Harry Potter e la maledizione dell'erede.

Rileggere Harry Potter e la maledizione dell’erede in inglese

Harry Potter and the cursed child Book Cover Harry Potter and the cursed child
J.K. Rowling
Fantasy - Screenplay teatrale
Pottermore Publishing
24 settembre 2016
Ebook
368

È sempre stato difficile essere Harry Potter e non è molto più facile ora che è un impiegato del Ministero della Magia oberato di lavoro, marito e padre di tre figli in età scolare. Mentre Harry Potter fa i conti con un passato che si rifiuta di rimanere tale, il secondogenito Albus deve lottare con il peso dell'eredità famigliare che non ha mai voluto. Il passato e il presente si fondono minacciosamente e padre e figlio apprendono una scomoda verità: talvolta l'oscurità proviene da luoghi inaspettati. Basato su una storia originale di J.K. Rowling, John Tiffany e Jack Thorne. Un nuovo spettacolo diviso in parti uno e due. Il volume conterrà in un'unica edizione entrambe le parti.

Nonostante la saga principale sia terminata, io e il mio senso di affezione per il mondo magico della Rowling non ci siamo arresi e continuiamo a leggere anche quello che è venuto dopo Harry Potter, rigorosamente in inglese.
Questo mese è toccato ad un volume che non è propriamente un romanzo, ma una sceneggiatura teatrale, pubblicato molti anni dopo la fine della saga nonostante l’autrice abbia detto più volte che la sua storia era chiusa e terminata per sempre, e che ha causato non poche polemiche tra il fandom Potteriano, che sembra non abbia apprezzato molto l’uscita di questo libro come sequel della famosissima saga magica: sto parlando di Harry Potter e la maledizione dell’erede.

Io lo avevo già letto qualche anno fa, poco dopo la sua uscita, e ne avevo fatto una recensione per Art Special Day, magazine culturale online con il quale all’epoca collaboravo (potete trovare la recensioe del tempo qui –> Art special day).

Di cosa parla Harry potter e la maledizione dell’erede?

L’opera teatrale inzia proprio la dove finisce il settimo libro della saga: siamo a King’s Cross, Harry e Ginny stanno accompagnado i figli a prendere l’Hogwarts Express. Il protagonista di questa storia è il secondo genito dei Potter, Albus Severus, che ha paura di finire in Serpeverde.

Le paure del ragazzo verranno confermate, e finirà nella casa appartenuta a tutti i maghi oscuri, e farà amicizia con Scorpius Malfoy, figlio dell’acerrimo nemico del padre. Il peso della fama di Harry grava sulle spalle del figlio, che sembra deludere le aspettative che gravano su di lui, diventando uno dei bersagli principali di tutti i compagni di scuola.
Il risentimento e l’isolamento aumenteranno in albus per anni e anni, sfogandoli contro quel padre di cui la fama sembra aver rovinato la vita a un adolescente che vuole essere solo un ragazzo accettato. E così, dopo anni e dissapori con il padre, Albus origlierà una conversazione tra Harry e il vecchio Amos Diggory, che chiederà di usare un giratempo che sembra essere in possesso del ministero per aiutarlo a riportare in vita l’amato figlio perso tanto tempo prima durante il torneo Tremaghi.

Albus, influenzato dalla nipote di Diggory, Delphi, deciderà di rimediare agli errori del padre, rubare il giratempo e salvare la vita a Cedric.

E così inizia la missione di Albus e Scoprion, in viaggio nel tempo in luoghi e storie che abbiamo già visto e vissuto, creando un caos temporale e adempiendo a una profezia che vede rinascere l’impero del mago oscuro più temuto si tutti i tempi.

La mia recensione su Harry Potter e la maledizione dell’erede

Parto dal presupposto che tra le pagine di questo libro non troverete un romanzo, ma bensì uno screenplay teatrale, e come tale va preso.

Il rimando è ai luoghi e a quell’universo che JK Rowling ha creato, ma senza tutte quelle dettagliate descrizioni a cui siamo stati abituati durante i romanzi precedenti. Essendo un genere diverso, scritto peraltro a tre mani (lo spettacolo teatrale è frutto della collaborazione di J.K. Rowling e John Tiffany e Jack Thorne) non si può minimamente paragonare alla produzione precedente dell’autrice più ricca d’Inghilterra.

L’opera è composta principalmente dunque da dialoghi e dettagli che preparano la scena, per questo motivo la caratterizzazione di questi nuovi personaggi può risultare un po’ monca rispetto al lavoro colossale che sta dietro al resto della saga; come anticipato prima mancano anche molte descrizioni, ma essendo uno scritto che ha un fine diverso, ovvero una rappresentazione teatrale, si comprende lo scopo di lasciare agli occhi e agli effetti scenici il compito di compensare alle mancanze date da questo copione.

Analizzando la trama ci troviamo davanti i vecchi personaggi a cui ci eravamo affezionati, cresciuti e forse cambiati da una vita senza più avventure.
Il tema centrale dell’opera è il rapporto conflittuale tra padre e figlio, con un messaggio di fondo molto dolce, e perché no realistico: puoi affrontare le peggiori cose nella vita, essere l’eroe del mondo intero, avere sacrificato la tua vita quasi per tutta l’umanità ma essere genitori è un compito molto difficile. Ci viene mostrato infatti un Harry che, non avendo avuto dei veri e propri modelli genitoriali, fa fatica a rapportarsi con quel figlio che è così distante da lui; un figlio che come ogni adolescente cerca il suo spazio nel mondo, attraversando il periodo più difficile nella vita di ognuno dovendo vivere del riflesso della fama di un padre che l’universo intero adula e osanna come eroe.
E il sentirsi diverso, e il volere una vota normale, qualcosa che si addice di più ad un ragazzino comune e perché no un po’ “sfigato”.

Quindi se da un lato abbiamo un Harry Potter che per la prima volta da quando lo vediamo è una persona completamente umana che sbaglia, cercando di essere un buon genitore ma riuscendoci a fatica, dall’altro abbiamo i drammi di un’adolescente come tanti che vive la sua vita, la scuola, i suoi coetanei come le peggiori cose del mondo.
Dai, quanti di noi erano come Albus da ragazzi? Lo siamo stati un po’ tutti e ce ne siamo dimenticati; come Harry stesso sembra dimenticare di dire al figlio che si Hogwarts sì è stata la sua prima e vera casa, ma non sempre l’ha vissuta con l’entusiasmo dell’eroe acclamato da tutti; anzi, il più delle volte Harry era più simile ad Albus di quanto non ammetta.

Il secondo filone principale poi della trama è il viaggio nel tempo, ciò che risponde alla domanda “cosa succederebbe se potessi cambiare le cose?”.
La risposta, come è ovvio che sia per i fini della trama, non è positiva, senza dimenticare la celebre battuta di Hermione nel Prigioniero di Azkaban che ci ricorda che “cose terribili accadono ai maghi che si intromettono nel tempo”.
Una metafora che vuole farci capire, sotto le righe, che i rimorsi non servono a nulla, certe cose accadono perché dovevano accadere. Un concetto fatalistico in cui il mondo sembra solo una concatenazione di eventi di cui il destino è già scritto, e se cambiati anche in un solo piccolo dettaglio possono cambiare il corso della storia. Interessante versione del viaggio nel tempo, degna di qualsiasi classico della fantascienza.

Cosa ne penso io su La maledizione dell’erede.

La prima lettura, devo essere onesta, mi aveva lasciata un po’ con l’amaro in bocca, perché da fan scatenata avevo aspettative altissime su questo nuovo capitolo della mia saga del cuore.

Devo dire che la seconda lettura di Harry Potter e la maledizione dell’erede mi ha convinta di più. Saranno state le aspettative ridotte, sarà stato che già conoscevo la storia, ma ho goduto molto di più della lettura questa volta. La storia mi è sembrata carina, coerente a quanto si legge nei primi libri, che ci permette di fare un piccolo viaggio ancora nel mondo che tanto abbiamo amato.

All’inizio del libro non ho amato molto Albus, perché mi è sembrato solo un adolescente viziato che si lamentava delle fortune che aveva. Cioè tu sei un mago, figlio del mago più fico di tutti i tempi, e ti lamenti pure? Ovvio che non è oro tutto ciò che luccica, ma non sono riuscita a empatizzare molto con il personaggio; probabilmente perché la mia adolescenza è lontana anni luce ormai, anche se effettivamente è un protagonista coerentemente ribelle che fa scemenze per la sua età.

Anche l’idea di Voldemort che fa u figlio può essere valida: colui-che-non-deve-essere-nominato era un mago furbo, che ha preso più di una precauzione contro la morte, come tutti sappiamo. Quale modo migliore per salvarsi dalla morte che riprodursi? Fa parte dell’istinto primordiale dell’uomo, quello di procreare per portare avanti i propri geni, quindi non mi sembra tanto assurdo che un mago così intelligente abbia pensato di portare avanti la sua dinastia, per di più perché si considerava superiore al resto del mondo. Quindi, si capisco che le critiche mosse a questa scelta abbiano senso, ma non mi sembra tanto assurdo che il personaggio di Tom Riddle abbia pensato ad avere un figlio.

Comunque, ritornando alla mia idea, la rilettura mi ha fatto totalmente rivalutare questo libretto che si legge in poche ore, e se ne avessi l’occasione andrei di certo a vedere lo spettacolo a teatro.

Curiosità su Harry Potter e la maledizione dell’erede

Come tutti i libri della saga anche intorno a Harry Pottr e la maledizione dell’erede girano qualche curiosità.

Lo sapevate che l’attrice che interpreta Hermione nello spettacolo è di colore? Mossa strana per noi che ci siamo abituati a Emma Watson come l’unica e sola Hermione, ma giustificata dalla Rowling che ha dichiarato che lei nei libri non ha mai dichiarato il colore della pelle della Granger, quindi nella sua testa l’idea era quella di donarle un differente colore della pelle. E allora ci chiediamo noi: come mai avete scelto la bellissima, bravissima, stupendissima Emma per fare il ruolo nella saga cinematografica?

La vera curiosità della storia è che la Rowling non ha scritto questa sceneggiatura, ma ha solo supervisionato il lavoro di Tiffany e Thorne.

Una parte molto divertente di questo libro, svela la paura più grande di Harry: infatti il suo molliccio al terzo anno di Hogwarts non avrebbe dovuto trasformarsi in dissennatore, ma in piccione. Ebbene si, il grand Harry Potter, colui che ha ucciso il mago oscuro più forte di tutti i tempi, ha paura dei piccioni.

Harry Potter e la maledizione dell’erede ha vinto il premio “Miglior nuova opera” agli Olivier Awards e il riconoscimento come “Migliore opera” ai Tony Awards.

Inutile dirvi che i fan non hanno apprezzato molto questo sequel, alcuni dei quali fanno addirittura finta che questo script non sia mai esistito, considerando solo i primi sette romanzi i veri e propri Harry Potter.

E con questo ho finito questo mio articolo un po’ controcorrente su Harry Potter e la maledizione dell’erede.
Ora ditemi la vostra: lo avete letto? Siete del team cancelliamolo dalla storia o non vi è dispiaciuto come a me?

Al prossimo mese con un nuovo viaggio nel mondo magico della Rowling e buona domenica!

Giorgia

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