Quel figlio negato

Recensione di Quel figlio negato di Francesca Ognibene

Reading Time: 3 minutes
Quel figlio negato Book Cover Quel figlio negato
Francesca Ognibene
Narrativa
L'erudita
2018
Cartaceo
147

Molte sono le donne che non possono soddisfare il proprio desiderio di maternità. Il dramma che le avvolge, però, risveglia in loro una forza straordinaria, fino a quel momento sconosciuta. Donne che non si arrendono a un destino avverso e provano a realizzare il proprio sogno affrontando ostacoli e difficoltà. Dopo essersi avvicinati alla procreazione assistita, Virginia e Federico credono di aver trovato finalmente una soluzione nell'adozione, nonostante l'intricato sistema italiano. Credono però, perché anche questa porterà gravi complicazioni per la loro vita e quella della piccola Giulia. Una storia attuale e universale, d'amore materno e speranza, di lotta e protezione

«Inizia così una lotta cruenta tra te e il destino, ma egli è forte e potente. Ti illuderà di averti fatto vincere qualche volta, ma fa parte del protocollo di massima crudeltà che prevede anche l’illusione momentanea, detta anche aborti spontanei. La spontaneità non dovrebbe essere accostata a quella parola così amara.»

Ogni libro è una sorpresa, ma alcuni lo sono di più. Ho iniziato a leggere Quel figlio negato di Francesca Ognibene senza pretese. Avevo tra le mani un libro speditomi dal’agenzia letteraria Il taccuino ufficio stampa, ricevuto perché ero incuriosita dalla trama, e questo è diventato una delle sorprese letterarie del 2018: emozionante e straziante, che mi ha fatto anche versare qualche lacrima. Ma parliamo meglio della trama.

Virginia e Federico sono sposati da anni, e cercano di diventare genitori. Qualcosa però va storto, perché dopo vari tentativi non riescono ad avere il bambino che tanto desiderano, mentre i loro amici iniziano tutti a formare le loro famiglie.
Scoprono allora di essere entrambi sterili: una notizia che li devasta emotivamente: Virginia specialmente accusa fortemente quel negare a lei qualcosa di così naturale e normale per tutte le altre donne. Iniziano ad affrontare per questo percorsi di procreazione assistita, desiderosi di coronare il loro sogno familiare, prima privatamente e poi nella sanità pubblica; anche questi tentativi purtroppo non avranno un lieto fine per i due aspiranti genitori, e infine i due, dopo anni di dolore e di sacrifici, decidono di adottare un bambino.

Quando finalmente Giulia entrerà nelle loro vite sembrerà per i due essere arrivato il tanto atteso momento della tranquillità e della felicità, ma il destino si accanirà contro queste due povere persone: il nonno camorrista della dolcissima bambina tenterà in tutti i modi di riprendersela, con ogni mezzo a propria disposizione.

Quel figlio negato

Quel figlio negato è un libro introspettivo e struggente: racconta la storia dalla prospettiva di Virginia, che in fin dei conti è la protagonista di questa vicenda. Una donna che, attraverso un lungo flusso di coscienza, racconta a noi spettatori la storia della sua vita alla ricerca di un figlio.
Un argomento molto delicato quello della maternità, qui affrontato in maniera diversa dal solito e raccontato attraverso i sentimenti di Virginia, raccontandoci una storia che parla di dolore e senso d’inadeguatezza. Dolore perché negato a prescindere un diritto concesso quasi a tutte le donne del mondo; dolore che porta invidia per le amiche che raggiungono questo traguardo, ma anche amore incondizionato per i bambini di queste che riempiono di gioia le vite delle persone care; dolore che fa cambiare, fa deprimere la protagonista, la fa sentire inadeguata alla vita e ai suoi desideri; dolore che fa quasi impazzire.

Solo realizzare il sogno della vita permetterà di ritrovate la gioia e la sanità mentale. Se da un lato l’ossessione della maternità e sul filo sottile di trasformarsi in malattia, dall’altro dare tutto a un bambino indifeso, che dipende totalmente da te adulto, ristabilirà gli equilibri e produrrà amore incondizionato. Interessante è vedere infatti anche la prospettiva dell’adozione, dove si capisce che essere genitori non significa fare un bambino, ma crescerlo ed educarlo.

Il romanzo in fondo racconta la storia della forza e della resistenza di una donna, con il destino che le rema contro e la vita che le mette in continuazione i bastoni tra le ruote.
La parte che però mi ha colpito di più è il lato negativo della narrazione, quella che parla di ossessione: mi è sembrato che la protagonista volesse diventare madre solo per accontentare il suo egoistico bisogno di essere finalmente genitrice, non vissuto con naturalezza ma come cosa necessaria. Ho visto perciò molto egoismo e una follia latente in questa vera e propria mania di fare un figlio.
Questo sentimento negativo che però si converte ad amore puro con la scelta dell’autrice di far adottare ai due una creatura abbandonata a se stessa: la storia evolve allora risultando allo stesso tempo modo realistica, convertendo la fissazione in bene e affetto genuino, e voglia di donare felicità a una bambina sola a questo mondo.

Quel figlio negato è un romanzo breve, ma davvero carico di emozioni, che riesce a coinvolgere il lettore nel dramma di una coppia che cerca disperatamente di diventare genitori. Una storia drammatica e forte, non necessariamente a lieto fine, da leggere per immedesimarsi in una donna, a cui hanno negato il diritto di diventare madre.

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Se volete altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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