PoeticamenteVenerdì - Gli italiani, di Pier Paolo Pasolini

PoeticamenteVenerdì – Gli italiani, di Pier Paolo Pasolini

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Come ogni venerdì eccovi una poesia. Questa settimana PoeticamenteVenerdì vi parla di Gli italiani del grande Pier Paolo Pasolini.
Pasolini è stato un poeta, scrittore, drammaturgo e giornalista italiano, brillante intellettuale che il secolo scorso ci ha lasciato e attivo in molti campi (ricordiamo esperienze come pittore ad esempio).
La sua critica alla società del secondo dopoguerra ha sempre suscitato molto scalpore, perché decisamente diretta e aspra nei confronti dell’allora neonata società dei consumi.
Ma eccovi “Gli italiani”.

L’intelligenza non avrà mai peso, mai

nel giudizio di questa pubblica opinione.

Neppure sul sangue dei lager, tu otterrai

da uno dei milioni d’anime della nostra nazione,

un giudizio netto, interamente indignato:

irreale è ogni idea, irreale ogni passione,

di questo popolo ormai dissociato

da secoli, la cui soave saggezza

gli serve a vivere, non l’ha mai liberato.

Mostrare la mia faccia, la mia magrezza –

alzare la mia sola puerile voce –

non ha più senso: la viltà avvezza

a vedere morire nel modo più atroce

gli altri, nella più strana indifferenza.

Io muoio, ed anche questo mi nuoce.

Pier Paolo Pasolini”

Un giudizio severo è quello che leggiamo tra le righe dell’autore nel confronto dei suoi connazionali. Descrive una società superficiale, indifferente e concentrata più sull’apparenza che sul contenuto.
Una poesia realista, che si allontana dai versi classici, per essere più diretta e cruda, senza nessuna allusione. Al contrario il pensiero è ben evidente e difficilmente fraintendibile.
Noto nelle parole di Pasolini una grande attualità, nonostante gli anni trascorsi dalla scrittura dei versi. 

Giorgia

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