Capitolo 30

Diario letterario Di Un’italiana in Australia – Capitolo 30: from Hervey Bay to Gold Coast

Sono ormai in viaggio da due settimane ufficialmente, e siamo approdati ieri a Gold Coast, con undici tappe alle spalle e 1766 chilometri trascorsi. Pochi in più della scorsa settimana direte voi, ma con altrettante cose viste. Vi racconto ora cosa succede in questo capitolo 30 miei cari lettori.

Siamo approdati a Gold Coast dopo aver trascorso ben quattro giorni a Brisbane la città più grande del Queensland. Tra grattacieli, ponti, e un grande fiume che l’attraversa certo Brisbane ha il suo fascino. Un fascino cittadino che non fa fatto proprio breccia nei nostri cuori in verità.

Qualcuno sostiene che le città australiane siano tutte uguali, e per la mia modesta esperienza non sono completamente in disaccordo: Brisbane sembra una piccola Sydney, tra grandi parchi verdi e palazzoni, tra cui svettano monumenti in stile inglese che vorrebbero far finta di essere antichi ma in fin dei conti sono nuovissimi. Non sto dicendo che Brisbane sia una brutta città, ma dopo aver visto quelle quattro attrazioni in centro in fin dei conti è tutto finito. Magari vivendoci cambierei idea, ma alla fine della fiera non lo sapremo mai. Abbiamo trascorso alcuni giorni lí, fin troppi quasi, ma cosa abbiamo fatto a Brisbane?

La prima sera, dopo aver fatto amicizia con un ragazzo australiano, questo ci ha portato su un colle per ammirare la vista della città dall’alto, facendoci godere di uno spettacolo bellissimo di luci che si perdevano a vista d’occhio.

Il giorno seguente muniti di tanta voglia di camminare abbiamo esplorato il centro, la Queen street mall, una via molto turistica piena di negozi, racchiusa tra il municipio e una riva del fiume.

Il secondo giorno, causa maltempo (si ancora, la pioggia ci perseguita) abbiamo fatto, per la mia gioia, una giornata culturale: siamo andati al museo, il Goma, museo di arte moderna del Queensland, la Public library e un giro a piedi nel West end il quartiere hipster di Brisbane. Tutto molto bello, il museo mi è piaciuto parecchio perché aveva una raccolta di opere d’arte moderna della zona del sud Pacifico, dandomi una bellissima infarinatura del panorama artistico di questa parte del mondo, argomento a me sconosciuto fino a ora. Per mettere un bel fiocco su questa giornata ho comprato un libro (libri veri non ne compravo da quasi un anno per intenderci) e abbiamo mangiato una pizza. Non robe fuffe, niente Dominos ne ananas sulla pizza: una vera pizza con la P maiuscola in un non proprio economico ristorante italiano. Ed è stata un’esplosione di sapore, le mie papille gustative sono andate in estasi, ed ho realizzato solo ora quanto mi mancava la pizza. La sera abbiamo coronato la nostra permanenza andando al cinema a vedere Avengers Endgame (per la seconda volta) e non posso che rinnovare i miei feels per quel film, corredati da pianti esagerati. No, non voglio essere alla moda e dunque non parlerò di una delle pellicole più chiacchierate del momento, ma sappiate solo che mi ha svuotata emotivamente, non so tra quanto riuscirò a riprendermi.

Il terzo giorno invece abbiamo esplorato il South bank, quartiere sulla riva del fiume per arrivare alla lagoon di Brisbane (una piscina gratis all’aperto) che in fondo non è stato poi un granché. La scritta Brisbane invece era carina!

Prima di arrivare a Brisbane, se vi ricordate bene, siamo stati qualche giorno a Hervey Bay: sabato scorso abbiamo fatto una gita su Fraser Island di mezza giornata, e con una barca non troppo grande e siamo arrivati in un paradiso composto da spiagge bianchissime, acqua cristallina e foresta tropicale alle spalle, quel tipo di posti che pensi subito “lasciatemi qui per sempre”. Abbiamo passato la mattina tra snorkeling, kayak, e un divertentissimo gioco con motoscafo a cui era attaccato un divanetto gonfiabile; poi siamo andati a fare un bel giro a piedi abbandonando la comitiva per vedere le meraviglie della spiaggia: lí ho visto le conchiglie più grandi del mondo ed una manta mi ha attraversato la strada in mare. Bello, bello bello!

Il pomeriggio, rientrati dall’isola paradisiaca, mi sono andata a piazzare ancora in spiaggia, lì davanti all’ostello, e goduta un po’ di solitudine, tra sole mare e lettura, i momenti di relax che piacciono a me.

