L'impero d'acciaio – Il fiume si divide

Autori Emergenti – L’impero d’acciaio – Il fiume si divide di Claudio Bolle

Per la serie a volte ritornano, date il bentornato alla rubrica delle recensioni emergenti. Oggi parliamo di un libro che è l’inizio di una saga molto particolare, dal titolo L’impero d’acciaio – Il fiume si divide dell’autore emergente Claudio Bolle.
Claudio Bolle, autore vicentino, è anche scrittore dei seguenti due capitoli di questa saga, ovvero L’accademia degli dei (2017) e Il segreto di vesta (2018). È anche autore di una biografia, romanzata, dell’imperatore Tiberio uscita nel maggio di quest’anno.

Ma di cosa parla L’impero d’acciaio – Il fiume si divide?

Un viaggio di lavoro si trasforma in un viaggio indietro nel tempo: tre colleghi si trovano in trasferta a Roma, accompagnati dalla moglie di uno dei tre, ma durante la loro permanenza nella capitale fanno un’esperienza fuori dal comune che non gli permetterà più di fare ritorno più rientrare nella loro Vicenza. Una bolla misteriosa, infatti, li porta indietro nel tempo, prima durante la seconda guerra mondiale dove incontrano una camionetta con tre militari alleati, uno scozzese e due americani, poi improvvisamente si ritrovano tutti e sette ai tempi dell’antica Roma. Dopo aver capito cosa fosse successo, vengono ospitati da un militare romano di ritorno dalle sue avventure nelle legioni ispaniche. Passato il trauma e anche un po’ di trambusto iniziale, incapaci di poter tornare alle loro case, nel loro tempo, riflettono su cosa fare e arrivano alla conclusione più logica per loro con l’intenzione di andare direttamente dall’imperatore: visto che hanno viaggiato migliaia di anni nel tempo la loro idea è quella di cambiare in qualche modo la storia, portare alcune delle innovazioni tecnologiche che conoscono per migliorare quella società, con l’obiettivo di rendere L’impero romano perpetuo, con lo scopo di migliorare in qualche modo la storia oltre che quel popolo che già di suo è stato così grande. Conoscendo anche la storia romana a menadito, poiché accompagnati da Mara, moglie di Cesare e insegnante di latino al liceo, riescono a comunicare bene con i centurioni alle porte di Roma e hanno la fortuna d’incontrare subito Druso, figlio dell’imperatore e probabile erede al trono dell’impero. Hanno modo così d’incontrare direttamente Tiberio: con una dritta sul futuro, salvano suo figlio dal essere assassinato da li a poco e gli espongono le loro idee e alcune delle tecnologie che possiedono (cellulari, armi, automobili) conquistando così la fiducia dell’uomo più potente del mondo allora conosciuto. Inizierà così la loro avventura romana, ricca di storia e nuove ma vecchie idee, dove diventeranno tutti senatori della Repubblica e inizieranno a metter in piedi una grande accademia dove costruire le “nuove” invenzioni e tramandare le loro conoscenze ai romani.
Una storia che è al limite tra la fantascienza e il romanzo storico che fa vivere anche a noi lettori una sorta di viaggio nel tempo alla scoperta di Roma dei suoi usi e costumi, mettendo le basi per quella che ha il potenziale di essere un ottimo ciclo di libri: affascinante e intrigante per le premesse nate qui ma specialmente per i possibili sviluppi dello stesso.

L’autore nel primo romanzo di questa saga ci fa subito immergere completamente in un’atmosfera storica molto realistica: la Roma di Tiberio viene descritta minuziosamente, nei suoi più minimi dettagli. Si parla qui di banche, di monete, di servitù e schiavitù, di senatori, di architetti e di terme. Per una persona come me che di Roma e la sua storia ricorda ben poco dai banchi di suola, è stata una bellissima e affascinante scoperta l’immergersi in un mondo cosi lontano da noi, ma sotto molti punti di vista per il suo tempo, molto evoluto. Soprattutto, il contesto che circonda i protagonisti de L’impero d’acciaio – Il fiume si divide viene raccontato con cotanta fedeltà storica, che quasi sembra al lettore di passeggiare tra i fori o al palazzo imperiale assieme ai personaggi. Quindi l’accuratezza storica unita l’attenzione molto forte al dettaglio che l’autore sembra voler mettere nel suo libro, rendono la storia narrataci molto fedele a quello che poteva essere veramente la società romana e sicuramente molto credibile.

Un’altra cosa che mi sento di sottolineare de L’impero d’acciaio – Il fiume si divide è che ci si trova di fronte a un romanzo sessualmente esplicito: proprio come gli usi dell’antica Roma, i protagonisti di questa storia si lasciano andare a una vita alquanto “libertina” se così si può definire, dimostrando anche su questo punti quanto fosse in un certo senso progredita la società romana e il tabù del sesso è sicuramente qualcosa che nasce solo dopo la caduta dell’impero. Alcune scene sono più esplicite di altre, ma non per questo troppo forte o volgari; contestualizzando la scelta mi sembra adeguata alla storia raccontata.

Come i suoi protagonisti, anche L’impero d’acciaio – Il fiume si divide sembra gettare le basi per il futuro, e si prepara la strada per i successivi romanzi, soprattutto facendoci immaginare vagamente gli sviluppi storici degli avvenimenti che deriveranno dalle azioni in questo inizio: sicuramente dopo quanto letto c’è molto da raccontare, e la trama fuori dal comune incuriosisce noi lettori per voler sapere cosa accadrà ai quattro protagonisti, anche perché molte cose vengono lasciate appositamente in sospeso, non solo a livello di trama, ma anche a livello di caratterizzazione, lasciandoci ancora moltissimo da scoprire.

La cosa che ho trovato più straordinaria di questo libro è proprio l’idea di base. Parto dal presupposto che personalmente la fantascienza mi piace molto, ma fin’ora non l’avevo mai accostata così tanto alla storia, se non pensando ad alcuni videogiochi; ma anche li non è che sono molto sicura. Un’idea dunque molto valida a parer, che ha un grandissimo potenziale da sviluppare e con tante cose da poter dare a noi.

Per concludere, L’impero d’acciaio – Il fiume si divide è un romanzo che unisce la storia alla fantascienza, che fa incontrare il passato e il presente con disinvoltura, promettendo di fare ancora più grande di quel che e stato il romano impero, facendoci immaginare come potrebbe essere per una persona contemporanea vivere duemila anni fa. Da leggere per fare un viaggio nel tempo, ed essere accolti alla corte del grande Imperatore Tiberio.

Ti è piaciuta la mia recensione?
Acquista il libro qui

 

 

Al prossimo mese con una nuova Recensione Emergente.

Ma se proprio non resistete, date un occhiata agli altri consigli di lettura scritti da emergenti qui.

Giorgia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *