Recensione di Vento & flipper di Murakami Haruki

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Vento & flipper Book Cover Vento & flipper
Murakami Haruki
Narrativa
Einaudi
2016
Cartaceo, Digitale
240

Un giorno, a ventinove anni, Murakami Haruki era allo stadio a guardare una partita di baseball quando, osservando la traiettoria della palla finire nel guantone di un giocatore, ha come un'illuminazione: lui, un giorno, diventerà uno scrittore. Tornato a casa, lo racconta lui stesso nell'introduzione inedita di questo volume, sul tavolo della cucina inizia a scrivere un romanzo e poi un altro ancora, nei ritagli di tempo mentre gestisce il suo jazz bar a Tokyo (il famoso «Peter the cat»). I romanzi sono Ascolta la canzone del vento (uscito in Giappone nel 1979) e Flipper, 1973 (arrivato in libreria un anno dopo). Fino a oggi Murakami si era sempre rifiutato di farli uscire dal Giappone, tanto da costringere gli appassionati a versioni non autorizzate in inglese dalla circolazione semiclandestina. Eppure l'universo di Murakami è tutto già presente qui, concentrato in due storie delicate, misteriose, incredibilmente moderne (ai tempi, in patria, furono accolte come romanzi dirompenti, che rivoluzionavano la lingua e l'immaginario della narrativa tradizionale giapponese). Ascolta la canzone del vento è la storia di uno studente che ammazza il tempo al Jay's Bar - un locale tenuto da un cinese di mezza età - in compagnia del Sorcio, un ragazzo ricco ma profondamente solo e disilluso. I pomeriggi e le serate passano così, bevendo e fumando troppo, ascoltando jazz, confidandosi col vecchio Jay, che fa quasi da fratello maggiore per questi giovani malinconici, già delusi dalla vita. Finché un giorno, nei bagni del locale, il narratore non incontra una ragazza misteriosa. La riporta a casa, scopre che lavora nel vicino negozio di dischi, inizia a frequentarla: ma quando, senza dare spiegazioni, la ragazza cambierà lavoro e sparirà dalla sua vita, il protagonista capirà che fino ad allora era stato lui a confessarsi, a parlare delle sue ferite, di una ex che si è suicidata, senza mai penetrare il mistero di quell'affascinante fanciulla. Flipper, 1973 si svolge qualche anno dopo: il narratore è lo stesso, non è piú uno studente ma lavora in una piccola agenzia di traduzioni e convive con due gemelle arrivate nella sua vita da chissà dove. Ha perso i contatti col Sorcio, che invece passa ancora le sue serate al Jay's Bar. Insomma, tutto sembra scorrere pacificamente, almeno fino all'arrivo di un misterioso flipper e alla partenza del Sorcio...

«Un inedito distillato del maestro giapponese che vi scalderà il cuore. Questi libri vecchi e nuovi allo stesso tempo sono brevi ma non per questo esili».
«The Economist»

«La scrittura e, soprattutto, l'immaginazione di Murakami restano miracolosamente freschi dopo trentotto anni».
«London Evening Standard»

«Pubblicare questi due romanzi in un unico volume funziona perfettamente: sembrano i due lati di una stessa musicassetta. E quando un lato giunge al termine, l'altro è pronto per cominciare».
«The Huffington Post»

Il primo romanzo di Murakami prese vita dopo un’epifania a una partita di baseball, e venne scritto sul tavolo della cucina di notte, in inglese e poi tradotto in giapponese. È arrivato fino a noi poi per un colpo di fortuna: Murakami lo mandò a una rivista per un premio letterario senza tenere nemmeno una copia. Se non fosse stato selezionato come vincitore, noi non saremmo qui oggi a parlare di uno dei romanzieri giapponesi più famosi di sempre. Sembra quasi che fosse scritto nel destino, e io penso che meno male che il destino ha voluto così.

Vento & Flipper è edito Einaudi nel 2016, e nel nostro paese è il volume che colleziona i primi due romanzi d’esordio di Murakami, quelli che egli stesso definisce i romanzi della cucina.

Le storie dei due libri sono collegate e si intitolano singolarmente Ascolta la canzone del vento e Flipper. Il protagonista è sempre un giovane ragazzo senza nome, studente in una Tokyo degli anni settanta prima e giovane uomo che inizia a vivere nel mondo poi, che tra musica e libri, si perde nel suo mondo. Ha due amici Jay e il Sorcio; il primo il proprietario del bar dove si incontrano tutte le sere, il secondo un aspirante scrittore.

Già in queste prime opere, nonostante si riconosca uno scrittore agli esordi e immaturo, non si può fare a meno di notare il talento di Murakami con le parole; la scelta lessicale è semplice e fluida, ma già da subito dà un’impronta personale, molto poetica e mai banale. La penna è il punto forte di entrambi i testi secondo me: se la trama mi ha sorpreso poco invece quello che ho riconosciuto è stato proprio il valore stilistico. Murakami usa in tutte e due le storie la prima persona singolare come voce narrante, cosa che poi diventerà uno dei suoi marchi di fabbrica.

Come dicevo quindi mi sono concentrata poco sulla trama, che mi è sembrata poco incisiva e in alcuni punti abbastanza prevedibile, ma ho trovato interessante vedere dei temi che da qui in poi saranno ricorrenti nell’opera dell’autore. I romanzi hanno sicuramente un’impronta molto intima e introspettiva, con un protagonista che ricorda personaggi già incontrati in altre storie di Murakami, forse un po’ più giovane e ingenuo, ma sempre solitario, con poche prospettive per il futuro, pochi amici e legami con la famiglia radi. A Murakami piace parlare di outsider, con il tema dell’identità sempre molto forte, dove i nomi non sono così importanti.
Se posso azzardare un paragone, questi due romanzi mi sono sembrati i predecessori di uno dei testi più famosi di Murakami, Norwegian wood, con tematiche molto affini a esso come l’amore, il suicidio, la ricerca di sé, oltre che i giovani e il modo di affrontare la vita.

Le mie opinioni su questi due libri sono positive, ma li ho letti senza aspettarmi molto proprio perché cosciente che fossero prime opere; mi aspettavo in fondo qualcosa di più giovane e meno murakamiano nel senso stretto del termine. Nello specifico Ascolta la canzone del vento è un libro in cui un ragazzo racconta la vita in un lungo flusso dì coscienza: un libro acerbo di sicuro, più di Flipper, ma che come vi dicevo anticipa tematiche importanti per Murakami: la letteratura, la musica e i suoi personaggi ai margini, con un rapporto complesso con l’altro sesso e il proprio modo chiudersi nel proprio mondo.
Penso però che nel complesso, nonostante la trama non così consistente, per essere il primo libro in assoluto di Murakami è davvero molto profondo, a tratti filosofico, introspettivo. Capisco perché ha vinto subito un premio letterario e ha permesso a Murakami di arrivare fino a noi lettori oltreoceano.

Per quanto riguarda Flipper invece forse mi è piaciuto meno del precedente. Come racconto inizia a raccogliere elementi più estranianti e surreali, inserendo il mistero della incomprensione che sarà tipico in Murakami, rimanendo anche qui sempre forte più per lo stile che per la storia di per sé.

Dunque Vento & Flipper è l’esordio di Murakami nel mondo, un libro che racchiude due testi non perfetti secondo i miei gusti, ma di certo godibili. Possono essere di certo un ottimo primo approccio alla letteratura contemporanea giapponese, e soprattutto a Murakami.

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Se volete leggere altri consigli di lettura invece vi invito nella sezione del blog Le recensioni di Book-tique.

Alla prossima con una nuova recensione!

Giorgia

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