una banda di idioti

Una banda di idioti: vi racconto delle disavventure di Ignatius J. Reilly

“Mi rifiuto di “cercare di migliorarmi”. L’ottimismo mi dà il voltastomaco; è perverso. Sin dalla sua caduta, l’uomo è sempre stato in misere condizioni.”

Un uomo strambo e gigantesco, misantropo, idealista e con problemi alla valvola pilorica, un poliziotto in borghese che non è mai riuscito ad arrestare nessuno, un lavapavimenti di colore che lavora sotto il minimo sindacale in uno squallido locale notturno, un imprenditore che non vuole avere niente a che fare con la sua fabbrica di pantaloni, una vecchina che è costretta a lavorare e non viene mandata in pensione. Questi personaggi tutti molto curiosi e che apparentemente non centrano niente tra loro coloreranno le pagine di Una banda di idioti, di Toole, premio Pulitzer per la narrativa nel 1981 postumo, nonché romanzo annoverato tra i classici americani.

Ma di cosa parla Una banda di idioti?

Ignatius J. Reilly é un uomo enorme, grasso, vestito in maniera eccentrica con un berretto verde da scaricatore di porto; ma è anche laureato e pieno di dissenso per la società in cui vive, della quale detesta tutto e tutti sentendosi ampiamente superiore al mondo e teorizzando nella sua lurida camera le sue idee non convenzionali. Non fa altro che scrivere rinchiuso in camera sua e mangiare da quando ha finito l’università. La sua vita cambia quando sua madre, dopo un incidente che le costa più di mille dollari di danni, decide che è arrivato il momento per Ignatius di trovarsi un lavoro; avvenimento che metterà in moto una serie di incontri e fatti strambi e grotteschi, dove Reilly genererà caos ovunque egli passi.

E così tra fabbriche e rivoluzioni dei mori, carrelli da hotdog, bowling, idee politiche rivoluzionarie, locali notturni, uccelli selvatici e spogliarelli prenderà vita Una banda di idioti, romanzo tanto grottesco quanto satirico.

Questo è un romanzo che sembra popolato solo da personaggi al limite con la follia, di certo non realistici, che fanno conversazioni no-sense e fanno tutti, dal primo all’ultimo, cose strane che a noi spettatori sembrano assurde e fuori dal buon senso comune. Così poliziotti, cameriere, venditori di hotdog, signore anziane, imprenditori e le proprie mogli sembrano l’esagerazione di qualcosa di realmente esistito, ma dicono e fanno cose senza un senso apparente, bizzarre e assurde a tratti. Ho trovato questo un modo davvero originale per fare satira sociale, non andando a scegliere quindi il genere comico, o comunque snaturandolo della sua essenza: il libro è divertente sia chiaro, ma questa non è la sola caratteristica che lo contraddistingue, ne tanto meno la prima reazione nel lettore; infatti tutta la storia è creata davvero esagerando una possibile realtà, portandola al paradosso in cui il lettore non fa a meno di chiedersi perché sembrino tutti matti all’interno di questo libro.
Il paradosso serve anche e soprattutto per mascherare, non poi così tanto, una feroce satira sulla società americana del tempo: sulla condizione dei lavoratori, sugli operai e impiegati inetti, sui padroni sfruttatori, sulla povertà, sull’alcolismo come soluzione ai problemi, sul degrado. Quindi Toole con abile maestria ci racconta la realtà degli Stati Uniti del suo tempo, prendendo in giro un po’ tutti: non denuncia solo il degrado e la povertà, ma si prende gioco anche della borghesia americana, degli impiegati, della polizia inefficiente, degli studenti idealisti e rivoluzionari. Butta tutto nel calderone per dipingere un’immagine ben chiara ed estremizzata di questa sua America, della crisi dei valori e del capitalismo che iniziava a stringere il mondo.

Il personaggio di Ignatius è genialmente costruito, un antieroe che riesce creare un po’ di compassione nel lettore, che a tratti si fa detestare ma anche amare. Bugiardo, pigro, gasso, goloso, egoista, idealista medioevalmente parlando, sgarbato e megalomane che si crede infatti un genio, ma molto intelligente e acculturato, con la capacità di portare confusione ovunque egli vada, anche se mosso dai più sani principi. Ed è anche un precoce esempio di asessualità nella letteratura, anche se non detto esplicitamente. 
Ho visto però in questo personaggio, oltre che le caratteristiche esplicite, un diniego verso tutti i valori che la società ci obbliga ad avere, e che con le sue idee strampalate diventa un moderno don Chisciotte e i suoi mulini a vento sono delle strane rivoluzioni operaie non seguire da nessuno.
Un personaggio che è un intellettuale fuori dal mondo e con il suo modo di essere e di godere bizzarro e che ci fa morire dal ridere con le sue sagaci battute, nonostante sia un protagonista di certo controverso,  rappresenta uno stacco netto tra la società, sul come ci si dovrebbe comportare, sul buon costume e il giudizio altrui. Un anticonformista diverso dal solito, che nonostante la sua detestabilità è difficile non apprezzare per la genialità della costruzione del personaggio, e perché in fondo alla fine della storia il lettore tifa per lui.

Sullo sfondo di questa storia, una New Orleans raccontata nel dettaglio, una location che diventata teatro delle avventure della nostra banda di idioti, e che viene descritta fedelmente e in maniera molto suggestiva.

Cosa ne penso di Una banda di Idioti?

Ho fatto un po’ fatica a leggere questo romanzo, non perché sia brutto, ma poiché il ritmo è un po’ lento e la trama ingrana solo dopo la metà del libro; fino a quel momento mi è sembrato tutto troppo senza senso. Tutto sommato, dopo lo scoglio iniziale superato, quando si entra nel vivo delle disavventure d’Ignatius il libro si inizia a godere di più. Ho apprezzato maggiormente la parte satirica che fa parte di tutto il romanzo più che la trama di per se, quando ho iniziato a capire che tutte queste battute senza senso erano volte a questo scopo; il libro tutto sommato mi è piaciuto, anche se, se devo essere onesta, dalle premesse mi aspettavo forse qualcosa di più!

Per concludere, Una banda di idioti è un romanzo di certo fuori dal comune, un libro che è un pilastro della letteratura americana che fa ridere e riflettere assieme; da leggere per conoscere il Bizzarro e geniale Ignatius J. Reilly, e assieme a tutta la sua banda di idioti, prendere parte alle sue strane disavventure.

Se la mia recensione vi ha un po’ incuriosito, trovate il libro qui 

Alla prossima settimana per una nuova recensione!
Ma se non riuscite a fare a meno di avere nuovi consigli letterari, venite a trovarmi qui

Giorgia

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