Dalla parte di Swann

Lezioni di letteratura: Dalla parte di Swann letto da me e spiegato da Nabokov

Quarto mese del grande gruppo di lettura annuale, quarto classico che Vladimir Nabokov ci sottopone; no, non sto farneticando, ma come qualcuno di voi sa questo 2019 per me è segnato anche da un club del libro, il MegaGdl che ha come protagonista lezioni di letteratura di Vladimir Nabokov.

Io e un‘altra trentina di persone, guidati da Samantha di Leggo quando voglio, stiamo affrontando la lettura di tutti i libri citati nel saggio di Nabokov dal nome Lezioni di letteratura (che non sono altro che la raccolta, postuma, delle sue reali lezioni universitarie di quando faceva il professore di letteratura negli Stati Uniti). Nei mesi precedenti ci siamo soffermati su Lo strano caso del dottor Jeckyll e mr Hyde, Madame Bovary, Mansfield Park e questo aprile abbiamo letto Proust con il suo Dalla parte di Swann.

Ma di cosa parla Dalla parte di Swann?

Un narratore senza nome ci racconta la sua estate in campagna, a Combray, dove usava fare passeggiate dalla parte di Swann, vecchio amico di famiglia con cui gli stessi hanno deciso di rompere i legami a causa di un matrimonio sconveniente. La seconda parte del romanzo racconterà di come il signor Swann ha incontrato Odette, giovane bella e frivola che lo farà soffrire a causa della sua cattiva reputazione. Le due parti iniziali servono per introdurre e raccontare come il nostro narratore senza nome si sia innamorato della giovane Gilberte Swann, figlia di quel signore che una volta era amico della sua famiglia.

La mia recensione di Dalla parte di Swann

Ho trovato Dalla parte di Swann un romanzo che più che una storia è un insieme di descrizioni, minuziose, particolareggiate, eleganti che diventano poesia a punti, filosofia in altri, creando più che descrizioni una serie di suggestioni che si dipingono come olio su tela nella mente di noi lettori.

La struttura del romanzo è particolare: abbiamo una divisione in tre parti, in cui il nostro narratore parla di sé nella prima parte, dell’amore di Swann nella seconda per poi ritornare a parlare della sua vita nella terza.

Nel capitolo in cui parla della storia d’amore si Swann il narratore è onnisciente, conosce sentimenti, pensieri, paure e insicurezze del protagonista della storia che racconta.

Interessante qui è vedere come l’anonimo scrittore scavi nell’animo nascosto di Swann come fa con se stesso, e spontaneo mi viene da chiedermi come faccia a sapere così bene questa storia. Ma probabilmente non è una domanda lecita, la risposta si nasconde dietro lo stile e la penna introspettiva di Proust o più avanti nei successivi libri del ciclo della Ricerca del tempo perduto.

Il protagonista di questo libro è un ragazzino di cui non sappiamo il nome, un uomo maturo che si racconta da giovane pieno di tormenti, di ansie. Con uno sguardo da adulto disincantato dunque ci mostra quel bambino insicuro che necessitava il bacio della buona notte prima di andare a letto, ma anche lo stesso giovane avido di libri e letteratura; per poi diventare un folle innamorato, innamorato come lo possono essere gli adulti, di un sentimento complesso estraziante che è molto difficile da ricollegare a un bambino, benché molto maturo per la sua età.

Swann è l’altro protagonista di questa storia: è un uomo di cultura immensa, che dispensa saggezze ed eleganza nelle sue parole, che ha contatti con tutta la nobiltà parigina ma non lo ostenta, anzi a malapena lo dice a qualcuno; Swann nel primo e nell’ultimo capitolo è un passante, un personaggio che arriva e dice una frase che non può che colpire l’interlocutore. Un uomo che sembra un modello da seguire, per la gente che attira, per i discorsi che fa, ma è come se la sua condizione quasi superiore non gli permettesse di non fare errori nella sua vita: sposa una donna che lo allontana dalle amicizie ma soprattutto si innamora in gioventù di una giovane e bella approfittatrice. E così Proust ci racconta l’ossessione amorosa, la cecità che essa porta, la gelosia malsana e distruttiva, in maniera eccelsa e inglobante, che è stata una delle parti che ho amato di più nell’intero romanzo.

