La sovrana lettrice recensione libro Alan Bennet

Recensione di La sovrana lettrice di Alan Bennet

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La sovrana Lettrice Book Cover La sovrana Lettrice
Alan Bennet
Narrativa
Einaudi
2007
Cartaceo, Digitale, Audiolibro
96

A una cena ufficiale, circostanza che generalmente non si presta a un disinvolto scambio di idee, la regina d’Inghilterra chiede al presidente francese se ha mai letto Jean Genet. Ora, se il personaggio pubblico noto per avere emesso, nella sua carriera, il minor numero di parole arrischia una domanda del genere, qualcosa deve essere successo. E in effetti è successo qualcosa di semplice, ma dalle conseguenze incalcolabili: per un puro accidente, la sovrana ha scoperto quegli oggetti strani che sono i libri, non può più farne a meno e cerca di trasmettere il virus della lettura a chiunque incontri sul suo cammino. Con quali ripercussioni sul suo entourage, sui sudditi, sui servizi di sicurezza e soprattutto sui lettori lo scoprirà solo chi arriverà all’ultima pagina, anzi all’ultima riga. Perché oltre alle irrefrenabili risate questa storia ci regala un sopraffino colpo di scena, uno di quei lampi di genio che ci fanno capire come mai Alan Bennett sia considerato un grande maestro del comico e del teatro contemporaneo.

La sovrana lettrice è un libro molto sottile che parte da un innesco narrativo molto carino: cosa sarebbe accaduto se la regina Elisabetta II si fosse appassionata alla lettura a 80 anni? Da questo “what if” inizia un racconto divertente e pieno di letteratura, quasi una fan fiction, che tra sorrisi e riflessioni sulla società e sull’umanità ci parla di questa storia inventata su una delle regnanti più importati e longevi della storia.

Alan Bennet ci mostra la sua ironia pungente reinterpretando la storia della Regina d’Inghilterra e della sua scoperta della lettura: a 80 anni la regina Elisabetta inizia a leggere e le piace così tanto perdersi nei libri che non riesce a farne più a meno. Tra sgarri all’etichetta, libri sempre in borsa e citazioni colte, Bennet scrive sì una fan fiction sulla regina d’Inghilterra che diventa lettrice, ma allo stesso tempo crea un libro che non può non essere amato da tutti i lettori forti. Come può un lettore non immedesimarsi per la prima volta nei panni di Elisabetta? Giocando un po’ con i luoghi comuni della lettura, Bennet ci fa sentire un po’ tutti come la regina che cerca ogni momento valido per ributtarsi nelle sue storie, che nasconde libri e va contro i pregiudizi generali su chi legge tanti libri.

Oltre a essere colmo di riferimenti letterari, citazioni e aneddoti per amanti dei libri, in questo romanzo Bennet associa un concetto molto bello alla lettura: i libri e le loro storie sono la cosa che fa riscoprire a Elisabetta II la sua umanità. Da qui partono le riflessioni più profonde di questo libretto, prendendo appunto un’istituzione, una persona che ha vissuto la propria vita in funzione del suo ruolo, che ha girato il mondo ma alla fine non è mai potuta essere se stessa, né capire cosa questo potesse significare realmente. La morale di questa favola sembra essere che la lettura dà umanità, fa scoprire la propria identità e il proprio carattere in questo libro.
In più poi in La sovrana lettrice si nota tutta la conoscenza sul mondo Inglese di Bennet, dai gossip reali alla storia della Corona inglese all’etichetta, tra storia e dicerie crea un contorno molto verosimile a questa sua storia inventata.

Dunque, La sovrana lettrice è un libro che si legge con piacere, uno di quei libri che parla dell’amore della lettura, sicuramente in un modo unico nel suo genere, che io consiglierei di certo tutti gli appassionati bibliofili come me.

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Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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