LatinoAustraliana

Latinoaustraliana: Marco Zangari ci racconta la sua Australia

Oggi vi parlo di un libro che mi ha colpita molto, e capirete a breve il perché. Il libro si chiama Latinoaustraliana, di Marco Zangari, edito con Nativi digitali edizioni nel 2015.

Di cosa parla Latinoaustraliana?

Mattia ha una laurea e poche prospettive nel suo bel paese, e nel 2008 lascia l’Italia per andare in Australia: il romanzo è un racconto autobiografico di un viaggio che è più un’esperienza di vita, di un ragazzo dall’altra parte del mondo, che lotta tra difficoltà lavorative e precariato, birre e grandiosi paesaggi che fanno da sfondo alla grande avventura Latinoaustraliana di Mattia.

Mattia in Australia si trova infatti a non avere vita semplice e si ritroverà fare di tutto per tirare avanti, dal rappresentate al lavapiatti, dal magazziniere al raccoglitore di mango: la terra promessa non è poi cosi generosa e sfrutta i giovani come Mattia vanno lì in cerca di fortuna.

Questa è la storia di Mattia, che però diventa la storia di tanti che come lui hanno lasciato tutto per la terra promessa, il paese delle opportunità, o almeno un po’ di avventura. La storia di Mattia diventa il racconto di una generazione che non si accontenta e che lascia un paese come l’Italia che di possibilità non ne da più, da anni; Mattia tra quei cervelli in fuga che hanno preferito cercare la propria strada lontano, oltreoceano; Mattia tra noi che siamo quelli che ogni tanto la vita preferiamo bercela al bar con gli amici, che al domani ci pensiamo poi.

Latinoaustraliana è dunque un libro che diventa il simbolo di una generazione, la nostra, la mia e quella di Mattia, di avventurieri che prende il coraggio in mano e lascia la tranquillità di casa per l’ignoto: Zangari in questo romanzo, molto informale e diretto, racconta le difficoltà di un immigrato, lo scontrarsi con una lingua diversa, la differenza di trattamento, lo sfruttamento. Racconta anche la coalizione, l’unione tra simili, tra chi vive lo stesso destino così lontano da casa, cosa che in certe situazioni diventa necessaria per andare avanti e non sentirsi soli; ma questo romanzo non ci parla solo delle difficoltà ma anche d’integrazione, come l’Australia stessa insegna, di quell’unione tra le culture che si fondono e si mischiano assieme arricchendo entrambi le parti. Un libro che con il suo linguaggio semplice e senza troppi giri di parole racconta davvero com’è lasciare tutto e cercare di farsi accettare da un paese che non è il proprio, di com’è lottare per tentare di rimanere in un posto che sembra poterti risputare fuori da un momento all’altro.

Ma di Australia Zangari ci parla con entusiasmo, e amore: Oz, un luogo di sogni e di speranze che sembra quasi immaginario.
Contrapposto al dilagante entusiasmo per l’Australia, ai suoi bizzarri animali e incredibili paesaggi, il cinismo verso l’Italia, quel bel paese lasciato alle spalle, che manca ma è pieno di difetti che non si risolveranno mai. L’autore qui rende il suo alter ego letterario molto schietto al riguardo, e senza pietà verso quella patria che ha lasciato, ricorda sempre le speranze disattese e la situazione disastrosa che è quella del nostro paese.

Parlando sempre del protagonista di questa storia, ci troviamo davanti a un giovane di belle speranze e tanto entusiasmo, ma che ogni tanto disattende le aspettative che il lettore ha in lui; il Mattia di questo libro non è l’eroe che va dall’altra parte del mondo e cambia la sua vita impegnando e facendo tutto nel modo giusto come in un film americano. No, Mattia sbaglia, commette errori, ogni tanto cede ai suoi istinti, qualche volte invece beve il suo stipendio, o decide di spendere i suoi risparmi viaggiando per quel paese nuovo che lo sta ospitando. Mattia è più un antieroe, un dandy moderno che sembra ispirato al buon Hank Bukowski, che fa della sua vita ciò che vuole, cercando in qualche modo di stare sempre a galla. Onestamente non so quanto di romanzato ci sia dentro questa storia, Mattia però è vero, rappresenta un modo di vivere di una parte di una gioventù reale.

La mia opinione

Inutile dirvi che mi sono sentita molto vicina ai pensieri di questo protagonista, a molte delle sue esperienze, creando tra me e questo libro un legame magico: in alcuni punti questo libro sembrava parlare anche di me. È strano leggere delle frasi di e sentirle così tue, come le potessi aver pensate tu. Sicuramente il fatto che entrambi condividiamo questa esperienza ha aiutato molto, come ha aiutato anche il fatto che il protagonista di Latinoaustraliana è stato in molti posti in cui io sono stata, o sto per andare nel brevissimo periodo, e quindi non posso negare che il legame che si è costruito tra me e questo libro è parecchio forte. Ho apprezzato anche la scrittura frizzante di questo romanzo, e la vita che trasmette la penna del suo autore che, per essere la sua prima pubblicazione, può di certo esser considerato un gran bel punto di partenza.

Concludendo, Latinoaustraliana è un romanzo scorrevole e coinvolgente, che ti incolla alle sue pagine per far fare un viaggio al lettore nella terra dei canguri, per scoprire le avventure/disavventure di un ragazzo solo dall’altra parte del mondo.

Se vi ho incuriosito con la mia recensione, acquistate il libro qui.

Alla prossima domenica con una nuova recensione (a meno che tu non sia curioso di avere altri consigli letterari, e non voglia fare un giro nell’angolo delle mie recensioni qui)

Giorgia

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