Giorgia Chiaro/ ottobre 7, 2018/ Recensioni Libri/ 0 comments

“Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta.
Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita.”

Ci sono alcuni libri che rimangono in libreria a prendere polvere molto tempo, che ci affascinano e spaventano al tempo stesso, libri per il quale prendiamo tempo aspettando il momento giusto. Questo è stato il mio rapporto travagliato con Lolita, classico della letteratura moderna, libro amato da molti che però io ho tentennato a iniziare. Ma una volta letta la prima pagina, mi sono iniziata a chiedere perché avessi aspettato tanto.
Lolita ha una storia che è entrata nella cultura pop contemporanea, che più o meno tutti conoscono o pensano di conoscere. Ma di cosa parla effettivamente Lolita di Vladimir Nabokov?
Lolita è la storia di un pedofilo. Un’affermazione forte, la mia, ma lo trovo l’inciso più esplicativo di questo romanzo di circa 400 pagine.
Approfondendo di più, l’intera narrazione racconta l’amore ossessivo del professor Humbert Humbert verso una ninfetta, la bella e maliziosa dodicenne figlia della padrona di casa di costui; il tutto visto dalla prospettiva dell’uomo.
Anche questa versione della trama però è riduttiva; Lolita è molto di più: è un lungo flusso di coscienza, è un diario, una confessione, una deposizione in tribunale, una biografia della vita di un uomo, le cronache di una passione disperata e folle, la storia di un uomo e la sua ossessione per una donna, i racconti di un uomo evidentemente malato.

Descrivere questo romanzo non è così facile perché nonostante il tema forte e scabroso, racchiude tra le sue pagine un fascino magnetico, con la sua storia sicuramente provocatoria descritta con uno stile di scrittura tra i più belli di sempre. Nabokov ha dato tutto sé stesso in questo romanzo a parer mio, proponendo al lettore scrittura fluida e scorrevole, alternando lunghe descrizioni e i viaggi mentali del suo protagonista, alla vicenda vera e propria. Ho trovato divertente lo storpiamento continuo del nome di Humbert e particolarissimi i suoi svarioni che portano la storia a svariate digressioni, delle volte non pertinenti, ma mai fuori luogo.
É dunque magistrale nella sua esposizione, proponendoci una scrittura mai noiosa, impeccabile, divertente, pungente che secondo me fa di Lolita uno dei libri meglio scritti di sempre.

Lolita nella mia edizione Adelphi.

Sicuramente l’autore ha voluto essere provocatorio con la sua opera maggiore, parlando di un tema che può scuotere gli animi, sia per il suo ma anche per il nostro tempo. Un romanzo scritto in prima persona, dove Nabokov scrive quasi immedesimandosi nel suo protagonista, un uomo di certo dalla dubbia etica.
La questione etica è una delle cose su cui il lettore non può non interrogarsi: come si fa a immedesimarsi nel protagonista di questa storia? Abbiamo un uomo adulto che per quanto affascinante e intelligente sia, prova desiderio carnale solo per bambine che hanno meno di quattordici anni. Come si fa a non giudicare moralmente questo protagonista, e di conseguenza questo scritto? Il protagonistaè effettivamente un pedofilo che in tutti i modo cerca di giustificare la sua perversione. E un’altra domanda sorge spontanea: come può essere diventata la storia di un uomo tanto perverso uno dei libri più belli scritti negli ultimi 50 anni?
La riflessione che vorrei proporvi, attraverso queste domande tendenziose, però è solo una: ma c’è davvero da guardare la morale di Lolita? Non credo sia possibile fermarsi solo a questo: Nabokov con la sua esposizione perfetta ha pubblicato un romanzo che scritto da qualsiasi altro non avrebbe avuto che critiche e censure, facendone attraverso il suo talento diventare un vero e proprio capolavoro, che rimarrà nella storia per sempre proprio per la mano superba del suo autore.

La cosa che mi ha colpita di più di Lolita è che io mi aspettavo tutta un’altra storia; chissà perché mi aspettavo un libro completamente diverso. Invece sin dall’inizio, dalla sua prima pagina mi sono dovuta ricredere: alla fine ci si accorge che il vero protagonista è Humbert, che ci racconta la storia della sua folle vita in funzione di Lolita, e di come la ragazza gli sia entrata dentro stravolgendo completamente la sua esistenza.
Aggiungo poi anche che questo romanzo ha uno degli incipit più belli di sempre, ed è così che Lolita ha rubato il cuore anche a me!

Lolita è un capolavoro della letteratura moderna, 400 pagine che ti entrano dentro, un gioiello letterario che ogni persona dovrebbe leggere almeno una volta nella vita; un romanzo che turba l’animo, ma al contempo trascina il lettore in una storia ipnotica da cui è difficile venir fuori, se non con il suo epilogo. Un libro da leggere assolutamente, per conoscere la vera storia di Lolita.

A domenica prossima con una nuova recensione!
Ma se non ce la fate proprio ad aspettare, date un’occhiata ad altri interessanti consigli di lettura qui !

Giorgia

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