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Diario Letterario di un’Italiana in Australia – Capitolo 14: Il mio Natale australiano

Diario Letterario di un’Italiana in Australia

Capitolo 14: Il mio Natale australiano

Bentornati al mio appuntamento settimanale con il diario di viaggio ovvero i miei aggiornamenti letterari e personali della mia avventura in Australia; ma soprattutto, prima d’iniziare a sproloquiare, spero che voi abbiate passato un buon Natale 🎄.

La settimana natalizia è stata di relax e di mezza libertà: ho infatti lavorato solo oggi (si, avete capito bene, ho lavorato di sabato, damn) ieri e giovedì, come sapete, vengo da cinque lunghi giorni e mezzo di vacanza.

Iniziando subito la cronaca dei miei giorni prima di Natale, parto da sabato con la festa del lavoro: abbiamo festeggiato Natale insieme ai colleghi della nostra banana farm, con cena e qualche drink in omaggio nel l’unico locale mareebiano, il Gateway hotel. È stata una serata che ci ha messo un po’ a ingranare ma è stata divertente alla fine, abbiamo socializzato assai e siamo finiti in un after party a casa di alcuni colleghi francesi. Carino, ci sta fare festa ogni tanto.
Me ne vergogno un po’ a raccontarvelo, ma il giorno dopo il mio hangover non mi ha permesso di fare praticamente nulla, se non guardare HIMYM tutto il giorno e mangiare schifezze. Sono una persona a cui piace fare party, ma la mia non più giovane età si fa sentire e perdo colpi.

La vigilia di Natale mi sono svegliata con una carica inaspettata: ho pulito casa, finito di fare tutte le cose da fare nella mia to do list (sono abbastanza fissatella con le liste, segno sempre liste chilometriche di cose da fare per tutto, dalla spesa al blog alle altre cose di cui mi occupo: si chiama mania dell’organizzazione). E questo lo considero un evento più unico che raro, perché le mie liste non le finisco mai. Sarà che ho dormito tutto il giorno precedente, sarà che il giorno dopo sarebbe stato il mio compleanno, ma non sono stata ferma un attimo e ora mi ritrovo una bella lista di cosa sa fare vuota!che gioia! Non mi ricordo più da quanto tempo non capitava.
Dopo aver spuntato tutte le cose dalla lista, ho deciso di cucinare delle lasagne per non farci sentire troppo la mancanza di casa Grazie a un abbuffata, e ci ho aggiunto qualche stuzzichino di antipasto. Mamma è nata a Napoli è mi ha insegnato una cosa: con il cibo meglio sempre abbondare. E io l’ho sempre presa alla lettera, le mie dosi sono abbondanti come quelle dei pranzi alla domenica da una nonna italiana. E poi Mangiare tanto fa sempre Natale, o mi sbaglio?

Il giorno di natale è tutto pronto per avere un trentesimo compleanno come L’ho sempre desiderato: abbiamo scelto la spiaggia dove festeggiare, bisogna solo mettersi in macchina e andare. Un dettaglio non insignificante però rema contro di noi: la pioggia, quella maledetta. E io subito penso: si ma che sfiga!
Essi, perché da buona e mancale calcolatrice quale sono, mi sono sempre figurata nella mente questo compleanno in un certo, da quando abbiamo deciso di venire qui, visto che lo vedevo come un traguardo speciale da festeggiare: io sulla spiaggia a prendere il sole, in costume e con un adorabile cappello da babbo natale. C’è stato tutto eh, tranne il sole. Ci dirigiamo verso la spiagge decisa, ma a metà strada ci prende un acquazzone e così cambiamo rotta: direzione Port Douglas. Il tempo non è dei migliori nemmeno qui, ma visto che è ora di pranzo ci fermiamo in un ristorante dove offro da mangiare ai ragazzi: abbiamo mangiato abbastanza bene e bevuto il vino più buono da quando siamo in Australia (italiano, tze), ma alla faccia quanto è caro! Prendo infatti una decisione pubblica: mai più ristoranti in Australia 😂.
Dopo pranzo passeggiata in spiaggia a coronamento del mio sogno, e Non è stato il Natale che desideravo da mesi ma forse è stato meglio così: è stato più spontaneo e meno programmato, con cambi repentini di direzione e abbuffate inaspettate, regalandomi una bellissima giornata con le persone che più mi sono vicine in questa avventura.

