Diario letterario di un’italiana in Australia capitolo 31

Diario Letterario Di Un’italiana in Australia – Capitolo 31: from Gold Coast to Sydney

Con la classica tenuta da viaggio, ovvero borsa piena di pacchetti di patatine e caramelle gommose, sono pronta più che mai a raccontarvi le mie avventure della settimana passata. Dove sono ora? Sydney, una sorta ritorno alle origini!

Siamo appena sbarcati in ostello dopo una settimana abbastanza quieta in campeggio, e oggi, non so se mi credete, non vedo l’ora di dormire in un letto vero.

Iniziamo allora in fretta e furia questo capitolo 31 del diario letterario che ho tante cose da raccontare, versione roadtrip (per chi non lo sapesse sto girando l’Australia in auto con due compagni di viaggio)

La strada di questa settimana è stata Gold Coast-Sydney, che si può di certo definire come un bel pezzettino, dai.

La considerazione che mi viene da fare, fomentata dalla mie profonde conoscenze geografiche (macché?!) è che più andiamo verso sud più fa freddo (la pioggia sembra averci abbandonato finalmente, ma in compenso si gela). Elementare Giorgia, ma tralasciate le mie genialate.

Lo scorso fine settimana si è concluso sotto la tempesta a Gold Coast, con un tentativo disperato di salvare il nostro soggiorno con una visita a un bellissimo parco nazionale (Spring Brook Notional park) ma anche quello è stato annaffiato da una buona dose di pioggia, sempre per la serie “non ci facciamo mancare proprio niente”.

Dopo l’esperimento fallimentare dunque impacchettiamo tutto e siamo pronti a ripartire il giorno seguente, con direzione la mitica Byron Bay; mitica perché ogni persona che abbiamo incrociato nel nostro viaggio fino a ora ci ha sempre detto quanto bella fosse Byron Bay.

Con aspettative altissime e un rinnovato sole andiamo in questo posto tanto osannato, e devo dire che non ci siamo pentiti: ci siamo trovati si fronte ad un’allegra cittadina piena di artisti di strada e dai toni di un mix di Flower Power e Radical chic, con delle spiagge pazzesche e dei tramonti ancora più belli. Un posto dove divertirsi dicono, in cui noi abbiamo preferito goderci il viaggio in maniera diversa, con tranquillità e un mood da relax and chill. Siamo stati lì quattro giorni, e tralasciando un giorno di completo riposo, e l’altro in gita fuori Byron, la nostra cosa preferita è stato il tramonto in spiaggia. Stupendo; non ho mai visto un tramonto che mi emozionasse così tanto, che mi coinvolgesse così nei suoi colori così belli e accesi, quasi irreali e così spettacolari. Una cosa che mi ha così colpita che difficilmente mai la scorderò.

Il penultimo giorno di Byron siamo andati a fare una gita pomeridiana a Nimbin, famoso villaggetto in mezzo boschi e campagne, celebre per essere rimasto fermo negli anni ‘60/‘70. Un‘atmosfera decisamente Hippy e colorata regna sovrana nell’unica via del pesino, corredato da adorabili Yuppie in carne e ossa che si sono rifugiati lì in un piccolo angolo di mondo fermi nel tempo (anche se loro poi sono visibilmente invecchiati), tra murales, pochi negozietti e ristoranti e no multinazionali di nessun tipo, un museo e tanto peace and love. La chiamano l’Amsterdan australiana, a cui io aggiungo come descrizione: molto colorata, particolare e caratteristica di certo. Per quanto siano rigidi gli australiani mica te lo aspetti che non facciano niente e lascino vivere serenamente questa piccola realtà “sovversiva” nel cuore del loro paese.

È sempre tempo di saluti in un viaggio come il nostro e dobbiamo lasciare la cara Byron per rotolare ancora un po’ più a sud. La prossima grande tappa è Sydney, ma essendo undici ore di strada tra un posto è l’altro abbiamo deciso di fare un pit stop a Port Mcquaire che si trova nel mezzo tra i due punti. Questa ridente cittadina è stata una tappa puramente strumentale, finalizzata al riposo: siamo finiti in un campeggio pieno di adorabili anziani australiani e i loro big caravan (che ti fanno sentire un po’ in soggezione, quei bestioni comparati alla tua dolce e minuscola tenda) e quindi ci siamo rifocillati, abbiamo visto una nuova spiaggetta e un nuovo tramonto, per poi andare a congelare nelle nostre tendine piccine picció.

