LA bestia non si ferma, di Piero Cancemi

Recensione di La bestia non si ferma, di Piero Cancemi

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La bestia non si ferma Book Cover La bestia non si ferma
Piero Cancemi
Raccolta di racconti
Eretica edizioni
2016
Cartaceo
108

Riccio ricorda, Riccio racconta e Riccio non si ferma anche se ha smesso di camminare. Riccio è il protagonista del libro e ancora una volta in ogni racconto ripercorre tappe della sua vita in luoghi inventati, balzando da età adolescente a età adulta e viceversa. Combinando diversi generi, il libro si propone a un pubblico giovane con un linguaggio di base crudo mescolato a un sapore filosofico che emerge in alcuni momenti offrendo un sicuro valore aggiunto.

Ho deciso di aprire una piccola rubrica dove vi proporrò delle recensioni di libri di scrittori emergenti, che pubblicherò ogni primo lunedì di ogni mese. Una decisione presa per dare spazio a titoli nuovi, da poco sul mercato, scritti da talentuosi nuove leve della scrittura.

La inauguro parlandovi di La bestia non si ferma, di Piero Cancemi.
Cancemi è uno scrittore siciliano trapiantato a Bologna. Ha pubblicato, oltre a La bestia non si ferma (Eretica edizioni, 2016), anche il racconto Sotto i portici contenuto nell’antologia Racconti Bolognesi (Historica-2015) e il romanzo La bestia non corre (Vertigo-2013).

La storia ha come protagonista Riccio, un personaggio che si racconta capitolo per capitolo, dalla gioventù alla sua maturità. Viene posto l’accento sulla sua adolescenza e giovinezza passata tra la città e la provincia, all’insegna di eccessi di ogni tipo. Gli abusi di alcol e droghe sono contrapposti all’avanzamento della sua malattia, che inesorabile lo sta portando ad avere difficoltà nel camminare.

Una storia unica suddivisa in dieci racconti che ci narra la crescita e l’evoluzione del suo protagonista tra vizi e piaceri.

«L’idea del libro è nata dalla voglia di raccontare diverse realtà che ho conosciuto, che ho affrontato e che continuo a combattere fondendo sotto vari aspetti l’illusione con l’autenticità» mi racconta l’autore.

Realtà diverse tra loro, fuse e fatte diventare una storia unica nel suo genere.
Il tema portante del romanzo, e la prima realtà alla quale secondo me l’autore allude è quella degli eccessi, rappresentati dalla vita sregolata del suo protagonista. L’uso smodato di alcol e droghe ci viene raccontato dal punto di vista di un normale ragazzo che potremmo trovare in ogni città del nostro paese.
L’autore non lo fa demonizzandolo. Al contrario ne parla con la naturalezza dei protagonisti della sua storia, che cercano qualcosa di più nella loro giovinezza e si rifugiano in una felicità effimera, capace di placare i propri tormenti. L’ho trovata una visione molto realistica del mondo della dipendenza giovanile, diretta e senza mezzi termini.

Il tema delle dipendenze ha un accostamento poco consueto, quello della malattia. Lasciata percepire per la maggior parte dei racconti La bestia non si ferma, è una presenza che accompagna la vita del protagonista.
Un ruolo secondario per una presenza ingombrante nell’intera storia, una “Bestia” inarrestabile, che impedisce piano piano a Riccio di fare azioni e movimenti che in passato erano naturali. Un accostamento questo che sdogana un mondo delicato come quello delle malattie degenerative.

Chiedendo a Cancemi il perché di questa scelta narrativa forte, l’autore risponde: «La decisione nasce dalla voglia di descrivere mondi attuali, mescolando vizi e piaceri e non trascurando le traiettorie sociali di fronte ai dissapori che la vita riserva, ispirandomi anche da crude realtà narrate da autori come Welsh, Bukowski e Tondelli».

Il libro approfondisce, trasversalmente, le tematiche di amore e amicizia, due sentimenti molto forti che ci vengono raccontati in maniera cinica e reale.
L’amicizia viene descritta come il sentimento più puro che riesce ad abbattere le barriere emozionali di Riccio. L’amore, invece, è trattato in maniera poco romantica. Una visione un po’ sprezzante dove Riccio ci mostra le sue difficoltà emotive passando sempre per le sue esagerazioni, non riuscendo a coltivare rapporti sani senza cadere nelle tentazioni della carne.

La bestia non si ferma è risulta un libro diretto e crudo. Il protagonista non vuole essere sicuramente un eroe e l’autore non vuole redimerlo nel corso della sua narrazione. Ci viene raccontata una storia che dà molti spunti di riflessione, ma nessuna soluzione. In fondo c’è un po’ di Riccio in ognuno di noi: una persona comune che commette errori e forse ne commetterà ancora. Cancemi non giudica le azioni del suo personaggio e ce le racconta in terza persona senza dare la sua opinione sugli avvenimenti.

Curiosa di sapere se ci fosse qualcosa di autobiografico nella sua storia, l’ho chiesto all’autore.
«Potrei definire Riccio una proiezione di me stesso, provando a descrivere la spensieratezza di un’adolescenza priva di inibizioni in contrasto con i sensi di colpa giunti solo in età adulta.
La vita di Riccio è un puzzle enfatizzato e personale, composto da esperienze forti e pensieri che si proiettano a possibili futuri».

Cancemi ha uno stile fluido e diretto. Il romanzo è una storia coerente anche se non trattata seguendo un filo temporale. Saltiamo infatti avanti e indietro a ogni capitolo, e per questo motivo ognuno di essi è un racconto fine a se stesso, fatto e finito, rendendo peculiare il libro.

La cosa che mi ha colpito di più di tutto il racconto è il fatto che l’autore dia nomi di animali selvatici ai suoi protagonisti (riccio, lupo, faina e tanti altri). Una decisione curiosa che lascia spiazzati, perché per tutta la lettura rimane quest’ambiguità: saranno uomini o animali? L’autore non lo specifica in nessun punto, antropomorfizzando le sue bestie e lasciandoci col dubbio. Una scelta stilistica che caratterizza il libro e lo rende unico nel suo genere.

Consiglio La Bestia non si ferma per una lettura veloce che fa viaggiare nel bosco e nella vita di Riccio, nella sua crescita personale, nella sua evoluzione assieme ai suoi demoni. La Bestia non si ferma è un libro da leggere per comprendere gli sbagli di un uomo e per superare tabù, per smettere di giudicare.

Giorgia

Ringrazio l’autore per avermi inviato il suo libro

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