Questa notte mi ha aperto gli occhi

Recensione di Questa notte mi ha aperto gli occhi di Jonathan Coe

Questa notte mi ha aperto gli occhi
Jonathan Coe
Narrativa
Feltrinelli Editore
1 febbraio 2010
Copertina Flessibile - Universale Economica
206

William è un ventenne frustrato: fa il commesso in un negozio di dischi (non è il massimo avendo in testa di fare il musicista), trova che Londra sia una città detestabile e Madeline, la sua ragazza, adora i musical e un bacio sulla guancia le sembra il limite estremo della passione. Cosa c’è che non va? C’è che William fatica a capire come gira il mondo, non ce la fa. Suona con gli Alaska Factory che gli deturpano la musica che scrive, si lascia ignorare dai camerieri ed entra in scena quando sarebbe meglio sparire. Come la sera in cui si trova davanti a un cadavere – quello del leader degli Unfortunates (un nome, un destino) – e diventa suo malgrado testimone del delitto. La caccia agli assassini lo porterà a una sorprendente scoperta, ma gli consentirà anche di ripensare alle scelte di vita compiute e di aprire finalmente gli occhi. Veloce, scanzonato e irresistibilmente british, il romanzo è preceduto da una breve introduzione nella quale Coe confessa tutto il suo amore per la musica, ed è seguito da un racconto inedito dove troviamo il protagonista del romanzo cinque anni dopo.

Ogni mese, da un po’ di tempo a questa parte, vi parlo di uno dei miei autori preferiti, che pian piano ha scalato la classifica degli scrittori del mio cuore per conquistare uno dei posti principali: si sto parlando proprio di Jonathan Coe di cui sto leggendo l’intera bibliografia con una decina di persone in un gruppo di lettura a lui dedicato.
Dopo aver letto i romanzi principali, abbiamo preso i suoi scritti in ordine cronologico e negli ultimi mesi li stiamo leggendo tutti. E così siamo arrivati alla terza pubblicazione di Coe, dal titolo Questa notte mi ha aperto gli occhi, che ha come tema principale la musica.

Di cosa parla Questa notte mi ha aperto gli occhi?

Siamo in una Londra degli anni ’80 e William è un musicista; o meglio, è un commesso di un negozio di dischi che aspira a fare il musicista di professione. Vive in una casa popolare con la coinquilina Tina, con il quale comunica solo tramite bigliettini dato che lavora di notte, ha una band sconclusionata con il quale prova nello studio di registrazione di Vincent, ha una ragazza molto strana di nome Madleine di cui è innamorato pazzo ma che non sembra proprio ricambiare il sentimento. La vita di William cambierò una notte, quando, accompagnato dal suo agente a conoscere una nuova band di cui potrebbe far parte, assisterà all’omicidio, per mano di due nani, di uno dei membri del gruppo musicale.

Tra musica e problemi esistenziali assisteremo alla storia di come William sia andato incontro alla notte che ha cambiato la sua vita, che gli aprirà gli occhi definitivamente.

La recensione di Questa notte mi ha aperto gli occhi

Il libro segue una struttura particolare: inizia in maniera cronologica, per poi tornare indietro e ripercorrere gli eventi precedenti, a mo’ di flashback, che hanno portato il protagonista ad arrivare a quella fatidica notte, per terminare col raccontare gli strani avvenimenti che hanno coronato quella sera che in qualche modo gli ha cambiato la vita.

Una struttura che funziona e che crea curiosità nel lettore di capire cosa sia realmente accaduto, forte della scrittura di Coe che trovo sempre impeccabile; nota dolente è il finale che non rispecchia le aspettative iniziali, ne tanto meno rende giustizia a uno scrittore che ha creato storie ben più interessanti e coerenti.

Infatti il libro fino a quasi alla fine sembra avere una trama coerente, che sviluppa bene il protagonista e i suoi personaggi secondari, nascondendo apparentemente un mistero che pare concatenare tutti gli eventi prima narrati. In un certo senso è vero, ma (no spoiler veri e propri) il finale non è all’altezza dello svolgimento, anzi, sembra piuttosto strano e grottesco in confronto alla piega a cui era stata data la storia.

