Il mio primo Audiolibro

Il mio primo audiolibro: Hotel Silence

Il mio primo audiolibro: Hotel Silence

Spinta dal tempo libero che ultimamente mi avanza e una curiosità generata dall’entusiasmo globale al riguardo, ho deciso di fare l’abbonamento prova ad Audible e provare ad ascoltare il mio primo audiolibro.

Ci avevo già provato tempo fa, ma non era andata bene, con una versione cd regalatami da un amico de Il ritratto di Dorian Gray, del quale non ho finito nemmeno il primo capitolo: lo avevo trovato una noia mortale, mi distraevo terribilmente e non potevo ascoltarli in background come quando accendo la tv, metto la mia serie preferita per farmi compagnia mentre smanetto al pc.

Faccio una piccola digressione spiegando che per me il tempo è molto importante: cerco d’incastrare tutto, faccio più cose assieme (come ad esempio guardare serie tv e scrivere al pc) perché ci sono troppe cose che voglio fare nella mia vita e sento da un po’ di tempo che ho troppo poco tempo per farle. Esempio di questa cosa, quando avevo la mia vita tutta organizzata in Italia, leggere era sempre in giro, difficilmente a casa. Quando penso al fatto che per me il tempo e incastrare tutto è importante penso: certo perché c’è il lavoro inevitabile, la vita sociale a cui difficilmente sono disposta a rinunciare, le serie tv che voglio assolutamente vedere o rivedere, la recensioni da scrivere, il blog, qualche incredibile nuovo progetto in cui buttarmi; poi c’era la casa, la mia passione per la cucina, il tempo da dedicare alla mia dolce metà, le amiche, qualche film, le pulizie, la e cura di me che mi piace molto, le ore spese su internet a fare ricerche strampalate e conoscere cose d’importanza vitale (dalla storia del Vietnam, approfondimenti su tutti gli orientamenti sessuali al mondo, a quella di Barbie o informazioni vitali su quanti siano gli Xman e quali siano esattamente i loro poteri tanto per fare alcuni esempi). E poi c’è il sacrosanto tempo dedicato al nulla più assoluto, in cui spegnere il cervello e perdersi nel cazzeggio.

Insomma, non me la sono mai sentita di rinunciare a niente e in genere ogni momento è buono per incastrare qualcosa di queste. Per questo non mi sono mai posta il problema di ascoltare un libro: perché nella mia organizzazione mentale non c’era il suo ritaglio di tempo perfetto in cui non potevo distrarmi abbastanza, ma anche in cui potevo fare qualcosa delle suddette cose.

Una lunga parantesi creata per giustificare il mio rinato interesse per l’ascolto dei libri: qui in Australia, al contrario che a casa, Guido. Guidare è secondo la mia abbastanza maniacale mentalità risulta tempo sprecato: cosa si può fare se si guida da soli? Musica? No, non mi va sempre. Perché non un audiolibro?

Galeotta quindi fu la mia patente internazionale, che mi ha dato la scusa per incominciare ad ascoltare i libri.

Appena scaricato Audible ho notato che tra la sua libreria ha una serie di titoli eccezionali, libri che voglio leggere da un pezzo che mi hanno subito fatto guardare con un occhio diverso al servizio; ho iniziato ad aggiungere alla mia libreria alcuni titoli a mio parere speciali, quando incontro lui, un libro che voglio leggere da quando è uscito, una storia affascinante scritta da una scrittrice islandese dal nome Auður Ólafsdóttir, eletto libro dell’anno dai librai islandesi nell’anno della sua pubblicazione che ha destato da subito la mia curiosità: si tratta di Hotel Silence. Mai scelta fu migliore.

La trama in breve parla di un uomo alla deriva, solo, triste, che sta progettando di suicidarsi, ma per non dare un dispiacere alla figlia che potrebbe ritrovare il suo corpo, decide di fare un viaggio in un paese che è uscito da pochissimo da una terribile guerra civile e alloggia all’Hotel Silence con l’intenzione di porre li fine alla sua vita.

Un libro che ha una profondità inesprimibile, introspettivo, che scava l’animo umano di un uomo perso e lo racconta a noi lettori in maniera perfetta, dove ogni parola, ogni frase, ogni pensiero sono perfetti .

Sicuramente la scelta di questo libro mi ha invogliato particolarmente a continuare l’ascolto, non tanto per la voce del suo lettore (William Angiuli) che mi è sembrata un po’ sottotono e piatta onestamente, ma proprio perché il libro secondo me è un piccolo gioiellino letterario.

Leggendo il mio primo audiolibro mi sono resa conto che l’ascolto non è facile come la lettura, almeno non lo è stato per me: visto che la mente umana è sempre in movimento è stato difficile stare sempre molto concentrata ad ascoltare ciò che ci viene letto. Mi è capitato di tornare indietro più volte e dover riascoltare alcuni punti ripetutamente per poter veramente ascoltare le parole non solo sentirle.

Perché a differenza di un libro, quella dell’ascolto è un’azione passiva: tu non devi fare niente se non rimanere concentrato; anche vedere un film o una serie per certi versi sono azioni passive, ma Il supporto visivo aiuta a non perdere così tanto la concentrazione. Questi sono i punti negativi dell’ascolto si un libro; la cosa positiva è che secondo me, se si parte dal libro giusto, magari anche con il narratore perfetto, ci si riesce a immergere nella lettura e visualizzare nella propria mente la storia proprio come quando si legge.

L’audiolibro, dopo questa esperienza, quindi tutto sommato per me è si: ascolterò altro, e tutti libri che voglio assolutamente leggere (o rileggere, come faccio ad non ascoltare Claudio Bisio che legge il paradiso degli orchi di Pennac ?) perché, da quello che ho capito sui miei gusti, è una questione fondamentale il desiderio incontrollato di un libro per poterlo leggere ascoltato da altri.

Per concludere su Hotel Silence invece come avete capito è un libro che ha ampiamente soddisfatto le mi aspettative, anzi forse le ha superate perché parla in maniera delicata e tutta particolare della solitudine, del trovarsi a una certa età senza niente e sentirsi niente, della rinascita, ma anche di guerra e d’incontri che cambino i propri punti di vista. Mi è piaciuto così tanto, che sarà uno dei primi libri che comprerò quando ritornerò in Italia. Quindi per me leggetelo, o ascoltatelo 😉

Cosa ne pensate degli audiolibri voi?

Vorreste che vi parlassi dei miei prossimi ascolti?

Giorgia

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