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Lezioni di letteratura: Madame Bovary letto da me e spiegato da Nabokov

Lezioni di letteratura
Madame Bovary letto da me e spiegato da Nabokov

Febbraio è appena finito e noi del Mega GDL abbiamo chiuso definitivamente anche la seconda tappa. Per chi non sapesse di cosa sto parlando, il mega GDL è un grande gruppo di lettura a cui ho preso parte, impegnandomi per tutto il 2019, che basandosi sulle Lezioni di Letteratura di Vladimir Nabokov, si è impegnato a leggere tutti i libri che il celebre scrittore/professore spiega durante le sue lezioni universitarie. Per avere un’idea più chiara del gruppo di lettura andate a vedere qui: Lezioni di letteratura Parte 1
Il libro che abbiamo letto questo mese con relativa lezione di Nabokov è stato Madame Bovary, classico che scosse gli animi delle menti per bene del suo tempo firmato dalla penna di Gustave Flaubert.

La trama di Madame Bovary

Siamo nella Francia dell’800, e un giovane medico di provincia, appena diventato vedovo, decide di chiedere in moglie la bella figlia di un contadino, Emma. I due si sposano in pompa magna, ma solo dopo il matrimonio la signora Bovary si rende conto della sua insoddisfazione, della sua infelicità, del desiderio di avere avventure romantiche come quelle dei libri che ha letto in gioventù, di voler vivere in città e condurre una vita ricca e lussuosa. Questa mancanza di felicità la porta a cercare amore altrove dal suo mediocre marito e a diventare un’adultera.
Questa è la trama in breve di un romanzo che è un grande classico della letteratura francese, in cui Flaubert presta la sua penna per descrivere le avventure di Madame Bovary, e il suo carattere da egoista e insoddisfatta, che diventano in fine la sua stessa rovina.

La mia recensione su Madame Bovary

La trama gira intorno alla figura della signora Bovary, descritta come bellissima e affascinante, che si atteggia da grande e colta madama, quando in fin dei conti è solo la moglie di un medico di provincia. L’essere solo la moglie di un medico triste e insoddisfatta sarà il motivo della sua eterna infelicità: essa è infatti una donna in modo oltremisura romantica, che desidera una vita da favola e un principe a cavallo, che desidera la mondanità di Parigi tra opere e salotti bene, il tutto accompagnato da ricchezza e lusso. Questi suoi desideri non vengono dipinti in maniera romantica però è da favola, al contrario più il libro prosegue più ci si accorge di un accanimento morboso della stessa verso questi valori che vorrebbe nella sua vita, trasformando in questo modo l’eroina di un romanzo ottocentesco in una donna egoista, vile, che pensa solo a sé e al suo tornaconto.
La storia è corredata da una serie di personaggi di contorno alla dimora Bovary, che se da un lato sono tutti attratti da quel fascino incredibile che la donna emana, dall’altro sono stereotipi viventi delle persone che popolano la società di Flaubert: uomini senza polso, uomini che ostentano una cultura fittizia e da giornaletto, uomini vili e lussuriosi, il clero che ha perso i propri valori, una borghesia che è solo uno specchietto per le allodole. Si dice infatti che lo scopo di Flaubert per questo romanzo sia proprio una chiara denuncia alla borghesia del suo tempo, quella attaccata a valori effimeri e materiali che ha perso del tutto il contatto con la realtà e li cose importanti. Simbolo di questa crisi è Emma la quale incarna tutto il male borghese in sé. Tutto questo quadro viene dipinto con l’abile maestria di Flaubert che ha messo tutto se stesso in questo romanzo, con uno stile poetico ed evocativo che ha contribuito a rendere grande questo libro.

La mia opinione su Madame Bovary

Madame Bovary non è stato proprio un romanzo nelle mie corde: per un puro gusto personale non ho amato molto lo stile raffinato di Flaubert ne tanto meno la sua protagonista che ho iniziato a detestare sin dalle prime pagine. La storia raccontata qui è quella di una donna infelice e insoddisfatta, ma anche vile ed egoista, vanitosa e materialista che pensa solo al suo interesse.
Capisco l’intento narrativo dello scrittore francese di denuncia della borghesia del suo tempo, ma, nonostante abbia apprezzato il finale e il suo messaggio intrinseco, il romanzo non ha fatto proprio braccia nel mio cuore!
Devo dire con grande sorpresa che la parte finale è quella che mi è piaciuta di più, quella nella quale finalmente Flaubert ha demonizzato il suo personaggio. Credo di non aver amato le parti prima perché Emma è descritta quasi in modo da far voler immedesimare il lettore, con i suoi tormenti e la voglia della sua avventura romantica da libro. Nell’ultima parte invece l’autore sottolinea la meschinità del personaggio, la sua totale irrazionalità fino alla fine, il suo egoismo, il suo materialismo. Ho trovato simbolica la sua morte particolarmente: l’autore  l’ha resa vile e brutale con quella scena, quasi a simboleggiare il fatto che essa sia stata una scelta necessaria, per questo tanto realistica e cruda. Non potevo augurarmi finale migliore, perché così si è capito cosa l’autore secondo me volesse veramente dire: Emma non era una giovane triste e disillusa, ma una figura incarnava solo il male della società.

Le opinioni del gruppo di lettura su Madame Bovary

Questo è stato un gruppo di lettura molto combattuto dove si sono creati due fronti ben distinti: chi amava madame Bovary e chi lo detestava con tutte le sue forze. Si, ci sono state molte sfumature nel mezzo, ma questo è più o meno quello che è accaduto nelle nostre discussioni. Da un lato infatti ci sono stati i sostenitori dello stile, della padronanza letteraria di Flaubert e delle sue descrizioni accurate ed evocative; mentre dall’altro, quelli come me che invece non sono riusciti ad apprezzare il romanzo specialmente per la trama e la sua protagonista. È stata una discussione molto interessante per me questa volta perché non eravamo tutti d’accordo e sono, in questo modo, riuscita a cogliere cose che da sola non avrei mai capito ne apprezzato. Questo è anche il bello dei gruppi di lettura, no?

Lezioni di Letteratura: Cosa dice Vladimir Nabokov in Lezioni di letteratura su Madame Bovary

Questa parte del professor Nabokov è stata più elettrizzante della prima, mi è piaciuta nettamente di più nonostante il libro non mi sia piaciuto un granché.
In questa parte Nabokov, a differenza della precedente, spiega lo stile, le scelte di Flaubert anche citando l’autore stesso, la trama e i giochi dei ritorni e richiami del suo autore: questa volta sento che il professore mi ha spiegato qualcosa di più del romanzo, mi ha dato un valore aggiunto.
Nabokov ci parla durante le sue lezioni di concetto di romanticismo, del contesto storico, del suo disinteresse di non voler sapere se Emma è esistita veramente e convincere altri a non pensarlo; parla ancora di morale e di come questa in letteratura non debba esistere, parla dei richiami interni della trama e della sua circolarità, dello stile a strati di Flaubert, del parallelo tra Emma e Homais.
Ho solo una cosa da dire al riguardo: Bella lezione, grazie professore!

Io vi do appuntamento al prossimo mese con una nuova lezione di letteratura, dove la protagonista sarà l’unica scrittrice donna del corso: leggeremo Mansfield park di Jane Austen.

Se nonostante la mia recensione vuoi leggere comunque il libro lo puoi trovare qui.

Giorgia

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