Stamattina siamo ripartiti con direzione ufficiale Sydney: due piccole deviazioni ci hanno portato in due posti molto bellini: Forster con una bellissima spiaggia deserta e i suoi cavalloni e la bellissima Anna Beach, una spiaggia enorme e ventosissima con dune che quasi quasi pareva di essere davvero nel deserto.

Se devo essere sincera la mia parte preferita del viaggio fino a ora è proprio il viaggio in senso fisico del termine e questi brevi stop che svelano a noi profani queste chicche nascoste. Adoro perdermi nei paesaggi splendidi delle strade per lo più desolate australiane, nei campi verdi, nelle colline, nei fiumi e nei laghi che attraversiamo. Questa volta in un angolo nascosto ho anche avvistato due veri canguri; ho urlato proprio come una bimba: sono quelli veri, guardarle sono canguri veri!

Interrompo i racconti di viaggio per il solito stacco sulle letture del momento. Cosa ho letto da Gold Coast a Sydney? Ho iniziato il viaggio finendo il primo libro del mese: Kafka sulla spiaggia di Murakami. Bello, ma non sono impazzita di gioia alla fine, diciamocelo. Ho apprezzato molto la scrittura di uno dei miei autori preferiti ma questa volta la trama mi ha stranito più che colpirmi.

Ho iniziato e quasi finito (mi mancano davvero pochissime pagine) Latinoaustraliana un libro che mi ha ma mandato il suo autore, italiano trapiantato in Australia come me. Bello, coinvolgente ma soprattutto un libro in cui mi sono rivista non poco: molti dei luoghi descritti in quelle pagine li ho visti o mi accingo a vederli, molte delle esperienze vissute dall’autore sono state anche le mie, molte delle sensazioni provate sono state simili, moltissimi pensieri condivisi. Raramente capita di leggere un libro che sembra parlare di te, e questa volta ho avuto la fortuna d’incontrare un libro simile.

Ho iniziato anche il Coe del mese che per maggio è Questa notte mi ha aperto gli occhi, che parla di musica questa volta. Inutile dire che ho già finito i primi capitoli e sono a metà in attesa, per proseguire la lettura, della discussione con il nostro adorabile gruppo di lettura.

Queste erano le letture belle belline della settimana. Stasera siamo arrivati a Sydney, e oltre a essere un arrivo, è soprattutto un ritorno dopo quasi otto mesi da quando siamo arrivati, creando in me un bellissimo senso di familiarità (siamo sempre nello stesso coloratissimo quartiere) e serenità. Peccato che Sydney stavolta non ci abbia accolto con baci e abbracci come 8 mesi fa, ma anzi è stato un arrivo lievemente traumatico: arrivati in città siamo stati inghiottiti da un traffico acuto (e guidavo io, damn) rischiamo di prendere un bel multone perché ci sono non uno ma ben due ticket da pagare qui in questa bella metropoli, e ciliegina sulla torta abbiamo speso un’ora e mezza a cercare un parcheggio gratuito (che non esiste, di notte non si può parcheggiare in strada a Sydney) ripiegando su un costosissimo parcheggio privato. Speriamo che i prossimi giorni siano più gioie che dolori!

Con 2500 chilometri alle spalle, la prospettiva di stare a Sydney quattro notti e tre giorni a raffreddarci un po’ gli animi, ritornando con gioia dal punto dove siamo partiti, vi saluto.

L’inverno sta arrivando anche per me guys. Ho paura.

Ps. Da quando ho iniziato a scrivere il capitolo ho finito un pacchetto di patatine e tutta la busta di caramelle.

Alla prossima settimana con nuovi elettrizzanti aggiornamenti

Fine del capitolo 31

Bacetti

Giorgia

Aspettate un altro prima di andare via: se vi è piaciuto il capitolo 31 e volete recuperare tutti i miei sproloqui di viaggio precedenti, trovate tutto qua sotto:

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Capitolo 5  Capitolo 6  Capitolo 7  Capitolo 8  Capitolo 9
Capitolo 10  Capitolo 11 Capitolo 12 Capitolo 13  Capitolo 14
Capitolo 15   Capitolo 16 Capitolo 17 Capitolo 18 Capitolo 19
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