Un finale che dunque io reputo senza molto senso, che vorrebbe chiudere il cerchio dando un significato anche al titolo del volume(quello tradotto in italiano): ma in effetti un messaggio c’è anche se è sicuramente ben nascosto dentro un finale che, più che sconvolgente, pare piuttosto forzato, che da spiegazioni e vita a personaggi assolutamente nuovi, collegando tutto ma in un modo che non sembra equilibrato per come la storia si stava proseguendo.

Nonostante i buchi di trama, la storia ha dei temi principali che ci vengono raccontati: principalmente la musica e la carriera musicale e le relazioni amorose, ma anche umane in generale.

Partirei con analizzare il secondo tema: come molti protagonisti di Coe questo è un uomo fallito, che nella vita persegue il suo scopo, ma in fin dei conti non ha raggiunto nulla: non ha soldi, ne una casa, ne una relazione decente. Pochissimi amici, qualche conoscente, e una fidanzata con cui la relazione sembra trascinarsi senza un ben preciso fine.
Le relazioni in questo libro creano un filo conduttore per tutto il romanzo, relazioni sbagliate fatte di non detto, di malintesi, di litigi, di problematiche. Le relazioni sono viste come qualcosa di difficile da portare avanti, qualcosa di malato, che porta dolore, separazione, e nel caso più estremo violenza.

Probabilmente è qui che sta il vero senso del libro, il senso di Questa notte mi ha aperto gli occhi, ovvero quella notte in cui William decise di dare una svolta alla propria esistenza, e non arenarsi nella relazione strana con una ragazza da sogno, e abbandonare i legami malati per dare alla sua vita una piega diversa.

Come sopra detto, il secondo tema, ma anche il cuore pulsate del libro è la musica: il romanzo si apre infatti con una nota dell’autore che svela che la musica è sempre stata la sua vera e propria passione, quella più forte della scrittura, che avrebbe voluto fare come mestiere. E da qui sviluppa la storia del suo protagonista come musicista che fa fatica a vivere di musica, parlando anche con linguaggi tecnici non sempre facili da capire per un lettore profano dell’arte musicale, aprendo ogni capitolo con citazioni del cantante inglese Morissey, testi scritto quando era parte degli Smith.

Il volume si conclude poi con un racconto in appendice, che vede come protagonista un William più adulto sposato e critico musicale, e che racconta di esperienze extraconiugali. Un racconto di per sé molto valido, a parer mio, se decontestualizzato dal romanzo e dalla storia principale. Perde un po’ la sua potenza narrativa associandolo a quanto letto prima perché non sembra la conclusione di questa storia, ma un’aggiunta, un flashforward della vita del protagonista che non è ne un lieto fine ne un cattivo finale, ma semplicemente un aneddoto secondo me.

La mia opinione sul libro

Devo essere onesta con voi, questo è il libro di Coe che fino a oggi mi è piaciuto meno.

Un romanzo che sembra avere un senso fino al finale che rovina secondo me un buon libro, con la sua svolta splatter, chissà perché poi.
Nella recensione cerco di spiegarvi cosa possa significare il romanzo, ma ho dovuto pensarci molto: finito il libro la sensazione era quella di confusione, e per qualche giorno ho pensato «ma cosa ho appena letto?». La svolta da film di azione non mi è piaciuta quindi, rovinando un libro che aveva molto potenziale.

Il libro non è stato un fiasco totale solo per la scrittura di Coe, per il suo stile che amo e per il modo che ha di incollarmi alle sue pagine; ma se non fosse stato scritto così, probabilmente non mi sarebbe piaciuto affatto, peccato.

In conclusione Questa notte mi ha aperto gli occhi è un romanzo che parla di musica e di scelte di vita. Un breve volume che ci fa immergere in una Londra underground, in cui, se ti trovi nel posto sbagliato al momento sbagliato, può accadere di tutto; ma quel tutto in qualche modo può aprirti gli occhi.

Se vi va di leggere, nonostante la recensione, il libro, lo trovate qui

Se invece vi va di leggere altri consigli di lettura, venite a trovarmi qui

Baci & abbracci

Giorgia

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