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Diario letterario di un'italiana in australia capitolo 24

Diario letterario di un’italiana in Australia – Capitolo 24

Diario letterario di un’italiana in Australia

Capitolo 24

Un’altra settimana è passata, un altro venerdì è arrivato, e torna Giorgia con la sua consueta rubrica settimanale dedicata ai racconti australiani.
Benvenuti al Capitolo 24 del mio Diario letterario di un’italiana in Australia!

Devo dire che questa settimana sono non solo felice, ma più che entusiasta nell’aver raggiunto il weekend; il perché è semplice, è stata una settimana lavorativa molto dura, e anche se fatta solo dei soliti quattro giorni il mio corpo ha ceduto alla stanchezza, aggiungendo nella magica pozione distruttiva anche un giovedì che è stato tanto duro che lo potrei considerare peggio del peggior lunedì mai avuto (di carattere mi piace esagerare, ma è andata davvero male la giornata).
Ma sono sopravvissuta al tran tran settimanale bananoso per arrivare al magico venerdì, ovvero oggi, in cui mi sono riposata, ho letto come se non ci fosse un domani, sono uscita con Fede a fare colazione alle 2 (si, non fateci caso, ho una vita sregolata) e a portare al tecnico il computer della dolce metà.

A tal proposito non so se vi avevo raccontato che il PC di fede aveva deciso di suicidarsi appena arrivato a Mareeba (messaggi subliminali? Avremmo dovuto dargli retta, mi sa) causando la disperazione di quel mio fidanzato, tanto amorevole quanto incredibilmente nerd, la cui passione principale sono i videogiochi (uno nello specifico, League of legend). Insomma, la disperazione si è appropriata di Dolce metà causando panico, paura e spavento. Magheggia e armeggia un po’ la parte fisica e il bios del computer, quando lo stesso gli dice che ci sono problemi con l’hard drive (che non ho idea a cosa serva, ma sorvoliamo sulle mie lacune informatiche); lasciamo passare qualche settimana e andiamo a chiedere a un riparatore ufficiale quanto viene la riparazione, il quale ci dice che costa 300 dollari, ovvero come comprare il mio portatile nuovo, tipo.
Ritenendo la spesa onerosa, rimandiamo il tutto, e lasciamo in stand by la decisione, riparlandone ogni tanto ma lasciandoci frenare sicuramente dall’aspetto economico dell’incresciosa vicenda.

Insomma, arrivando al punto perché non so quanto vi interessi l’epopea informatica del portatile di Fede, la settimana scorsa, pensando che tra poco ripartiamo e non possiamo permetterci ne di portarci dietro una zavorra inutile ne tanto meno di buttare un PC, che ha un discreto valore come quello di Dolce metà, gli propongo di fare delle ricerche su chi ripara computer nella zona e di riportarlo in riparazione.
Venerdì scorso mi ha convinta a stare a letto; questo invece l’ho trascinato fuori quasi con la forza, perché se ne stava bene in casa a giocare con la sua Swich. Ma, la vittoria è stata la mia, dopo circa tre ore di “dai usciamo dai usciamo”, finalmente usciamo veramente: arrivati davanti alla casa/negozio però troviamo un cartello che dice che ricevono solo su appuntamento (dannazione, piano fallito penso io). Ma la mia genialità fuori da ogni ragionevole dubbio, mi ha fatto temporeggiare mentre chattavamo con il tizio. Risultato? Ci aspettava dopo mezz’ora, così abbiamo avuto modo di bere un caffè assieme e mangiare una fetta di torta mentre aspettavamo; che nemmeno a farlo appesta era il mio piano originario della mattina del computer, quindi meglio di così non poteva andare!

La casa del ragazzo era un grande casino, circondata da sette schermi, scatole, cavi, computer ogni dove. Riuscite a immaginare la casa tipo di un programmatore, quello da telefilm? Ce l’avete? Ecco, era così, uno stereotipo che cammina. Nel giro di cinque minuti smonta il portatile, tira fuori una scheda e la analizza con il suo computer; dice che era proprio quello il problema, il lavoro è pronto domani a un prezzo più che onesto ed esiguo. Ti amiamo programmatore, sappilo.

Interrompo le mie avventure tecnologiche per parlarvi delle mie letture della settimana: ho letto di qualità e di quantità, e sono felice!
Cosa ho letto nello specifico?
Ho letto tutto d’un fiato il libro del mio collega e concittadino Sergio de Tomi, un thriller molto coinvolgente dal titolo Un’altra realtà. Bello, mi è piaciuto molto, la recensione arriva prestissimo!
Ho iniziato il nuovo libro del gruppo di lettura annuale (Mega GDL) che ha come protagonista Mansfield Park di Jane Austen e mi ha preso molto; ho letto di zia Jane solo Orgoglio e pregiudizio, e devo dire che questo, nonostante abbiamo di fronte una storia molto diversa, mi ha presa di più all’inizio. Vedremo come continuerà .
Continua la mia lettura di Harry Potter e l’ordine della fenice che è praticamente finito oramai, stasera potremmo dire la parola fine; leggendolo mi sono ricordata di una cosa: è stato il primo libro che mi ha fatto piangere nella mia vita. Non è bello ricordare certe sensazioni durante una rilettura?
Per il gruppo di lettura dedicato a Jonathan Coe ho letto stamattina, senza potermi controllare minimamente, Donna per caso e sono allibita dal come questo autore riesca sempre a sorprendermi. Qui ha creato un personaggio bellissimo e particolarissimo, e racconta la storia con uno stile altrettanto particolare e coinvolgente che nuovamente mi ha fatto innamorare della sua penna!

Fine dello spazio letture  e ritorno alla vita vera e australiana dicendo che non ho altro da dirvi.
Il weekend è iniziato e questa volta ho solo un obiettivo per il fine settimana, oltre al riposo, ovvero prenotare il volo per Bali, e iniziare a programmare seriamente il post-farm.

Questa settimana, ahimè, non ho riassunti a punti pazzerelli da proporvi colpita da un acuto caso di calo di creatività sciocchina, quindi diciamo che ci salutiamo direttamente sta volta e vi auguro un buonissimo weekend chiudendo malamente il breve ma intenso capitolo 24.

Baci&abbracci

Giorgia

 

Se vi è piaciuto il capitolo 24 andate a dare un’occhiata alle mie avventure precedenti!

ecco i capitoli precedenti:

Capitolo 0  Capitolo 1  Capitolo 2   Capitolo 3   Capitolo 4

Capitolo 5  Capitolo 6  Capitolo 7  Capitolo 8  Capitolo 9

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