La mia Africa: suggestioni dal continente nero

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Per il gruppo di lettura dedicato ai libri presenti nel mio adorato Gilmore Girl, dal nome #inomniaparatusgdl, organizzato dalla mia omonima di IFeelBook, questo mese abbiamo letto un libro molto famoso, La mia Africa di Karen Blixen.

Ma di cosa parla La mia Africa?

La mia Africa non è un romanzo nel vero senso del termine, ma più una raccolta di esperienze, di racconti, di storie, di avventure. La protagonista nonchè scrittirce ci racconta la sua esperienza in Africa, in Kenia, ai primi del 900, di quando visse li gestendo una fattoria. È così che colori, suggestioni, cultura, tradizioni ci vengono racontate in questo libro che alla fine ha come protagonista non la donna che ne parla, ma prorio l’africa in tutta la sua bellezza, stranezza, diversità dall’europa.

Nelle pagine del libro troviamo dunque uno spaccato della vita in Africa per i colonizzatori bianchi e le popolazioni indigene, all’inizio del secolo scorso; il tutto narrato dal punto di vista dagli occhi di una donna straordinariamente emancipata e indipendente per l’epoca, trasmettendo al lettore lo stesso amore e la stessa malinconia legata a quella terra.

Come anticipato prima, non ci troviamo di fronte ad un romanzo, ma bensì ad una vera e propria autobiografia della sua scrittrice, di origine danese, meglio conosciuta con il suo pseudonimo maschile di Isak Dinesen. Nelle pagine di La mia Africa ci racconta i suoi anni africani, tra il 1914 e il 1931, trascorsi vicino Nairobi, in una fattoria in mezzo le colline. Li coltivava caffè e viveva la sua vita prendendosi cura delle popolazioni indigene, che vivevano nelle sue terre.

Una narrazione lenta e molto descrittiva, che però regala una bella esperienza sensoriale, raccontando la vita di un’Europea nel mezzo del continente nero. Sotto gli occhi di un lettore paziente si riesce a vivere le descrizioni raccontate dalla scrittrice, facendo un viaggio con lei tra le terre di quel continente all’epoca non così conosciuto. Nel libro però non troviamo grandi avventure, ma la narrazione segue il filo non cronologico dei ricordi, accompagnandoci tra le pagine di questo racconto attraverso gli occhi di una donna che si trova magicamente legata con questa terra selvaggia e la sue popolazione.

Secondo la Blixen, di cui il cuore sembra rimasto a quegli anni felici, l’Africa essendo più pura, più legata alle cose semplici è superiore al suo continente di origine, proprio perché dato il suo candore si ritrova più vicina al mondo che Dio aveva creato per gli uomini.

Oltre alle descrizioni dei paesaggi, la forza di questo romanzo sta nel curioso rapporto tra l’uomo bianco e gli indigeni, che in questa storia va oltre al concetto di “schiavo” e “padrone” usuale all’epoca, ma raccontandone l’incontro tra culture, il rispetto per quel popolo così spirituale e semplice allo stesso tempo, pieno dei valori che gli europei avevano già da tempo dimenticato. Primo tra tutti, la lentezza.

L’autrice racconta dei suoi servitori con la dolcezza di una madre, di come alcuni sono cresciuti con lei, di come si occupava di loro facendo il medico, o il giudice. Non sentendosi in alcun modo superiore, ma considerandoli come propri pari.

Un altro aspetto interessante del romanzo è vedere l’emancipazione di una donna, ai primi del novecento. Una donna, che nonostante tempo e origini, gestisce da sola una fattoria, incontra uomini potenti (africani e non), aggiusta cose, va a caccia con il fucile, viene avvisata quando c’è un leone nelle vicinanze. La Blixen risulta una donna libera, sicura, indipendente; un’immagine molto positiva, e uno dei primi esempi di emancipazione femmine, pensando al periodo storico a cui la stessa fa riferimento.

Cosa ne pernso de La mia Africa?

Il libro è molto suggestivo e fa fare un viaggio nel cuore dell’Africa. L’idea è molto bella ma non ho apprezzato lo sviluppo, nonché la scrittura. Ho trovato infatti La mia africa un libro molto lento, e per me noioso perché fin tropo ricco di descrizioni dettagliate e minuziose, cosa che non amo nei romanzi. Peccato, il potenziale era molto alto, ma non sono riuscita davvero ad apprezzarlo, e mi dispiace.

La mia Africa è un libro che fa fare un viaggio ai suoi lettori nell’africa nera, ci fa sbirciare in un mondo tanto lontano e diverso rispetto a quello al quale siamo abituati, racontandoi ausanze, tradizioni, avventure vissute laggiù, nel continente nero. Consigliato agli amanti dei libri descrittivi, che suggeriscono suggestioni e dipingono le parole come se fossere immagini reali e vivide ai nostri occhi.

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Giorgia

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