Kafka Sulla spiaggia

La recensione di Kafka Sulla spiaggia di Murakami Haruki

“Se tutti ricevessero in dono la libertà, la maggior parte la vivrebbe come un problema.” 

Un ragazzino che scappa di casa inseguito da una profezia e un uomo di sessant’anni che parla con i gatti cosa avranno mai in comune? Un destino allucinato e grottesco che solo il maestro del realismo magico contemporaneo Murakami Haruki poteva incrociare, per raccontarcelo nel suo celeberrimo libro Kafka Sulla spiaggia.

Devo essere onesta e confessarvi che questo è stato un libro davvero molto difficile da recensire per me. Sapete che mi piace analizzare più o meno in profondità le letture che affronto, ma questa volta ci ho messo più del solito perché davvero a fine lettura non sapevo che pensare. Ma andiamo per gradi, parlino prima della trama.

Di cosa parla Kafka sulla spiaggia?

Tamura Kafka ha 15 anni, una maturità fuori dal comune, un ragazzo corvo che lo consiglia e un padre che gli ha fatto passare un’infanzia terribile, profetizzando cose orribili da dire a un figlio. Kafka scapperà di casa, e si dirigerà verso un paesino lontano. Parallelamente assistiamo allo sviluppo della storia del signor Nakata, che non sa più leggere e scrivere dopo uno strano incidente avuto da bambino, ma in compenso sa parlare con i gatti. Proprio la particolarità di queste due anime sole sulla terra creerà una certa connessione tra loro, incrociando i loro destini che converranno nella stessa biblioteca, in un paese molto lontano da Tokyo. Mentre il loro destino si compie accadranno cose molto bizzarre, strane, grottesche e paranormali: la storia vedrà apparire il Colonnello Sounders di KFC, sardine e sanguisughe dal cielo, pietre magiche, fantasmi, e molti altri avvenimenti assurdi e troppo paradossali da poter accadere.

La difficoltà nel raccontare e analizzare questo libro per me sta nel fatto che qui Murakami crea un mondo ben strutturato tra sogno e realtà, un piccolo universo in cui magia, immaginazione e vita reale si fondono, si mischiano, creando una storia al limite dell’immaginabile e del possibile. Solo Murakami è un tale genio nel “trasformare l’irreale in qualcosa di perfettamente plausibile e sensato”. Ma qui lo fa calcando particolarmente la mano con un mondo di fantasia che come sempre, forse qui anche di più, rimane un mistero quasi imperscrutabile, un codice da decifrare per noi lettori, che molte volte però non ha un vero significato ma va preso per quel che è. Affiancata alla magia che popola questo romanzo si parla anche di esistenze concrete, di dolore, di crescita, di errori, di vite distrutte e spezzate, di vite ai margini della società, formando un contrasto forte, doloroso e stranamente credibile.

Kafka Sulla spiaggia è però un romanzo immenso per la sua scrittura sublime e la sua storia sapientemente intricata, ma soprattutto per i suoi molti personaggi che pagina dopo pagina prendono sempre più spessore e profondità.

Murakami in queste sue pagine si ispira chiaramente alle tragedie greche, raccontaci in maniera tutta sua la sua versione del mito di Edipo; attinge alla tradizione greca per sviluppar il percorso di rinascita del suo personaggio facendo prevalere il tema del destino: anche nella tragedia infatti questo è uno dei temi ricorrenti, come il problema che affligge il protagonista di questo romanzo, ovvero che l’uomo non è in grado di scegliere il suo destino da solo, ma questo è già scritto, già scelto.

La struttura del libro divide i suoi capitoli alternandoli seguendo le vicende dei suoi due protagonisti, che apparentemente sembrano due storie slegate e totalmente indipendenti. Avanzando con la lettura si capisce che la cosa che accomuna questi due individui, il giovane Tamura Kafka e il vecchio Nakata, è la ricerca della verità, una ricerca difficile, dolorosa, che spesso fa andare incontro a cose che non si possono nemmeno immaginare.

Entrambi i cammini porteranno questi due personaggi a percorrere strade inaspettate, cambiando irrimediabilmente per non poter tornare più indietro: il giovane Kafka attraverserà un percorso di crescita, d’iniziazione, per prendere coscienza di sé e del mondo, compiendo il proprio destino; anche il secondo compierà il proprio destino, ma lo farà in modo da assolvere completamente il suo ruolo nel mondo.

E infine abbiamo il tema del ricordo, molto forte sin dalle prime pagine del libro: la perdita della memoria di Nakata, i ricordi dissolti del Kafka bambino, i ricordi dolorosi della signora Saseki. I ricordi e la memoria giocano un ruolo fondamentale in tutta la storia, un leit motiv sin dall’inizio che ci accompagna fino alla fine dello stesso, in cui Murakami ci fa capire, estremizzando e metaforizzando molto il concetto, il valore del ricordo, la bellezza e l’importante a degli stessi senza il quale si vivrebbe una vita priva di senso; ma l’autore ci dice anche che non si può vivere nel passato, i ricordi bisogna custodirli ma c’e la necessità di vivere nel presente.

La mia opinione sul romanzo

Se devo essere onesta non so dire se il libro mi è piaciuto o meno, o meglio: è un bel romanzo, si legge piacevolmente e molto velocemente perché la storia è talmente strana che è difficile lasciare le pagine per capire come va a finire; la scrittura di Murakami poi rimane meravigliosa, perfetta, incredibile, e inutile è dire che ho sottolineato una quantità davvero importante di frasi e citazioni.

La storia però è strana, contorta, grottesca molto più che in altri libri che ho letto dello stesso autore. Quindi si, è sicuramente un bel libro che consiglierei a chi ama questo genere di certo non convenzionale, ma no non è il mio preferito tra i lavori del maestro che ho letto fino a questo momento.

Per chiudere, Kafka Sulla spiaggia è un romanzo magico, che parla di destino, di ricordi, di errori, di vite abbandonate. Con una profondità che solo Murakami sa dare alle sue storie, questo romanzo ci racconta tante esistenze circondate da presagi, profezie, strane cose che accadono, magia, suggestione: un libro che si legge tutto d’un fiato per comprendere davvero cosa sta cercando il giovane Tamura Kafka.

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