Autori Emergenti – Il mio mal di testa di Diana Errico

“Forse ho creduto di amarla. Avrei dovuto capire subito che, come quando hai il mal di testa, avere un sollievo momentaneo non significa essere guariti.”

Oggi vi parlo del primo libro “emergente” dell’anno, nel senso puro del termine: il romanzo in questione è Il mio mal di testa di Diana Errico edito da Officina Milena che me lo ha spedito per una collaborazione.

Di cosa parla Il mio mal di testa?

La storia è quella di Sara, la protagonista di questo romanzo che racconta la sua vita in funzione del suo costante mal di testa che la accompagna sin da bambina. Partendo da un’infanzia non troppo felice segnata da un padre violento che picchia tutte le sere sua madre, la madre anafettiva, con L’espediente del mal di testa Sara racconta parte della sua dolorosa vita a metà, il racconto di come il suo problema fisico le abbia sempre condizionato la vita, la paura di non sentirsi amata da nessuno che prima la fa rifugiare tra le braccia e non solo di molti ragazzi e le fa scoprire una passione inaspettata per quella zia adottiva che da sempre è stata per lei l’unica figura di riferimento emotivo.

Un libro che nelle sue poche pagine ci racconta una sfilza di emozioni con semplicità ma che toccano molte corde del lettore, che parla di violenza fisica, di violenza sessuale, di solitudine, di amore, di omosessualità, della difficoltà di amare quando ci si sente diversi, di malattie che condizionano una vita intera.

Il mio mal di testa è un romanzo che si legge tutto si un fiato, sia per la scrittura della sua autrice che per la trama che ci racconta. Una storia non comune che affascina proprio per la sua peculiarità, raccontata in maniera semplice e scorrevole dal punto di vista della sua protagonista, svelando in se una serie di temi con la quale l’autrice vuole portare a riflettere il lettore. Infatti Mal di testa è il filo portante di questo racconto che nelle sue brevi pagine ci da molto, molto di più.

In questo scritto troviamo violenza, fisica e sessuale, accompagnata da un’indifferenza che in generale accompagna questo tema. L’autrice parla di questi temi in maniera molto sincera, presentandoli così come sono; il filtro per il racconto è la voce prima di una bambina e poi di una ragazza, riuscendo a dare una voce nuova a questa prospettiva. Infatti sia la violenza domestica che si trasforma in botte che quella sessuale che viene raccontata per quello che è, ovvero lo stupro, vengono raccontati dalla prospettiva della vittima, che si colpevolizza e giustifica dei gesti orrendi in base alle sue azioni, come se in qualche modo fosse colpa della vittima non del carnefice.

Un quadro perfettamente dipinto di quel che è purtroppo la realtà di queste situazioni, che mostra in maniera spietata la psicologia delle persone violente e di quel che innesta nella mente delle proprie vittime, che purtroppo, a causa anche della società in cui viviamo tendono ancora molto a sentirsi colpevoli di ciò che hanno subito. Mi è piaciuto davvero questo modo di raccontarlo, e di come le conseguenze indelebili di certe azioni rimangono nella psiche delle persone che le subiscono per anni e anni.

Il mio mal di testa mette a nudo la sua protagonista e le sue fragilità, le sue insicurezze. Un racconto delicato su come una ragazzina con davvero tanti problemi possa diventare una adulta consapevole che trova finalmente il suo spazio nel mondo. Passando anche per amori strani, per certi sensi sbagliati, ma in qualche modo necessari per lei.

Proprio al riguardo dell’amore in questo libro vengono fatte diverse riflessioni; prima di tutto si parla di amore come rifugio, nascondersi in una relazione che ti dà molto per sentirsi almeno una volta nella vita amati da qualcuno, stare tra le braccia dell’unica persona che ti abbia mai voluto bene nella vita come scappatoia da i propri problemi esistenziali.

In secondo luogo si parla di amore omosessuale, senza troppi giri di parole, ma soprattutto l’autrice si focalizza sulla paura di uscire allo scoperto: la difficoltà di fare outing ci viene raccontata nella sua visione sociale che può avere forti conseguenze sulla vita della persona che lo fa; quindi ci viene narrato il dramma del coming out, dell’accettazione sociale, del dover perdere qualcosa della propria vita pubblica se tutti sapessero del tuo orientamento sessuale.
Cose che fanno riflettere sulla società in cui viviamo e sul come condiziona la vita personale, purtroppo ancora oggi, di molte persone che hanno paura di essere giudicate perché amano qualcuno del loro stesso sesso.

Cosa ne penso de Il mio mal di testa?

Il libro mi è piaciuto davvero molto, non solo perché l’ho praticamente letto in un paio di ore, ma soprattutto per la sua struttura. Ho trovato molto interessante l’espediente dell’emicrania per raccontare questa storia, divisa in varie fasi della vita del personaggio principale, rendendo quasi l’intero romanzo un diario di come il mal di testa abbia accompagnato la sua protagonista per alcuni eventi salienti della propria esistenza. Le tematiche di cui parla poi sono molto attuali e mi stanno particolarmente a cuore, e la sua autrice è riuscita a raccontarle in maniera semplici, diretta, e soprattutto vera e realistica. Mi è sembrato come se Sara fosse esistita veramente e raccontasse per davvero queste cose a noi lettori.
L’autrice dimostra in questo scritto molto talento secondo me, e spero per lei che questo sia solo un bel punto di partenza.

Concludendo Il mio mal di testa è un libro molto bello, per certi versi controverso, che racconta le fragilità di una bambina, poi ragazza e donna che cerca nel mondo solo un po’ di amore che, nella sua vita solitaria, non ha mai veramente avuto, anche per colpa della sua destabilizzante emicrania. Da leggere per conoscere la storia di Sara e di come il mal di testa abbia condizionato la sua vita da sempre.

Alla prossima con una nuova Recensione Emergente.

Ma se proprio non resistete, date un occhiata agli altri consigli di lettura scritti da emergenti qui.

Giorgia

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