Il trono di spade

Il trono di spade: la recensione del primo capitolo della saga delle cronache del Ghiaccio e del fuoco

Il trono di spade Book Cover Il trono di spade
Le cronache del Ghiaccio e Del Fuoco
George R.R, Martin
Fantasy
Mondadori
Aprile 2019 (prima ed. italiana Urania 2007)
Ebook - Copertina Flessibile - Copertina rigida
694

In una terra fuori dal mondo, dove le estati e gli inverni possono durare intere generazioni, sta per esplodere un immane conflitto. Sul Trono di Spade, nel Sud caldo e opulento, siede Robert Baratheon. L'ha conquistato dopo una guerra sanguinosa, togliendolo all'ultimo, folle re della dinastia Targaryen, i signori dei draghi. Ma il suo potere è ora minacciato: all'estremo Nord la Barriera - una muraglia eretta per difendere il regno da animali primordiali e, soprattutto, dagli Estranei - sembra vacillare. Si dice che gli Estranei siano scomparsi da secoli. Ma se è vero, chi sono quegli esseri con gli occhi così innaturalmente azzurri e gelidi, nascosti tra le ombre delle foreste, che rubano la vita o il sonno a chi ha la mala di incontrarli?

Dopo anni e anni che rimando questa cosa, è dovuta finire la serie per farmi iniziare finalmente questo ciclo di romanzi: sto parlando dei lavori di George R.R. Martin che hanno dato vita al celeberrimo Game of thrones, serie TV seguitissima in tutto il globo che si vanta di aver reso il fantasy un genere popolare. La saga letteraria di chiama Le cronache del ghiaccio e del fuoco e il primo romanzo è intitolato proprio A game of thrones, in italiano tradotto come Il trono di spade.

Ma di cosa parla Il trono di spade?

Un luogo lontano nel tempo e nello spazio chiamato Westeros sarà lo scenario per l’ inizio di questa epica saga.

Re Robert Baratheon, dopo l’improvvisa dipartita del suo primo cavaliere, si reca a Grande inverno a trovare il suo vecchio amico Ned Stark, uomo orgoglioso e integerrimo, per chiedergli di seguirlo a sud e aiutarlo a comandare. Un evento che da inizio a una serie di macchinazioni e sotterfugi che metteranno in moto la grande storia delle Cronache del ghiaccio e del fuoco.

Ned andrà a sud con le sue due figlie femmine, Sansa e Arya, una promessa sposa del re e perfetta piccola lady, l’altra ribelle e combattiva che di fare la lady non ha intenzione. Il lord protettore del nord lascia i figli maschi, Robb Bran e Rickon nel suo grande e freddo castello, il primo perché l’erede, il secondo perché paralizzato dal bacino in giù a causa di una misteriosa caduta dalle mura, e il terzo perché ancora un bambino. I figli maschi rimarranno nel loro regno con la devota moglie Catelyn, mentre il suo figlio bastardo Jon Snow va alla barriera per arruolarsi bella confraternita dei guardiani della notte.

Parallelamente nel continente orientale, Essos, Daenerys Targaryen, principessa decaduta in esilio a causa del regno di Re Robert il quale ha spodestato suo padre, viene data a sposa a un barbaro Dothraki che ha promesso al fratello Viserys di fargli riavere il trono che gli è stato sottratto.

Questo è l’inizio di una delle epopee fantasy più famose al mondo, che si svilupperà con colpi di scena che lasciano il lettore senza parole, tra incesti, tradimenti, bugie e inganni, decapitazioni, metalupi e draghi.

La struttura del primo romanzo de Le cronache del ghiaccio e del fuoco è sicuramente singolare: non abbiamo una sola prospettiva per la narrazione, bensì conosciamo la storia poiché un narratore esterno la racconta dal punto di vista dei propri personaggi. Ci troviamo di fronte dunque davanti a un racconto corale, con molti protagonisti di cui nessuno, per il momento, ne sembra il principale, dove ogni capitolo narra un pezzo della storia vista dallo sguardo di uno dei suoi tanti attori, in cui la caratterizzazione è di certo il punto forte.

