Giorgia Chiaro/ novembre 4, 2018/ Recensioni Libri/ 0 comments

“Essere al mondo è quando ti è affidata una persona e tu ne sei responsabile e allo stesso tempo tu sei affidato a quella persona ed essa è responsabile per te.”

Ho sempre pensato che Erri de Luca fosse un autore commerciale, di moda e quindi apprezzato molto dai lettori per questo. Il primo approccio con lui ha completamente smentito la mia opinione/pregiudizio iniziale facendomi scoprire una scrittura magnetica e accattivante, sorprendendomi appieno.
La lettura in questione è Non ora non qui.

Di cosa parla Non ora non qui?

Il romanzo è un lungo flusso di coscienza, ricordi dell’autore che sembrano autobiografici, che hanno come punto di partenza da una vecchia fotografia della madre: sarà proprio la donna la protagonista delle parole di De luca, in un lungo monologo dell’io narrante, che si sfoglia e si mette a nudo raccontandosi nel profondo, raccontando il rapporto con la madre e con la famiglia, raccontando del silenzio in casa, della sua balbuzie, delle difficoltà economiche, di quando sono arrivati tempi migliori, del papà fotografo, di una Napoli colorata, di una famiglia con regole rigide, mostrando segreti che sembrano lunghi una vita.

Non ora non qui è un romanzo vero e sincero, pieno del suo autore che si racconta senza filtri a noi lettori, diventando per noi letteralmente un libro aperto.

Sicuramente il tema chiave di Non ora non qui è un complicato rapporto tra madre e figlio. Un rapporto tratteggiato pian piano, di amore e timore in cui si legge una forte mancanza da parte del figlio di quella che era la sua genitrice. Un rapporto fatto di balbuzie, di rimproveri, di silenzi, di rigide regole, di paure e d’incomprensioni.

In Non ora Non qui notiamo non solo i complicati rapporti con la madre, ma l’intero spaccato di una famiglia come tante, che vive il ritorno alla normalità dopo la guerra, che cerca di barcamenarsi attraverso le difficoltà di tutti i giorni e i propri schemi mentali, raccontato in maniera straordinaria dal suo autore e protagonista.

Oltre a raccontare della madre, della sua famiglie, delle carenze che ha avuto, Non ora non qui parla soprattutto dell’infanzia del suo autore. Un’infanzia taciuta, e per la prima volta, a sessantanni raccontata al mondo: sembra quasi che sia un grande sfogo l’intero romanzo, qualcosa da sempre tenuto per sé e mai esternato veramente. Un’infanzia forse finita troppo in fretta, causa quella famiglia di cui ci racconta, ma anche la perdita in tenera età di un amico di cui nemmeno il tempo è riuscito a risanare le ferite.

Una storia che ha come sfondo una terra ricca di contraddizioni. De Luca in Non ora non qui ci racconta la Napoli di quando era bambino, la povertà, la ricchezza e quartieri bene, le urla per i viottoli, i panni stesi per strada, i colori e le luci, il mare della sua straordinaria città.

Non ora non qui, nonostante la trama che ha una profondità fuori dal comune, ha un linguaggio semplice e diretto. L’autore nel suo primo romanzo scrive in maniera fluida, ritmica e scorrevole. I toni che prende il suo racconto sembrano decisamente richiamare la malinconia, la tristezza e il rimpianto a tratti, veicolati però da una scrittura semplice e di cuore, arrivando a colpire appieno le emozioni del lettore, evitando aulicismi inutili che non avrebbero reso la storia nella stessa maniera.

Il libro mi ha catturata, specialmente perché, se scritti bene, adoro i flussi di coscienza senza una regola ben definita. Ho trovato questo un romanzo molto intimo e introspettivo, che scava dentro il suo autore che alla fine “mette in piazza” tutta la sua infanzia. Bellissimo poi lo stile di De Luca, che in alcuni punti sembra quasi poesia e scivola liscio fino all’epilogo. E se devo essere onesta avevo un po’ paura di affrontare questo autore: il mio timore, vista la sua fama, era che scrivesse cose banali e scontate; leggere questo libro, che è la sua opera prima, mi ha sicuramente aiutato e fatto cambiare decisamente idea al riguardo e innamorare dello stile dell’autore napoletano.

Non ora non qui è un libro intenso, intimo, personale, in cui l’autore prende la sua Infanzia e ce la racconta senza filtri e senza nascondersi in alcun modo. Una lettura di certo consigliata per approcciarsi a De Luca, per avvicinarsi alla meraviglia della sua scrittura e immergersi totalmente nelle sue parole.

 

 

Alla prossima domenica per una nuova recensione!

Se non ce la fate a resistere, e volete altri consigli di lettura, potete trovare altre recensioni qui!

Giorgia

 

 

 

in copertina “non ora non qui” edizione Feltrinelli, crediti foto Amazon.

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