Giorgia Chiaro/ novembre 25, 2018/ Recensioni Libri/ 0 comments

“Questa cicatrice se la terrà per sempre”
“E lei non può farci niente Silente?”
“Anche se potessi, non lo farei. Le cicatrici possono tornare utili. Anche io ne ho una, sopra il ginocchio sinistro, che è una piantina perfetta della metropolitana di Londra.”

Inizio oggi una nuova “rubrica nella rubrica” delle recensioni domenicali: ho (ri)iniziato la lettura di una delle saghe fantasy più famosa degli ultimi vent’anni in lingua originale, ed ho deciso di dedicare a questo libro che mi ha vista crescere una serie di sette recensioni, un po’ diverse dal solito, perché secondo me un po’ tutti conoscono i romanzi di cui sto parlando.
Ancora non avete indovinato? Certo è proprio lui, il maghetto più famoso del mondo: Harry Potter.
Il primo libro della saga, e quello di cui vi parlerò oggi, è Harry Potter e la pietra filosofale.

La trama di Harry Potter e la pietra filosofale in breve.

Harry è orfano, vive nel sottoscala dei zii Dursley che lo odiano e lo trattano da schiavo, con continue molestie verbali e illazioni sul suo conto, specialmente dal viziatissimo cugino Dudley. La vita di Harry procede triste e sconsolata, fin quando un giorno riceve una lettera inattesa molto strana, che zio Vernon cerca in ogni modo di non fargli leggere. Le lettere per Harry, però, continuano ad arrivare in quantità considerevoli e il ragazzo diventa sempre più curioso di sapere chi lo cerca, dato che è convinto di non avere oltre gli zii nessuno al mondo. Zio Vernon diventa sempre più nervoso al riguardo: arrivato all’apice, prenderà la macchina la famiglia e Harry per andare a rinchiudersi in una capanna in mezzo a nulla ed evitare così di ricevere ulteriori lettere (pensa stupidamente lui). La stessa notte però un gigantesco e barbuto uomo sfonderà la porta di quell’abbandonata capanna in cerca proprio di Harry: Hagrid (il nome del gigante) dirà a Harry che è uno stregone gli consegnerà la sua lettera per la scuola di magia e stregonerie di Hogwarts. Gli spiegherà che i suoi genitori non sono morti in un incidente stradale come credeva, ma bensì per mano di un oscuro stregone, Voldemort, che quando Harry aveva appena un anno uccise sua madre e sue padre, e tentò di uccidere anche il piccolo. Harry, però, è l’unico al mondo che può dirsi sopravvissuto allo stregone più temibile di sempre: dopo essere rimasto vivo nonostante la maledizione mortale sferratagli dal Signore Oscuro, da quel momento colui che non deve essere nominato si è dileguato nel nulla ed Harry conserva una cicatrice a forma di saetta sulla fronte. Da quel momento in poi per Harry comincia una sorta di riscatto personale, iniziando a scoprire una nuova vita, completamente inaspettata e piena di novità per lui, da leggenda vivente e da mago, studiando i suoi primi incantesimi, incontrando i suoi primi amici Ron Hermione, vivendo le sue prime avventure ad Hogwarts alla ricerca di chi stia cercando di rubare la pietra filosofale, che lo vedranno combattere Troll giganteschi, inquietanti cani a tre teste, scacchi giganti, tranelli ingegnosi e proprio il mago che più teme di incontrare.

Considerazioni personali su Harry Potter e la pietra filosofale.

Harry Potter sembra una banale storia fantasy per bambini, ma rileggendolo da grande ti accorgi che oltre la trama che ha fatto innamorare mezzo mondo dell’universo magico creato dalla Rowling, parla di molte altre cose.
Harry è un eroe che da la voce a quei ragazzini che si sentono diversi, quelli che magari si sentono un po’ “sfigati”, che magari non stanno avendo un’infanzia memorabile come tutti gli altri, e sperano in un futuro migliore. Harry specialmente nel primo libro fa sognare a tutti noi una vita diversa, un’altra alternativa a questa realtà grigia e triste abitata dai babbani, una vita con più speranza e un pizzico di magia. Credo che sia dovuto proprio questo il successo di questa saga; diciamoci la verità, quanti di noi aspettano da anni la lettera da Hogwarts? Lo facciamo perché anche noi, secondo me, in qualche modo desideriamo di avere una rivincita personale, di dire a al mondo: guarda io ce l’ho fatta (sono un mago).
Harry Potter e la pietra filosofale parla anche di amicizia: l’amicizia quella vera, che ti fa trovare il coraggio di affrontare pericoli incredibili per aiutare un amico, che ti fa passare la paura, che non ti fa sentire più solo.
Rileggere Harry Potter e la pietra filosofale a 30 anni mi ha fatto ricordare perché da ragazzina me ne ero innamorata: la Rowling ha il potere d’ipnotizzarmi, sia in italiano che in inglese. La mia lettura è stata vorace, nonostante le difficoltà linguistiche, e sicuramente molto più evocativa di quanto lo sia il film. Credo di essermi ricordata di come all’inizio non mi piacquero i film: mi sembravano un brutto ritaglio di una storia lunga e meravigliosamente dettagliata. Rileggere Harry Potter e la pietra filosofale a 30 anni mi fatto tornare in empatia con Harry che nei film sembra un deficiente (scusate, ma un po’ è vero), mentre nei libri dimostra le mille sfumature del suo carattere, essendo non colui che deve fare l’eroe a tutti i costi, ma un ragazzino normale, pieno delle sue insicurezze e dei dubbi della sua età.
Mi sono avvicinata a questa lettura in inglese, pensando che un libro per bambini fosse la cosa più semplice da leggere per allenare le mie abilità linguistiche; e invece mi sono sbagliata, e di grosso. Devo essere sincera e dire che il romanzo non è così semplice come pensavo, nonostante il mio inglese è molto migliorato in due mesi e molto allenato ultimamente. Ma santo kindolino ha le traduzioni in diretta, che risparmiano molto tempo e mi aiutano con i termini più difficili.

