole da scrivere per lei fu quello della morte di Harry nel bosco.

Altra curiosità: sapevate che Harry Potter e i doni della morte è il primo romanzo della saga non completamente ambientato ad Hogwarts? Forse si, ma soprattutto sapevate che è l’unico in cui non si vede nemmeno una partita di Quiddich? Ve ne eravate mai accorti voi?

Una curiosità che riguarda il film invece è che durante la Battaglia di Hogwarts si vede una sequenza di scene che permette di rivivere molte delle avventure di Harry Potter in pochi istanti: vediamo un troll, una serie di ragni giganti, un lupo mannaro, un gruppo immenso di dissennatori: tante di quelle difficoltà che i ragazzi hanno affrontato negli anni precedenti.

Curiosità sull’antagonista principale è che quando Voldemort muore ha 71 anni.

Infine, la scrittrice inglese aveva deciso da tempo che la parola con cui voleva finire la sua saga era cicatrice; ma arrivata in fondo alla stesura pensò che forse era meglio <<andava tutto bene>> per chiudere definitivamente e senza alcun dubbio il ciclo di queste sue storie.

E così sono finiti questi lunghi articoli in cui parlo di questi libri che mi hanno fatto innamorare la prima volta tanti anni fa, e rinnamorare anche oggi, rileggendoli a trent’anni.

Buona domenica

Giorgia

Se volete leggere i sei articoli precedenti, li trovate tutti qui:

La pietra filosofale

La camera dei segreti

Il prigioniero di Azkaban

Il calice di fuoco

L’ordine della fenice

Il principe Mezzosangue

Se non hai ancora tutta la serie di libri completa, eccoti il cofanetto con tutti i sette libri della saga —-> acquista qui.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *