Lo studio della morte

Recensione de Lo studio della morte di Riccardo Murari

Lo studio della Morte Book Cover Lo studio della Morte
Riccardo Murari
Horror
Book a book
16 luglio 2019
Formato Kindle - Copertina Flessibile
138

Una gara fino alla grande villa disabitata in fondo alla valle: vince chi arriva quinto e perde chi arriva terzo. Sembra un gioco come tanti, in un giorno d'estate come tanti. Ma la villa ha in serbo delle sorprese per i suoi otto ospiti: circondata da un giardino ricco di piante e fiori sconosciuti, all'apparenza tropicali, accoglie i ragazzi in un ampio salone con nove orologi a pendolo, uno più inquietante dell'altro. Il gioco finisce presto: un misterioso biglietto firmato da un certo Keyes e l'improvvisa apparizione di otto lapidi nel cortile della villa daranno il via a una caccia al tesoro drammatica, il cui scopo è sopravvivere...

Oggi vi parlo con molta gioia di un romanzo, il primo, di uno scrittore con cui ho un’amicizia virtuale, che mi ha chiesto qualche tempo fa un semplice parere sul suo lavoro e, devo dirvelo subito, mi ha conquistato, con un po’ di mio stupore, con il suo libro d’esordio.
Il romanzo emergente di cui vi parlo oggi è Lo studio della morte di Riccardo Murari, edito da Book a Book.

A proposito dell’autore, Riccardo Murari è laureato in medicina e fa il dottore in quel di Roma nel ramo della medicina legale e delle medicine complementari.

Lo studio della morte come vi anticipavo è il romanzo d’esordio di Murari, pubblicato con la casa editrice Book a book, editore che si avvale del crowfounding per pubblicare i manoscritti che seleziona.

Ma entriamo nel vivo del libro: di cosa parla Lo studio della morte?

Ci troviamo in un paesino non ben identificato, e i protagonisti di questa storia sono un gruppo di adolescenti che si divertono ancora a giocare sul fiume e tra le case abbandonate, non volendo in fondo diventare ancora adulti.

Orso, il protagonista e il suo gruppo, un giorno si addentrano in una casa abbandonata, ma le loro marachelle si trasformeranno in un gioco più grande di loro, dando inizio una perversa caccia al tesoro che li porterà a lottare tra la vita e la morte, ma anche a crescere e a diventare finalmente “grandi” in qualche modo.

Lo studio della morte rientra nella categoria dell’horror, e devo dire che, da non amante del genere, sono rimasta con mia grande sorpresa molto colpita dal romanzo e da come si sviluppa, soprattutto per la profondità data alla storia. Come punto di riferimento nel racconto della la macabra vicenda vediamo il giovane protagonista nei suoi pensieri e riflessioni, molto mature per l’età del ragazzino, ma che danno uno spessore speciale alla narrazione, dando profondità a quell’aspetto introspettivo e psicologico che molte volte non viene amplificato nei libri simili a questo.

Pare infatti Grazie a questa inflessione intimistica che prenda quasi la piega di un romanzo di formazione a tratti. Perché infondo tra queste pagine non leggiamo solo di mostri e di terrori, ma anche della difficoltà dell’adolescenza, del bullismo, delle difficoltà a scuola e di come sia complicato essere un outsider quando si è così giovani; di come sia difficile crescere e prendere coscienza di sé, dei primi sentimenti forti, dei primi amori, delle prime volte, dell’amicizia che a quell’età è la cosa più bella e importante del mondo, di come un ragazzino vive il lutto e il dolore.

Lo studio della morte è quindi un romanzo che diventa un calderone di emozioni, mischiando paure molto diverse tra loro, e che ci ricorda quanto sia difficile vivere un’età così complicata come l’adolescenza.

Per quanto riguarda lo sviluppo della narrazione, la trama horror ha di certo molto senso. Prima di approfondirne lo sviluppo, devo dire che ho trovato nel romanzo di Murari grandi somiglianze con alcuni classici della letteratura gialla ed horror. Nelle prime pagine come non pensare a delle similitudini con il famosissimo IT del maestro Stephen King; ma anche, verso la fine della storia, non è difficile intravedere una somiglianza con il classicissimo Dieci piccoli indiani, uno dei romanzi simbolo del genere giallo che ha ispirato moltissimi scrittori, contemporanei e non, e secondo me influenzato in qualche modo pure Riccardo Murari.

Ritornando a parlare della storia, posso dirvi che essa risulta ben architettata, e studiata. Abbiamo un mistero da risolvere dopo l’inizio di strani e sconvolgenti avvenimenti, delle morti improvvise, una casa che rivela presenze diaboliche.

Il finale è di certo inaspettato, forte di una serie di depistaggi fatti nel testo, e infatti mi ha colto totalmente di sorpresa. Devo dire, senza anticiparvi niente, che non avrei potuto leggere finale migliore di questo testo, che a mio parere risulta perfetto per la storia che viene narrata all’interno di esso e la che mi ha fatto apprezzare ancora di più Lo studio della morte.

Lo stile di Murari è semplice e diretto, adeguato alla storia che sta raccontando, alla sua ambientazione e ai personaggi che ha immaginato, che da freschezza alla narrazione e non annoia rimanendo sempre fluido e scorrevole. Nelle parti più introspettive troviamo qualche cambio di registro che rende la profondità del suo protagonista e la sua crescita interiore più calcata, dunque anche questi cambi li ho trovati adeguati. Direi che per essere il primo lavoro dell’autore, credo che sia un ottimo punto di partenza!

Per concludere, Lo studio della morte è un romanzo breve e intenso, che immerge in una vicenda con protagonista un gruppo di ragazzi che giocano in case abbandonate degne di qualsiasi film horror, ma allo stesso tempi riesce a dare uno spessore e un valore introspettivo alla sua storia non indifferente. Un libro che consiglio agli amanti del genere di certo, ma anche a chi come me non ne è appassionato perché vi troverete davanti a una lettura che difficilmente vorrete abbandonare.

Ringrazio sia l’autore che la casa editrice Book a book per avermi spedito la copia digitale del romanzo.

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Alla prossima recensione!

Giorgia

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