Ogni pedina di questa storia viene descritta minuziosamente nelle sue sfumature e pensieri, dove ogni dettaglio non viene tralasciato dall’aspetto fisico al modo di ragionare, dando una forte profondità a ognuno di loro.

Anche le descrizioni giocano una parte fondamentale di questo libro, dato soprattutto essendo la caratteristica forte del genere a cui appartiene. Martin si inventa, infatti, un mondo nuovo pieno di tradizioni e storia, con luoghi fantastici e le sue gerarchie, popolato da creature mistiche, mitologiche e magiche. Ci descrive castelli, paesaggi, abiti e usi in maniera molto fluida e capace di destare l’interesse del lettore, senza risultare pesante o noioso, anzi risultando decisamente efficace nella rappresentazione mentale che ne deriva nello spettatore.

La potenza narrativa di questo primo romanzo sta nell’effetto sorpresa perché nulla va dato per scontato in questa storia, ma anche nel delineare in maniera sottilissima la linea tra bene e male. Per quanto riguarda la prima le scelte dell’autore sono molto forti e non sono di sicuro prevedibili per una persona che non conosce la storia.

Il secondo punto invece merita una spiegazione più approfondita: se nel fantasy classico si ha una netta distinzione tra eroi e antagonisti dove i primi battono i secondi e il bene vince, non è così per Il trono di spade. Non ci troviamo infatti davanti al classico libro in cui il bene vince sul male, ma anzi, il mondo di George R.R, Martin è un bel po’ crudo, e dimostra una delle realtà più tristi della vita: non sempre il bene trionfa e rimangono tutti felici e contenti. Collegato a questo discorso è quello sulla linea sottile tra bene e male di cui vi accennavo prima: i protagonisti di questo racconto sono umani e poco stereotipati, dunque sia buoni che cattivi fanno scelte giuste e scelte sbagliate, pensieri giusti e pensieri sbagliati, azioni giuste e azioni sbagliate. E questo rende davvero vivo questo romanzo, perché i protagonisti nonostante impugnino spade e cavalchino cavalli sono umani, vivi, realistici, e nonostante le classificazioni classiche tra eroi e antagonisti, nessuno è solo bianco o nero, ma ha molte sfumature; in più si comportano e fanno scelte come le potremmo fare noi comuni mortali più di quel che si possa immaginare.

Cosa ne penso io del primo capitolo de Le cronache del ghiaccio e del fuoco?

Dire che il libro mi sia piaciuto moltissimo, da fan esaltata della serie, è un eufemismo, tanto che sono arrivata a chiedermi come mai ci abbia messo tanto per iniziarlo.

Nonostante conoscessi già la storia, la lettura è stata una sorpresa straordinaria, forte della scrittura di Martin che mi ha stupito tanto in positivo. Ovviamente l’approfondimento letterario è sempre diverso da quello televisivo, e dunque mi sono divertita a leggere le diverse sfumature e i vari approfondimenti che non conoscevo; ma ho apprezzato anche quei piccoli indizi che sono già qui disseminati nel testo e che anticipano storie che leggeremo tra tante tante pagine, apprezzando la costruzione minuziosa della storia fatta da questo geniale scrittore. Straordinario, devo proprio dirlo!

Per concludere, Il trono di spade è il primo romanzo di una saga diventata uno dei pilastri del del fantasy moderni, il primo mattoncino che da inizio a una storia che è stata consacrata come leggendaria grazie alla penna straordinaria di George R.R.Martin.

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Alla prossima settimana per una nuova recensione, ma se non resistite, trovate tantissimi altri consigli di lettura qui → Le recensioni di Book-tique

Giorgia

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