Solo alla fine del romanzo però si capisce che l’amore, o meglio, l’ossessione amorosa è il tema del libro intero, e non solo una parte.

Anche la memoria e il tempo giocano un ruolo centrale in questo scritto, come tematica ricorrente in tutta questa storia, che sembra un insieme di ricordi, dove passato e presente si fondono ma dove il ruolo del tempo viene scandito attraverso le parole ben ponderate di Proust.

Le due cose più curiose di Dalla parte di Swann sono che il nome del narratore non viene detto fino alla fine del romanzo e, cosa che ho amato particolarmente, che Swann quando vede una persona la descrive ispirandosi ai quadri e opere d’arte.

La mia opinione sul romanzo+qualche accenno alle opinioni del gruppo di lettura

Ho trovato Dalla parte di Swann una lettura decisamente impegnativa; non che il libro non mi sia piaciuto, anzi. L’incipit è splendido e la scrittura di Proust magistrale, solo che non è un libro che si può leggere in poche ore. Ho trovato difficili alcuni passaggi, e la mia lettura è dovuta essere per forza lenta per poter comprendere appieno il libro. E anche in questo modo ho fatto un po’ fatica a seguire il filo del discorso perché la scrittura di questo grande autore è molto dispersiva: grandi digressioni, lunghissimi periodi e punti molto scarsi. E io che ho da sempre un po’ fatica a mantenere la mia attenzione alta, ho dovuto scontrarmi con questo stile complesso che richiede molta concentrazione. In toto però ho apprezzato il romanzo, anche se in alcuni punti ho fatto fatica a capirne la storia centrale, il senso, la trama.

Nel GDL si sono formate invece due fazioni: quelli che come me erano in difficoltà estrema e chi invece, ponendo in secondo piano la narrazione e estasiato dallo stile di Proust, ha amato il libro proprio per la sua penna caratteristica.

Cosa dice Nabokov su Dalla parte di Swann in lezioni di letteratura

La lezione di questo mese è stata intensa e molto bella, specialmente perché mi ha aiutato a capire meglio il libro è alcune sue sfumature.

Il professor Nabokov parte con specificare che questa è una evocazione non una mera descrizione del passato, dunque già grazie a questa premessa mi sono avvicinata diversamente a quell’aurea poetica che emana la storia in alcuni punti.

Proseguo parlando dei chiarimenti e dei ritorni di trama che lo stesso N. mi ha chiarito, come ad esempio il protagonista e il suo amore disperato per la madre e la sua ricerca continua di attenzioni, sono un parallelo a Swann e la sua ossessione amorosa per Odette. In questo lo scrittore fa notare non solo questa breve vicinanza, ma un parallelo tra Swann e Marcel (il narratore, ebbene ci spoilera il nome del protagonista) per tutto il romanzo, come se lo stesso Swann sia uno <<specchio più raffinato del narratore>>.

In più ho trovato magistrale la spiegazione che Nabokov ci fa dello stile di Proust, in cui concorda con me che i periodi di Proust siano fin troppo lunghi, ma spiega la costruzione delle metafore e similitudini e la loro stratificazione, ci mostra come dialoghi e descrizioni si fondino assieme, cosa non consueta per la letteratura, come Proust disegni i suoi personaggi attraverso l’idea che hanno gli altri dello stesso, usando i pensieri e le parole altrui.

Devo dire che la lezione di questo mese mi è servita più che mai, e l’ho trovata una delle migliori fino a ora.

Ma per il momento è tutto, vi lascio e vi saluto preannunciandovi che questo mese con il gruppo di lettura leggeremo uno dei miei classici preferiti: La metamorfosi di Kafka.

Al prossimo mese con una nuova recensione, e una nuova lezione di letteratura.

Giorgia

Qui trovate gli articoli del MegaGdl precedenti

Lo strano caso del dr Jeckyll e Mr Hyde

Madame Bovary

Mansfield Park

E qui l’iniziativa completa da Leggo Quando Voglio!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *