Riccardo Castiglioni

Io leggo Autori Emergenti: Intervista a Riccardo Castiglioni

Io leggo Autori Emergenti (il progetto)

Questo mese farò una cosa diversa dal solito.
Vi ricordate il progetto di Io leggo autori emergenti, un gruppo di Facebook, con cui collaboro con Alex Astrid per la sua realizzazione? No?
Allora ve lo riassumo in breve.
Il gruppo Io leggo autori emergenti è nato per dare voce a tutti quei lettori che vogliono scoprire nuovi scrittori, poco conosciuti, che si affacciano per la prima volta ma non solo nel panorama letterario italiano. Quando si va in libreria o semplicemente si vuole acquistare un nuovo libro ci sono talmente tanti titoli che è difficile scegliere già tra quelli noti e pubblicati da grandi case editrici, figuriamoci la difficoltà che si può trovare di fronte ad una scelta tra una serie di autori poco famosi a cui approcciarsi.
Il gruppo nasce per questo: dare una possibilità a libri poco conosciuti, a brillanti penne che sarebbero difficili da scovare da soli su internet o in libreria. Per questo, la mia collega Alex Astrid ha deciso di proporre nel Gruppo alcune tematiche mensili e parlare di autori che rispecchiano tale tematica, segnalare i loro libri e dedicare un’intervista a ognuno di questi scrittori. Io in genere aiuto Alex nel fare gli articoli introduttivi mensili con segnalazione dei tre titoli scelti, ma questo mese, causa difficoltà organizzative, mi sono proposta da intervistatrice.

Il tema del mese: Romanzi Gialli

Dopo questa premessa, sul gruppo questo mese si parla di gialli, e ho avuto la possibilità di fare due chiacchiere con Riccardo Castiglioni autore di Senza far rumore, nonché mio concittadino (siamo nati nella stessa città e ci siamo conosciuti grazie a una collaborazione, che piccolo è il mondo?). Forse vi ricorderete di lui perché già ve ne ho parlato nella recensione del suo libro Senza far rumore, un noir introspettivo che mi ha colpito per la sua trama molto particolare che alterna la risoluzione di un mistero alla vita passata senza, per l’appunto, far rumore di un insegnante di provincia in pensione.

La sinossi di Senza far rumore di Riccardo Castiglioni

Una vita vissuta in sordina, una ragazza ignara del pericolo che corre, il passato oscuro che ritorna.
Antonio, insegnante in pensione, conosce online Claudia, un’universitaria appassionata di libri come lui.
Le strade dei due si divideranno per colpa di un banale equivoco per poi tornare a incrociarsi
quando, dal passato di Antonio, un vecchio incubo dimenticato emergerà minacciando Claudia.
Un giallo scritto in punta di penna per chi ama l’inquietudine nella sua forma più sottile.

Intervista a Riccardo Castiglioni

Ma ora bando alle ciance e cominciamo questa intervista con Riccardo.

G. Ciao Riccardo. La mia prima domanda è di repertorio quasi: come è nata la tua passione per la scrittura?

R. Può sembrare un’esagerazione, ma arrivo a dire che l’amore per la scrittura è nato il giorno in cui ho capito come si teneva in mano una matita.
Scrivo perché mi appaga, e per quel bisogno innato che molti di noi timidi abbiamo di comunicare le nostre sensazioni al mondo esterno in forma scritta. Meglio se poi ne viene fuori una storia interessante, che altri potranno leggere e apprezzare; ma il desiderio ed il piacere di scrivere sono sempre stati in qualche modo “dentro” di me, fin dai banchi delle elementari.

G. Cos’è la prima cosa che hai scritto?

R. La prima volta che mi sono cimentato “seriamente” con la scrittura (con una vaga ambizione che il mio scritto potesse un giorno essere pubblicato, per intenderci) è stata nel 1999. Ero molto influenzato da “Due di due” di Andrea De Carlo e ho scritto una sorta di romanzo di formazione, il cui protagonista è un mio alter ego. E’ tuttora incompleto, ma contiene spunti interessanti… chissà che in futuro non lo riprenda, chiudendo il cerchio.

G. Come mai hai scelto proprio questo genere, il noir, per partire dalla tua prima pubblicazione?

R. In realtà il mio romanzo è diventato un noir quasi per caso. Quando ho iniziato a sbirciare nella vita del mio protagonista, un anziano professore di liceo andato in pensione prematuramente, io per primo non avevo idea di quello che gli sarebbe capitato. In effetti, il mio romanzo ha una doppia chiave di lettura: la dimensione “noir” si sovrappone e, senza far rumore, cresce via via d’importanza in un impianto narrativo più intimista e introspettivo che ha la stessa centralità della vicenda stessa.

G. Nel tuo romanzo non scegli come figura centrale quella di un investigatore, normalmente prediletta per questo genere di libri, ma una persona qualunque; anzi, forse uno da cui non ti aspetteresti mai che sarebbe finito a risolvere un mistero così. Come mai questa scelta?

R. Ho sempre amato i protagonisti atipici, improbabili e (da Scerbanenco, credo: si pensi al ciclo di Duca Lamberti) ho sviluppato la predilezione per le indagini private. Antonio è un sommesso omaggio al mio professore di lettere del Liceo, scomparso da qualche anno, ed è perfetto per il ruolo: un uomo timido, fin troppo educato e quasi timoroso della vita. Per tutta la sua esistenza ha rifuggito i problemi e per una sorta di amaro contrappasso si ritrova di colpo per le mani un mistero di cui farebbe volentieri a meno, che lo costringe suo malgrado a vestire i panni dell’uomo d’azione.

G. Hai qualche autore di noir o gialli a cui ti sei ispirato maggiormente? O comunque c’è qualche grande scrittore in particolare che ha influenzato la tua scrittura?

R. Premesso che anche solo accostarmi a certi maestri mi fa arrossire, dico Scerbanenco per la sua capacità di costruire trame tanto esili quanto avvincenti. E I classici del Novecento, su cui mi sono formato. Ma la mia maestra più importante è stata… mia mamma, che a partire dalle elementari mi ha trasmesso l’amore per la scrittura e insegnato la cosa più importante: per scrivere bene è bisogno avere un vocabolario ampio e utilizzarlo in modo semplice. Sono felice e orgoglioso che abbia visto il mio romanzo diventare realtà prima di andarsene lassù.

G. Tanti scrittori hanno dei rituali particolari quando scrivono, e mi viene in mente ad esempio Murakami che ascolta musica e inizia a scrivere quando i suoi personaggi lo “vengono a trovare”. Hai qualche piccola curiosità di quando scrivi che vuoi raccontarci?

R. Nella stesura del mio primo romanzo mi sono fermato più volte, per attendere che i tempi fossero maturi. Claudia ha dovuto trovare l’appartamento giusto; Mammà ha dovuto decidere di fare un discorsetto ad Antonio; il professore, soprattutto, ha dovuto trovare la forza di reagire alle sue inerzie. E’ stato un processo lungo. Sostengo sempre che sono stati i protagonisti di “Senza Far Rumore” a scrivere il loro destino, non io.

G. Progetti letterari per il futuro?

R. Eccome! Ho un paio di progetti, molto diversi tra loro, accomunati per il momento dal loro stato di incompiutezza… Avessi più tempo avrei portato a compimento almeno uno dei due. Mi sono ripromesso di riuscire a concludere la mia seconda impresa (perché di questo si tratta, scrivendo tra lavoro famiglia e impegni vari: i miei colleghi più costanti sono degli autentici supereroi!) entro la fine del 2020. Ti terrò informata, puoi stare tranquilla… (ride)

G. Ci vuoi anticipare qualcosa sulla tua seconda impresa?

R. Per ora, accontentiamoci di sapere che è slegata dal primo romanzo e che il protagonista, Arturo Pessina, è un uomo spinto dalle circostanze a vivere di espedienti al quale si presenta un’occasione teoricamente irripetibile…

Ringrazio Riccardo Castiglioni per la disponibilità, e
Se vi ho messo un po’ di curiosità potete trovare il suo libro qui: Senza Far Rumore

E la recensione di Senza far rumore la trovate a questo link–> Senza far rumore

Vi lascio anche i link del tema del mese, e delle altre interviste se doveste appassionarvi ai nostri autori emergenti 🙂

Il tema del mese su Vuoi conoscere un Casino

Intervista su La tana dei Libri sconosciuti

Intervista su Ec-_Shivers’

Giorgia

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