Piccole Donne

La recensione Natalizia: Piccole Donne, Classico di Louisa May Alcott

“Natale non sarà Natale senza regali”

Natale è ormai alle porte, e per celebrarlo, come d’altronde ho fatto l’anno scorso, ho deciso di selezionare un libro natalizio di cui parlarvi. Non è proprio la storia di natale con Santa Claus o magici avvenimenti che riportano la fiducia nel mondo; no, quest’anno vi voglio parlare di un grande classico che ha inizio a proprio il giorno di Natale, un libro che bene o male tutti hanno sentito nominare, e parecchi hanno letto come me durante l’infanzia: vi parlo di Piccole Donne, di Louisa May Alcott, uno dei primi libri che io abbia mai letto, riletto in inglese a dicembre per l’occasione.

Ma di cosa parla Piccole Donne?

Natale è alle porte e le quattro sorelle March sono tristi che non potranno festeggiarlo come si deve. Il loro papà è al fronte a combattere, le ragazze sono costretta a lavorare perché la famiglia è in gravi difficoltà economiche: proprio come dice Jo nell’incipit, non ci saranno per questo regali a Natale. Le sorelle March sono quattro ragazzine, una molto diversa dall’altra: Meg, la maggiore, Bella e coscienziosa; Jo ribelle e maschiaccio, si sente l’uomo di casa in assenza del padre; Beth musicista e molto timida e Amy la più piccola ed egoista a cui piace dipingere. Le ragazze, dopo qualche lamento sulla loro povertà, decidono però di mettere insieme i loro pochi soldi e fare ognuna dei regali alla mamma per Natale, che fa tanti sacrifici per loro, per farle una sorpresa.
La mattina di natale arriva e al posto di festeggiare le donne March vanno a regalare la propria colazione a una famiglia di vicini poveri, salvando così il loro Natale. La giornata continuerà con un piccolo spettacolo messo in scena dalle sorelle March e da una speciale sorpresa, dolci speciali in regalo dal vecchio signor Lawrence loro vicino. Qualche giorno dopo le due maggiori Meg e Jo si recano a una festa da ballo, dove Jo conosce il giovane Laurie Lawrence, nipote dell’anziano benefattore natalizio.
L’irriverente Jo riuscirà a fare amicizia con il solitario Laurie, e avvicinerà tutta la famiglia a quella grande e bellissima casa e i suoi proprietari, legando in maniera amichevole le due famiglie. Beth ne guadagnerà anche un pianoforte, regalatole direttamente dal vecchio mr Lawrence
Le avventure delle sorelle March continueranno tra lime, giochi e circoli segreti, gite in barca e picnic, malattie inaspettate, l’amicizia e gli scherzi di Joe Laurie, capelli venduti, amori imprevisti.
Piccole Donne è un romanzo senza tempo, che parla di virtù e di famiglia, raccontando la storia di quattro giovani sorelle che iniziano in maniera diversa a crescere, a passare dall’infanzia, all’adolescenza, e in qualche modo all’età adulta.

Piccole Donne è un libro che parla di virtù: ho visto nella signora March l’incarnazione di una donna e genitrice perfetta, integerrima, saggia e che insegna alle figlie cosa è giusto. Una donna che nonostante i tempi crede nella libertà, nei veri valori che vanno oltre il denaro o lo status sociale, che vuole che le sue figlie siano delle bambine finché possono e cerca d’insegnargli al meglio a essere delle buone e grandi donne, senza però rinunciare a inseguire sempre i propri sogni. Pensando il periodo storico in cui è stato scritto il romanzo c’è da stupirsi per quanto L’autrice fosse progressista, andando contro le tradizioni del suo tempo, per raccontarci di ragazze che diventano donne e cercano la loro strana, cosa in genere fortemente maschile. E in più da notare lo scopo pedagogico del libro, che vuole insegnare ai suoi giovani lettori in ogni pagina qualcosa.
Buona la costruzione e la psicologia dei personaggi: il primo romanzo della Storia delle sorelle March è sicuramente un pelo infantile, come le protagoniste, dedicata alla lettura da parte di ragazzi e bambini. Ogni capitolo insegna una morale, e le protagoniste crescono imparando alcune delle virtù fondamentali per diventare delle buone adulte.

Inutile dire che Jo è il mio personaggio preferito: condividiamo il soprannome e la passione smodata per i libri, la ragazza è un maschiaccio che non bada alle regole, ma cerca sempre di ribellarsi e inseguire i propri sogni. E poi, la passione per la scrittura è la sua bontà spassionata mi hanno sempre fatto guardare a lei come un esempio durante la mia infanzia. Aggiungo anche che per tutto il romanzo Jo vuole rimanere bambina, legata alla sua infanzia e alla mancanza di vere responsabilità come una famiglia propria o un matrimonio: una Peter Pan al femminile che ci fa tenerezza nel suo ancorarsi alla sua famiglia e alle sue sorelle, ancora una volta il personaggio con cui mi sono sempre immedesimata in questo libro ma che alla fine, a modo suo, trova il modo per crescere.

Ho scelto Piccole Donne come libro natalizio quest’anno perché in fondo Il Natale è un tema predominavate e ricorrente nella storia, con un forte valore simbolico secondo me: il romanzo inizia e finisce a Natale, il. Anche se non una classica novella natalizia, per questo motivo io considero questo grande classico un libro adatto a questo periodo.

Ho letto per la prima volta questo libro quando ero poco più che una bambina: è stato uno dei miei primi libri, sapevo leggere a malapena, ma già allora avevo capito che era una cosa meravigliosa. Per anni ho sempre portato questo romanzo nel cuore per anni, e per caso ho iniziato a leggerlo ora, in un periodo che, (me ne sono sono accorta dopo averlo iniziato) è abbastanza criptico per me: tra pochissimi giorni compio trent’anni, e rileggere un libro del genere alla soglia d quella che il considero mentalmente l’età adulta è uno strano caso del destino, ma significativo. Credo che ogni libro abbia sempre il suo momento e il suo tempo, anche quando si parla di una rilettura, ed effettivamente questo era il momento più giusto per me per rileggere Piccole Donne; i libri ci parlano a volte, bisogna stare ad ascoltarli e cogliere i loro messaggi!

Concludendo, Piccole donne è un classico senza tempo, adatto a bambine e ragazze, ma non solo. Per me è stata un’occasione per ricordare la mia infanzia, e le belle sensazioni provate da bambina mentre leggevo le avventure delle sorelle March, ma è sicuramente un libro da leggere perché è un romanzo che parla di famiglia, amicizia, amore ma soprattutto di quanto sia difficile diventare grandi, in qualsiasi periodo storico.

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La recensione Natalizia dell’anno scorso la trovata a questo link, si parlava di un altro super classico di Natale, Canto di Natale!

Buone feste a tutti

Giorgia

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