Il giorno dopo ci siamo rimessi in auto diretti a Brisbane, ma essendo presto e il viaggio non così lungo, abbiamo deciso di deviare e visitare qualche spiaggia che meritasse nel mezzo. Ci siamo ritrovati nella meravigliosa di Rainbow Beach, bella, lunghissima, e sicuramente una delle spiaggia più particolari che io abbia visto fino ad ora.

Dopo un’ora di passeggiata sulla riva del mare ci siamo rimessi in viaggio diretti a Noosa, e li posso dire che abbiamo affrontato la parte più bella del viaggio fino a questo momento: il navigatore ci ha fatto fare una strada particolare, in mezzo alle campagne immergendoci nella bellezza e tranquillità della natura: sembrava di essere nel mezzo della terra di mezzo, quasi ti aspettavi che Frodo e Gandalf passassero da un momento all’altro sopra il loro carretto. È stato davvero pazzesco, quasi come finire dentro a un mondo parallelo, bucolico, tranquillo, con le case ognuna ad almeno un chilometro di distanza e immerse nel verde, con cartelli di attenzione al passaggio di koala ogni due metri, con mucche, campagne, fattorie. Emozionante davvero, non so se sono riuscita a trasmettere davvero la bellezza di quel momento, ma è stato uno spettacolo raro che ti fa desiderare di fermare il tempo e rimanere un po’ sospesi a godersi ancora un po’ un attimo del genere.

Poi d’un tratto è finito l’asfalto e ci siamo ritrovati dentro una foresta tropicale così dal nulla: sei forse sette chilometri di strada sterrata dentro il bosco, dove potevi respirare la natura e l’aria aveva un sapore diverso, frizzante, vivo. Il viaggio in macchina più bello della vita. Fino adesso almeno.

Finite le strade belle torniamo in autostrada e ci dirigiamo verso la prossima tappa; arrivati a Noosa abbiamo fatto una cosa terribile: sono scesa dall’auto per andare alla toilette mentre i ragazzi andavano a parcheggiare, esco dal bagno e, essendo il parcheggio tutto occupato, essendo la spiaggia un posto veramente turistico, ci siamo rimessi in macchina per andare definitamente a Brisbane. Pessimi.

Piccolo stacco letterario dal viaggio. Cosa ho letto viaggiando?

Allora, un po’ di roba dai. Ho finito sia Dalla parte di Swann che Harry Potter di doni della morte. Tutti e due con fatica, ma per motivi diversi: il primo perché mi ha resa esausta, un gran libro, per carità, ma pesante (almeno per me) e mi ha sfiancata; il secondo perché era l’ultimo libro della saga, e non volevo lasciare i miei eroi per sempre, perché dopo tutto questo tempo, mi sono abituata troppo ad Harry, la magia, Hogwarts.

Ho fatto progressi con Kafka sulla spiaggia che sto leggendo con Leggo quando voglio, e lo stiamo amando nonostante abbia una storia decisamente fuori dal comune, e perché no, strana forte.

Ho iniziato un libro inviatomi da un autore, che è molto a tema con questo periodo della mia vita: il titolo è Latinoaustraliana ed è la storia di un italiano come me che arriva qui dall’altra parte del mondo. Ho letto pochissimi capitoli fino ad ora, ma mi sta piacendo già parecchio perché ovviamente mi sento molto vicina allo scrittore condividendo entrambi questa esperienza, specialmente perché ogni tanto questo dice qualche frase che ho pensato anche io molte volte; e onestamente non ho mai sentito un libro così tanto simile a me e ai miei pensieri.

Ho letto la prima pagina (si pagina) di Tropico de cancro, il primo libro cartaceo che compro da milioni di anni mi pare. In poche righe è davvero meraviglioso, ma avevo troppi altri libri aperti, quindi l’ho accantonato per il momento: mi sa che mi dovrà aspettare ancora un pochino.

Ritornando alla vita vera, non quella stampata sulle pagine di un libro, ora ci troviamo a Gold Coast, un’adorabile città vicino a Brisbane, tra spiagge surfisti e grattacieli. Siamo in un ostello molto carino e friendly, e ci siamo così tanto ambientati che ieri sera abbiamo fatto amicizia, abbiamo fatto festa fino a tarda notte e abbiamo bevuto diciamo un po’ troppo.

Aggiungiamo che qui piove di nuovo, per arrivare alla conclusione che oggi è stata una giornata all’insegna del dolce far niente, ma domani spero di poter vedere/fare qualcosa nella zona.

Dal grande roadtrip australiano è tutto, passo la linea alla regia.

Fine del capitolo 30.

Buon fine settimana, spero vi stiate divertendo quanto me a Gold Coast 😉

Baci e abbracci

Giorgia

Se vi è piaciuto il mio capitolo 30 qui sotto trovate tutti i capitoli precedenti.

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