Giorgia Chiaro/ ottobre 10, 2018/ Autori Emergenti, Recensioni Libri/ 0 comments

“Farò diventare questo posto una Piccola Parigi!
Annaffierò così tanto questa piccola torre che diventerà gigantesca! Forse anche più grande di quella che hanno in Francia! E dopo che sarà diventata grande abbastanza, sarà come essere a Parigi! Cambierà tutto! Le grandi cose servono solo a dare valore a quelle più piccole. Dopo un po’ uno si stanca di guardarle, e allora inizia a guardare tutto il resto, ma lo guarda in maniera diversa. Lo dice sempre il mio papà.”

Con un leggero ritardo, e per giunta non di lunedì torna la rubrica mensile dedicata alla recensioni di libri di autori emergenti. Questo mese vi parlo di un libro che mi è piaciuto in particolar modo e Ho finito da pochissimo: La piccola Parigi, romanzo di Alessandro Tonoli: una storia, breve, ma intensa, che mi ha colpito profondamente.

Di cosa parla La piccola Parigi?

Il romanzo non è un lungo racconto che ha come cuore un dialogo tra un nonno e una nipote di 10 anni. Il nonno racconta di una vecchia storia sulla loro cittadina, una leggenda che ha delle basi fondate e lui ne è testimone. Inizia così il racconto nella gioventù del nonno, e di come misteriosamente, un giorno, fosse apparsa per le strade della città di provincia una bella bambina in abito rosso che parlava con tutte le persone che incontrava. Nessuno sapeva da dove venisse e dove abitasse, ma ognuno si fermava a parlare con quella bambina che con la sua splendida ingenuità riempiva il cuore della gente. Aveva strane teorie e le raccontava a tutti attraverso quella genuina spontaneità che solo un bambino può avere. Un giorno la piccola torna in città con un piccolo souvenir da Parigi, una miniatura della Tour Eiffel: visto che era rimasta incantata dalla bellezza di Parigi, la bimba aveva deciso di piantare la sua piccola torre e farla crescere, per portare un po’ di Parigi anche nel suo paese. E così, ogni giorno, andava a innaffiare la sua statuetta, con la speranza che crescesse tanto da diventare uguale all’originale.
Una storia incantata, che profuma di amore, di magia, di purezza; un racconto che entra nel cuore dei lettori per quanto sia unico nel suo genere.

La piccola Parigi ci racconta una storia che è quasi una fiaba, e parla d’incanto; quell’incanto che solo l’infanzia può avere. E cosi che noi lettori tra le pagine, grazie alla piccola bambina dall’abito rosso riusciamo a ricordare quella spensieratezza e quell’allegria che anche noi un giorno avevamo, grazie ai suoi bizzarri accorgimenti riusciamo a ricordare la spontaneità dei pensieri di un bambino, attraverso quell’assoluto e necessario suo bisogno di veder crescere la torre riusciamo a ricordare quanto anche noi avessimo bisogno della magia nelle nostre vite. Il personaggio della piccola Parigi mi è sembrato dunque Un inno alla bellezza e alla purezza dell’importanza dell’infanzia.

La piccola Parigi racconta anche una storia dolcissima, un rapporto delicato e che un po’ tutti portiamo nel nostro cuore, quello tra nonno e nipote. Un rapporto puro, speciale, unico; Che però dura troppo poco, alcune volte. Con le emozioni che questo libro trasmette al lettore, si riesce a ricordare e a percepire l’unicità e la magia di questa parentela speciale, come quello che è tra nonno e nipote. Ma non solo, ci parla anche della tristezza della perdita e anche la maniera unica di vivere un lutto per un bambino. La parte più emozionante bella di questo racconto, secondo me. E non vi nego che una lacrimuccia mi è scappata

Tirando le somme La piccola Parigi è un libro breve ma dolcissimo, carico di emozioni e fantasia, che riesce in maniera tutta sua a catturare l’attenzione del lettore, e catapultarlo in una cittadina qualsiasi di provincia, dove un tempo accaddero cose straordinarie. Da leggere per conoscere una leggenda, la storia di quando Cabiate era una piccola Parigi.

Al mese prossimo con una nuova recensione emergente.

Per leggere altre recensioni emergenti, venite a trovarmi qui

Giorgia

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>
*
*