Cosa mi ha portato babbo natale? Grosse soddisfazioni: una nuova GoPro fiammante, l’iPhone di Andrea (che già sto usando io perché ho rotto l’ennesimo telefono, ma che era in prestito ma ora è ufficialmete mio), un regalo sconosciuto che Amazon non ha consegnato e un incredibile materassino unicorno gonfiabile da mare. Mi soffermo un secondo su questo: so che per voi è un regalo stano specialmente a Natale ma
A) Qui è estate quindi è un regalo di Natale azzeccatissimo
B) Lo desidero da millenni, ho provato a ribatte un paio a qualche bambina ma fede ne lo ha sempre impedito; so che ho trentanni ormai, ma io amo il mio unicorno, ecco!

Santo Stefano è stata un’altra giornata pigra, festeggiando con l’ozio e il cazzeggio il mio primo ufficiale giorno da trentenne.

Se devo essere sincera in questi giorni ho sentito per la prima volta la mancanza di casa e della mia famiglia; le feste già sono malinconiche di loro, ma lontani dai propri cari è ancora peggio. Ma ho passato alla fine delle giornate tranquille grazie specialmente a tutte le persone che mi sono state vicine durante il mio compleanno se pur a migliaia di chilometri: la mia famiglia, le mie amiche, gli amici virtuali: mi avete sfatto sentire felice anche solo per un momento, grazie ❤️.

Cosa ho letto? Poco o niente, e vi spiego il perché: ho finito Alta fedeltà raggiungendo quota 70 libri letti nel 2018. Volevo fermarmi qui ad un bel numero tondo, ma ieri sera ho sentito il bisogno di chiudere l’anno con una nuova lettura: per questo ho iniziato l’investigatore olistico Dirk Gently di Douglas Adams (quello della Guida galattica per autostoppisti per intenderci): un libro un pelo sciroccato, che in quanto tale mi sta prendendo assai, ma aspettiamo il nuovo anno per parlarne nel dettaglio.

Giovedì siamo tornati dalle nostre adorate banane, bye bye Natale si torna alla vita vera. Sono stati tre giorni di fuoco e abbiamo lavorato duro, tanto da lavorare full day oggi e chiedere in massa la disponibilità per il prossimo lunedì, che io non ho dato però. Infatti lunedì andremo a festeggiare, che ci pensino altri alle banane.

Ma la domanda a cui non ho risposto nemmeno per sbaglio che vi starete facendo tutti, o anche no, è: quindi, come ti senti a trentanni? Uguale a 4 giorni fa; non sono arrivati gli alieni, non sono venute magiche rughe in faccia dal nulla e lo stesso vale per i capelli bianchi, non sono diventata più coscienziosa ne meno infantile(v. unicorno), ne tanto meno più pragmatica sul futuro. Ecco, sono sempre io, e sti trent’anni in fondo non mi fanno più paura!

Tra qualche giorno finisce questo anno e arriverà presto il tempo di bilanci, ma per il momento mi godo questi ultimi giorni del mio 2018 australiano.

Eccovi la mia lista di stupidate settimanali

  • Natale in qualsiasi pare del mondo, per un italiano, significa abbuffata
  • Avere un vero e proprio unicorno lungo due metri è un sogno che si realizza per me
  • Non mangiate mai al ristorante in Australia, è un furto legalizzato
  • Il vino australiano diciamo che non è proprio una prelibatezza, ma il vino al mango possiamo dichiarare ufficialmente che fa schifo
  • Gli australiani non sentono minimamente il Natale, ormai è una certezza
  • Piovere a Natale in estate è un infamata
  • Chissà come festeggiano capodanno gli australiani, non ne ho la minima idea

 

 

 

Se vi è piaciuto il mio capitolo sul Natale, prima di andare via, aspettate ancora un attimo: se ve li siete persi, ecco i capitoli precedenti:

ecco i capitoli precedenti:

Capitolo 1

Capitolo 2

Capitolo 3

Capitolo 4

Capitolo 5

Capitolo 6

Capitolo 7 

Capitolo 8

Capitolo 9

Capitolo 10

Capitolo 11

Capitolo 12

Capitolo 13

Pam (l’unicorno) vi abbraccia tutti e vi augura una buona giornata, e di finire al meglio questo 2018!
Giorgia

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