On Writing

Sulla scrittura: Recensione di On writing di Stephen King

On Writing - Autobiografia di un mestiere Book Cover On Writing - Autobiografia di un mestiere
Stephen King
Autobiografia
Sperling & Kupfer
21/09/2004
Cartaceo
312

Più che un manuale tecnico per aspiranti scrittori, questo libro è un'autobiografia del mestiere, in cui la storia personale e professionale di King si fondono totalmente. Il capitolo d'apertura, "Curriculum vitae" ripercorre gli anni della formazione attraverso i momenti di crescita fino al grande successo di "Carrie". "La cassetta degli attrezzi" è invece una disincantata elencazione dei ferri del mestiere. "Sullo scrivere" illustra le fasi del racconto creativo fino all'approdo editoriale; infine "Sul vivere" racconta come l'autore abbia visto la morte da vicino dopo lo spaventoso incidente in cui è stato coinvolto e come, grazie alla scrittura, sia tornato alla vita.

Non sono avvezza a leggere biografie, ma ogni tanto lo faccio, e ne leggo una.
L’ultima che ho letto è anche un libro sulla scrittura, la sezione di Book-tique che parla proprio di scrittura e mondo dell’editoria, nonché il volume che ha ispirato il titolo della rubrica: sto parlando di On writing di Stephen King.

Di cosa parla On writing?

Ci trovavamo davanti a un libro particolare diviso in due sezioni principali: la prima tratta la vita dell’autore e la seconda è lo stesso King che in base alla sua esperienza di venditore di best seller da consigli sulla scrittura.

La parte autobiografica è interessante perché trattata in maniera non convenzionale; King comincia a raccontare la sua vita non in ordine cronologico, ma tramite aneddoti che raccontano come sia nata in lui la passione per la scrittura, per l’horror e le altre grandi tematiche che lo hanno sempre caratterizzato, per poi arrivare a parlare della sua vita da scrittore, dei suoi romanzi, dei suoi successi, dell’incidente c’è lo ha ridotto vicinissimo  alla morte, della sua assuefazione droghe e alcol.

Ci troviamo di fronte a un libro che parla di scrittura dal punto di vista personalissimo di uno dei più famosi autori che il secolo scorso ci ha regalato e lo fa in maniera inconsueta ma soprattutto credo molto efficace.

L’efficacia delle parole di King secondo me stanno prima di tutto nella sua autorevolezza: diciamolo chiaro e tondo, piaccia o non piaccia quest’uomo ha venduto e vende a oggi centinaia di migliaia di libri, sforna best seller ed è uno dei pochi scrittori moderni che può vantare di mantenersi grazie a questo mestiere. Dopo questa premessa mi sembra giusto dire che gusti personali a parte credo che se una personalità del genere sia consigli su come scrivere, una persona che si approccia al mestiere non possa fare altro che prendere questi suggerimenti e farne tesoro, poiché potrebbero solo aiutare la sua possibile carriera. Agli aspiranti scrittori do perciò un consiglio disinteressato: mettete da parte un po’ il vostro gusto in fatto di libri e ascoltate i consigli di quest’uomo. 

L’esperienza e la passione che King trasmette grazie a questo libro sul suo mestiere gli hanno fatto dare molti consigli preziosi, non superficiali e argomentati molto bene. In più, l’umiltà che usa parlando di se stesso e della sua persona mi hanno fatto avere un’impressione più che ottima su questo autore, decisamente diversa rispetto alle mie aspettative iniziali.

Parlando di pratico, King da una serie di consigli molto utili a chi si avvicina alla carriera da scrittore, non solo teorici ma facili da mettere in pratica: dagli strumenti che servono a ognuno per scrivere, dall’uso degli avverbi come il male supremo, alla trama, ai messaggi.

Ci troviamo di fronte dunque a un libro che parla di scrittura a 360 gradi, con alcune citazioni a grandi libri ma anche esercizi pratici da inviare direttamente all’autore in un sito apposta creato.

La mia opinione, come avete potuto intuire, è entusiasta in merito a questo volume. Forse perché non mi aspettavo, in primo luogo, di trovarmi di fronte a un uomo così interessante. Ho apprezzato molto King come persona prima di apprezzarlo come autore perché, lo ammetto pubblicamente qui, non avevo mai letto niente di suo prima di questo momento.

On Writing, nonostante per la sua metà sia un corso di scrittura, o un manuale, non annoia, anzi stimola il lettore con sagacia e simpatia, cosa che da uno scrittore di horror proprio non mi aspettavo.

Quindi diciamo che ho vinto completamente il pregiudizio contro questo autore e ha conquistato la mia simpatia specialmente nel capitolo in cui dice che uno scrittore deve per forza essere un lettore. Si lo so, lo ripeto spesso e rischio di essere noiosa: ma amo che promuove la lettura, specialmente verso chi vuole vivere di scrittura.

On writing quindi è un libro che consiglio a tutti, ma proprio tutti quelli che scrivono o lo vogliono fare per mestiere, perché lo ridengo una di quelle letture necessarie per tutte le persone che si vogliono approcciare al mestiere di scrivere, o a chi lo ha già fatto o chi lo farà, per prendere ispirazione almeno un po’ da uno dei più famosi scrittori dei nostri tempi.

 

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Alla prossima con una nuova recensione sulla Scrittura 😉

Giorgia

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