la scrittura non si insegna recensione libri vanni santoni

Recensione La scrittura non si insegna di Vanni Santoni

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La scrittura non si insegna Book Cover La scrittura non si insegna
Vanni santoni
Pamphlet
Minimum fax
2020
Cartaceo- Ebook
95

Questo libro non è un altro rigido manuale di scrittura creativa. Non è l'ennesima guida piena di precetti su come impostare la trama, gestire i colpi di scena, sviluppare i personaggi, creare empatia. Qui non si danno norme (dall'efficacia molto dubbia), tantomeno si promettono scorciatoie (che non esistono) per scrivere bene. Vanni Santoni dice al lettore, ovvero all'aspirante scrittore a cui è destinato questo pamphlet: la scrittura non si insegna. E «il motivo è uno, semplice e perentorio: la vastità infinita delle possibilità di un testo narrativo implica che infinite cose si possano scrivere in infiniti modi». Non esistono regole assolute e non esistono ricette che funzionano sempre. La grande letteratura non è una sequenza di mosse che si susseguono in maniera predeterminata per ottenere un effetto, non è un freddo algoritmo, ma al contrario è un campo di possibilità, tensioni e persino contraddizioni. Dunque, nella pratica quotidiana, dobbiamo lasciare l'aspirante scrittore solo davanti alla famigerata pagina bianca? Non gli si può dire proprio nulla di utile, non gli si può dare alcun aiuto? Neanche questo è vero, perché se non è possibile insegnare a scrivere, «si può insegnare a pensare come uno scrittore». E si impara a pensare da scrittore prima di tutto attraverso i libri dei grandi autori che incontriamo, in un processo continuo di formazione del gusto e di raffinamento della riflessione. 
 

La mia rubrica sulla scrittura torna su questi schermi – per chi non lo sapesse in questa rubrica recensisco libri sul mondo della scrittura ed editoria – per parlarvi di un’uscita recentissima di Minimum Fax, che ho comprato spinta dai consigli di lettura di Matteo B. Bianchi nel suo podcast Copertina, di cui sono una grande fan. Il titolo in questione è La scrittura non si insegna di Vanni Santoni.

Santoni è uno scrittore, traduttore ed editor. Dirige una collana per Tunué, insegna scrittura creativa e collabora e ha collaborato con alcune delle principali testate nazionali (tra cui Internazionale, il Corriere, Il Manifesto).

Il pamphlet inizia con la provocazione del titolo, ovvero che la scrittura in quanto tale non si può insegnare. Dopo questo punto di partenza inizia a disegnare un percorso in cui vuole guidare gli aspiranti scrittori a diventarlo. Quindi non aiutare nella pratica perché la scrittura non si insegna, ma aiutarli a costruire una mentalità da scrittore. Come? Partendo dalla dieta, quella letteraria però.

Il primo vero capitolo infatti fa un lungo elenco sui libri che secondo santoni ogni scrittore dovrebbe leggere, e a ogni paragrafo o obiezione che lo stesso autore ne anticipa, la lista si allunga sempre di più, mantenendo alcune costanti come Proust o Bolaño.
Dopodiché si concentra sul raccontare cosa uno scrittore deve o non deve fare, ma sono più i non nel resto del testo. I consigli dati riguardano il come evitare i cliché, come effettuare le revisioni, o il cercare di evitare consigli noiosi, ma anche il come affrontare la pubblicazione.

Nonostante in questo testo lo scrittore ci dica che la scrittura non si insegna secondo me all’interno di questo volume vengono dati consigli essenziali (il leggere come sapete è sempre il mio preferito), con liste di libri fondamentali (di cui mi sono divertita a contare quanti ne ho letti io, e purtoppo sono davvero pochi: non sapete come ci sono rimasta male); ma anche un elenco interessante di tutti i cliché che ha incontrato in un esperienza di editor che sono la cosa più pragmatica che io abbia trovato in un libro di questo genere. Infine un consiglio che nei manuali di scrittura non si trova mai, che però tutti gli addetti ai lavori sanno e dovrebbero saper anche tutti gli aspiranti scrittori: scrivere per riviste letterarie. E anche qui, un nuovo elenco, di tutte le riviste letterarie influenti e che gli editori usano per lo scouting.
Un volume interessante, che insegna molto più di quel che promette e fornisce basi davvero utili per intraprendere il mestiere dello scrittore. Ricordandosi sempre prima di leggere leggere leggere, e scrivere tanto e con costanza.

Insomma, La scrittura non si insegna è un libro breve che si legge in poco, denso di suggerimenti che tutti quelli che aspirano a scrivere per professione dovrebbero conoscere e applicare per accostarsi al mestiere, scritto con uno stile sarcastico, ma che rende godibile e ancora più attraente la lettura. Io lo consiglio a lettori per aggiungere qualche libro alla propria lista, ma soprattutto e a chi è interessato a scrivere, perché è uno di quei libri che dice le cose come stanno e ognuno dovrebbe assolutamente sentire quel che dice.

Se volete leggere il libro, potete acquistarlo al link affiliato Amazon.

Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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