Differenze tra il libro di Harry Potter e La Pietra Filosofale e il film

Rileggere Harry Potter e la pietra filosofale a 30 anni mi ha fatto anche ricordare le tantissime differenze tra libro e film, e da pottehead accanita quale sono mi fanno sempre soffrire molto. Ad esempio, visto che è passato un secolo da quando l’ho letto la prima volta, non mi ricordavo che l’inizio del libro è un intero capitolo dedicato alla consegna di Harry ai suoi zii, dopo la morte dei suoi genitori, in cui si vedono Silente, La McGrannit e Hagrid, ma tagliata brutalmente nei film. Zia petunia nei libri è bionda, Hermione ha i dentoni da coniglio. I primi Weasley con cui Harry parla sono i gemelli, e non Ron come vediamo nella pellicola.
Nella riproduzione cinematografica manca la mitica canzone del cappello parlante, manca la signora Figg, manca il professore di storia della magia, l’unico fantasma che insegna ad Hogwarts, ma manca soprattutto Pevees: come è stato possibile eliminare il simpatico e dispettoso poltergeist di Hogwarts, io ancora a distanza di anni non me lo spiego.
Harry incontra la prima volta Draco non a scuola, ma a Diagon Alley,Malfoy cerca di farselo amico. Nel film tagliata anche la scena del loro fantomatico duello nella stanza dei trofei; come l’ultima prova di pozioni per arrivare alla pietra filosofale, anch’essa omessa. Seamus non è veramente un piromane come fanno vedere al cinema, nel romanzo non viene mai menzionata come cosa. Infine Norberto viene salvato da Harry ed Hermione che lo consegnano a un amico di Charlie Weasleey.
E con questo dovrei aver concluso: non vi sembrano troppe differenze?

Curiosità su Harry Potter e la pietra filosofale.

Una grande saga come questa, porta con sé una serie di curiosità, per ogni libro.
Lo sapevate che Harry Potter e la pietra filosofale fu scartato da tre case editrici prima di essere pubblicato, perché considerato troppo lungo? (ora secondo me un po’ si mangiano le mani, eh)
La prima stampa del romanzo fu solo di 500 copie, il 26 giugno 1997. Mi sa che non si aspettavano tanto successo (la saga rientra oggi nella classifica dei libri più venduti al mondo!).
Un’altra curiosità editoriale è che J.K. Rowling si firma così sul primo capitolo della saga per evitare che si capisca il suo sesso, per paura che il libro vendesse meno per questo motivo.
Il romanzo primo di una delle saghe più amate di tutti i tempi è stato scritto in sei anni ed ha vinto molteplici premi tra cui il British Book Awards Children’s Book dell’anno 1997, e il FCBG Children’s Book Award 1997 nella categoria Romanzo.
Per la trama vi propongo altre tre curiosità:
Harry e la sua autrice condividono il compleanno: anche la Rowling è nata il 31 luglio!
Nicolas Flames è realmente esistito: era un alchimista che ha speso la sua intera esistenza a cercare veramente di creare la pietra filosofale.
L’autrice ha affermato che il capitolo Lo specchio delle brame è il suo preferito di tutta la saga.

Conoscevate qualcuna di queste curiosità?

Fatemi sapere cosa ne pensante della mia rubrichetta potteriana.
A presto con l’approfondimento di Harry potter and the chamber of secrets.

Ma se non riuscite proprio ad aspettare, e volete leggere altre recensioni, le trovate tutte qui 🙂

Giorgia

 

Un ringraziamento speciale va al sito E a te che sei rimasto con Harry fon proprio la fine, fonte incredibile di curiosità per me che sono da sempre una potterhead, ed ora ringrazio per essere stata la fonte di alcune curiosità qui riportate!

 

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